Banche

Carige, riparte l’aumento di capitale. Accordo con il consorzio di garanzia

di Andrea Fontana

(Imagoeconomica)

4' di lettura

Dopo i timori e le tensioni degli ultimi giorni, riparte l'aumento di capitale di Banca Carige: sono stati infatti firmati con Deutsche Bank, Credit Suisse e Barclays i contratti di costituzione del consorzio di garanzia che dovrà farsi carico dell'eventuale inoptato della ricapitalizzazione. Carige provvederà in tempi brevi a integrare il prospetto informativo, già depositato in Consob. L'auspicio è riuscire a far partire l'aumento durante la prossima settimana, dopo l'autorizzazione alla pubblicazione del prospetto da parte di Consob.

I dettagli dell’operazione
Carige ha anche comunicato i termini dell'aumento di capitale da 560 milioni di euro: verranno emesse 49,81 miliardi di nuove azioni, nel rapporto di 60 titoli ogni azione esistente, offerte in opzione agli attuali soci, a cui si aggiungeranno 6 miliardi di nuove azioni destinate «prioritariamente» ai possessori dei bond subordinati. Il prezzo di sottoscrizione, si legge in una nota, sarà di 1 centesimo ad azione. Alla luce delle condizioni l'aumento di qualifica come «iperdiluitivo». In pratica i soci che non dovessero sottoscriverlo vedranno ridotta in modo massiccio la loro quota di partecipazione nel capitale della banca, che diventerà sostanzialmente irrilevante.

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Equita Sim co-garante
Carige, nel confermare con una nota la costituzione del consorzio di garanzia sull'aumento, comunica che Equita Sim affiancherà le tre banche del consorzio (Credit Suisse, Deutsche Bank e Barclays) «in qualità di co-garante a sua volta
supportata da accordi di “prima allocazione” o “pari passu” con il consorzio di garanzia, sottoscritti da primari investitori istituzionali».
La banca conferma inoltre di aver ricevuto impegni di sottoscrizione irrevocabili da parte dei suoi azionisti stabili: Malacalza Investimenti per il 17,6%, Gabriele Volpi per il 9,9% Aldo Spinelli per lo 0,45% e Coop Liguria per l'1,76 per cento.

Aumento al via mercoledì prossimo
La banca, si legge in una nota, intende iniziare il periodo di esercizio dei diritti di opzione mercoledì 22 novembre e terminarlo mercoledì 6 dicembre, chiedendo una deroga rispetto al calendario di Borsa che indicherebbe quale data di inizio per l'esercizio dei diritti di opzione, lunedì 27 novembre. L'avvio dell'aumento resta subordinato all'approvazione da parte di Consob del prospetto informativo e all'ammissione a quotazione delle azioni di nuova emissione.

La cessione di Npl
Infine l’istituto annuncia di aver avviato una trattativa in esclusiva con Credito Fondiario per la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza pari a 1,2 miliardi di euro di valore lordo e della piattaforma di servicing.

Ieri la svolta
La svolta nella partita a scacchi per l'aumento di capitale di Bca Carige è arrivata la famiglia Malacalza, imprenditori liguri primi azionisti dell'istituto, ha messo nero su bianco il proprio impegno a partecipare all'operazione sottoscrivendo quantomeno il 17,6% corrispondente alla sua attuale partecipazione. Lo ha dichiarato a Radiocor Plus è stato Mattia Malacalza, secondogenito del patron Vittorio e amministratore delegato della Malacalza Investimenti, il veicolo societario che materialmente detiene il pacchetto in Carige. Ieri il secondo azionista, Gabriele Volpi, si era impegnato a rafforzare la propria quota fino al 9,99%. I due passaggi sono stati decisivi per fare avanzare le trattative con Credit Suisse, Deutsche Bank e Barclays, i tre istituti che dovrebbero garantire la ricapitalizzazione da 560 milioni di euro: la firma sul contratto con Carige è attesa a ore e questo permetterà di lanciare l'aumento «entro la metà della prossima settimana», quasi sicuramente mercoledì. «C'è tutto quello che serve - spiega la fonte al lavoro sull'operazione - Ci sono i soci storici e altri nuovi che entrano, c'è l'interesse dei bondholders a convertire. Inoltre c'è un'asset quality in Carige perchè possa ripartire dopo l'aumento e inoltre le dismissioni sono molto avanti».

Mattia Malacalza: «Noi ci siamo, ora le banche» «Stamattina sono venuto a Milano per confermare ulteriormente anche di persona e direttamente alle banche del consorzio l'impegno di Malacalza Investimenti già esplicitato domenica scorsa attraverso i legali che ci rappresentano», aveva dichiarato nel primo pomeriggio Mattia Malacalza. «I miei legali, che sono in contatto con quelli di Carige e le banche del consorzio, hanno nelle loro mani per la consegna la documentazione impegnativa da me firmata relativa alla sottoscrizione del diritto di opzione legato alla quota detenuta ad oggi da Malacalza Investimenti». Sulle prospettive di riuscita della trattativa in corso con le banche del consorzio, Malacalza ha poi concluso: «Continuiamo ad attendere fiduciosi la conferma degli impegni da parte delle banche del consorzio che ci hanno preannunciato per la serata».

Tra gli altri soci, Volpi pronto a salire al 9,9%
L'impegno scritto della famiglia Malacalza a sottoscrivere la ricapitalizzazione si aggiunge così a quelli annunciati ieri sera dalla banca e corrispondenti all'11,75%: secondo quanto ricostruito, tale quota sarebbe essenzialmente riferibile a due azionisti, Gabriele Volpi pronto a salire dal 6,01% attuale al 9,99% e la Coop Liguria che sottoscriverebbe pro-quota l'1,5% circa. Gli addetti ai lavori danno in dirittura d'arrivo anche la conferma scritta dell'impegno da parte della famiglia Spinelli, titolare di partecipazioni tra l'1% e il 2%. Tornando a Malacalza Investimenti, la holding ha annunciato ieri di aver chiesto l'autorizzazione alla Bce per rafforzare la propria posizione fino al 28% del capitale di Carige: il via libera dell'Autorita' di Vigilanza non sarebbe ancora arrivato.

L'a.d. Fiorentino ai dipendenti: «Ce la faremo»
In Borsa il titolo Carige resta sospeso in attesa che dalle trattative tra i manager della banca e il consorzio di garanzia giungano segnali univoci sull'operazione di aumento di capitale. La situazione di incertezza, esplosa ieri mattina con lo stallo nella formazione del consorzio di banche che deve garantire la riuscita dell'aumento da 560 milioni, ha portato l'amministratore delegato Paolo Fiorentino a scrivere una lettera ai dipendenti della banca per rassicurarli. «Ce la faremo!» ha scritto. «Sono certo che saremo, tutti insieme, in grado di superare gli ostacoli che si frappongono da qui all'imminente partenza dell'aumento - scrive il manager - Vi assicuro che ce la stiamo mettendo tutta, giorno e notte, e che i segnali incoraggianti ci sono, per cui, come molti di voi mi sentono spesso dire, 'metteremo tutte le palle in buca'». Sullo stato delle trattative con i soci e con le banche, Fiorentino aggiunge: «La verita', in mezzo a tante notizie divergenti, e' che noi stiamo lavorando a testa bassa e senza sosta per arrivare a comporre questo articolato puzzle e partire con l'aumento di capitale nei prossimi giorni; prosegue, vivo, il dialogo con tutti gli interlocutori e le interazioni con le Autorita' di Vigilanza sono fluide e costruttive».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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