governance

Carige, sesta uscita dal consiglio Presidente Gallazzi. A Moody’s: pronti a iniziative

di Raoul de Forcade


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(REUTERS)

2' di lettura

Non c’è pace per Banca Carige. All’indomani del cda con cui la banca ha risposto a Bce e replicato al declassamento da parte di Moody’s, arrivano le dimissioni del sesto consigliere di amministrazione. Si tratta di Lucia Venuti, a suo tempo nominata nella lista dell’azionista di riferimento (col 20,6%), Malacalza Investimenti. La Venuti lascia a seguito delle dimissioni degli altri amministratori e alla luce delle richieste di revoca del cda da parte del primo azionista e di Raffaele Mincione (5,4% delle quote). Ieri è stato anche designato il presidente pro tempore della banca, fino all’assemblea convocata per il 20 settembre, il consigliere Giulio Gallazzi. Intanto la Cassazione ha confermato due sanzioni emesse dal ministero dell’Economia nel 2001, nei confronti di Carige, per un totale di circa 3,6 milioni per violazione delle norme contro il riciclaggio nella filiale di Mondovì (Cuneo) .

Intanto la banca punta ad arginare la bufera scatenata dal downgrade di Moody’s che, paventando per l’istituto il rischio di essere posto in risoluzione, ha abbassato la valutazione del merito di base della banca, del rating a lungo termine e di quello sul deposito a lungo termine. Martedì il cda ha preso atto del downgrade, e ha risposto che «pur non condividendone le motivazioni» ritiene doveroso precisare che la proposta di decisione, notificata dalla Bce il 20 luglio, alla quale fa riferimento Moody’s, «non contiene nessun riferimento a una eventuale risoluzione». Il cda, inoltre, «si riserva di assumere ogni opportuna iniziativa a tutela propria e di tutti gli stakeholder».

Ma il consiglio ha anche approvato il testo della risposta alla bozza di decisione della Bce. A quanto risulta il documento conferma a Bce che la banca ha già convocato, per il 20 settembre, l’assemblea per rinnovare il cda. Sui ritardi nell’emissione del bond subordinato e della cessione degli asset non strategici, sostiene il cda, hanno pesato le condizioni del mercato e la ricerca di acquirenti adeguati, ma anche senza il bond la banca potrà raggiungere, entro il 2018, i target patrimoniali.

Per quanto riguarda l’aggregazione, toccherà al nuovo cda occuparsene, così come del nuovo piano di conservazione del capitale, da presentare entro il 30 novembre. Il consiglio ha, inoltre, analizzato le offerte vincolanti ricevute su un portafoglio di posizioni Utp fino a 400 milioni e ha deliberato di assegnare a Bain Capital Credit un periodo di esclusiva, fino al 15 ottobre, chiarendo che l’approvazione di questa proposta è rimessa al cda nella composizione che risulterà dopo l’assemblea di settembre.

L’esclusiva è stata concessa, nonostante Malacalza Investimenti, in una lettera pervenuta prima della riunione, avesse invitato il cda a occuparsi solo di ordinaria amministrazione, in attesa dell’assemblea del 20 settembre.

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