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Carige, il tribunale ammette la lista Mincione in assemblea con il limite del 9,99%

di Raoul De Forcade


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(ANSA)

2' di lettura

La lista per la nomina del consiglio di amministrazione di Banca Carige che sarà presentata dalla Pop 12 di Raffele Mincione, all’assemblea dei soci di Carige di domani, è stata ammessa alla votazione. Ma gli azionisti (Gabriele Volpi e Aldo Spinelli, oltre allo stesso Mincione) aderenti al patto parasociale creato dal finanziere potranno esercitare diritti per nominare i membri del cda della banca entro la soglia del 9,99% del capitale sociale, anziché fino al 15,198%, come prevedeva in origine il patto.

Lo ha deciso il giudice del Tribunale di Genova, Lorenza Calcagno, che aveva sentito le parti, in udienza, sabato scorso. La decisione segue l’indicazione data, nei giorni scorsi, da Bankitalia, in una lettera indirizzata a Carige, in cui si dice che i pattisti dovranno chiedere a Bce l'autorizzazione a superare la soglia del 10% del capitale, senza la quale potranno essere esercitati i diritti di voto solo fino al 9,99 per cento.

Il tribunale, si legge nella sentenza, «respinte le eccezioni pregiudiziali e preliminari sollevate da parte convenuta Pop 12», accoglie il ricorso Di Malacalza Investimenti «per quanto di ragione e per l'effetto dispone che Carige, o il presidente dell’assemblea ordinaria degli azionisti fissata per il prossimo 20 settembre, ammetta la lista presentata da Pop 12 come rappresentativa di diritti di voto derivanti dal patto parasociale del 25 agosto 2018 pari al solo 9,99% del capitale sociale». Il giudice Calcagno, inoltre, dichiara «compensate nella misura della metà le spese legali tra Malacalza Investimenti e Pop 12» e «condanna quest'ultima a pagare a Malacalza Investimenti il residuo, liquidato in euro 3.712, oltre euro 272,5 per esborsi, oltre spese generali, Iva e Cpa di legge; dichiara interamente compensate tra le altre parti le spese di lite».

Malacalza Investimenti (che controlla il 27,55% delle quote di Carige), invece, sosteneva, attraverso i suoi legali, che il voto dei pattisti andasse inibito tout court, in virtù del fatto che avrebbero violato la legge sulle autorizzazioni.
Lo stesso giudice, durante l’udienza, aveva proposto una soluzione transattiva, indirizzata a chiudere lo scontro tra azionisti della banca congelando i pattisti al 9,99%. Ma questa soluzione era stata respinta dai ricorrenti.

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