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Carige: Tribunale Ue annulla decisione Bce su amministrazione straordinaria

ll Tribunale ritiene che la Bce sia incorsa in un errore di diritto nella determinazione della base giuridica utilizzata per adottare le decisioni impugnate

di Antonio Pollio Salimbeni

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3' di lettura

Il Tribunale Ue ha annullato la decisione della Bce che ha posto Banca Carige in amministrazione straordinaria, che risale al gennaio 2019, e della successiva decisione del marzo 2019, che ne proroga la durata fino al 30 settembre 2019.
Il Tribunale ritiene che la Bce sia incorsa in un errore di diritto nella determinazione della base giuridica utilizzata per adottare le decisioni impugnate.
Quanto alle altre successive decisioni di proroga della misura, il Tribunale precisa che non costituiscono oggetto del ricorso in quanto sono state adottate in seguito al deposito della domanda di annullamento. Contro una decisione del Tribunale, entro due mesi e dieci giorni a decorrere dalla data della sua notifica, può essere proposta un’impugnazione, limitata alle questioni di diritto, dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

Il ricorso

Il ricorso era stato presentato da Francesca Corneli, azionista di minoranza Carige. Dato che la banca aveva accumulato perdite per oltre 1,6 miliardi di euro tra dicembre 2014 e l’1 gennaio 2019, la Bce adottò una misura d'intervento che fissava degli obiettivi da raggiungere tra il 2017 e il 2019 per i prestiti deteriorati e la relativa copertura. Le attività poste in essere dalla banca per il conseguimento degli obiettivi sono state infruttuose. Nel corso dell'assemblea generale del 22 dicembre 2018 la proposta di aumentare il capitale è stata oggetto di opposizione da parte degli azionisti che detenevano il 70% del capitale.

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A seguito di questi avvenimenti, hanno rassegnato le dimissioni il presidente, il vicepresidente, il direttore generale e la maggioranza dei consiglieri d'amministrazione, così comportando la decadenza del consiglio di amministrazione. Il primo gennaio 2019 la Bce ha deciso di porre la banca in amministrazione straordinaria con una serie di effetti: scioglimento del consiglio di amministrazione della banca e sostituzione dei vecchi membri con tre amministratori temporanei, tra cui Modiano e Innocenzi, che erano stati rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione e direttore generale di tale istituto; scioglimento del comitato di vigilanza della banca e sostituzione degli ex membri con altre tre persone; attribuzione ai nuovi organi del compito di «adottare le misure necessarie per garantire che la banca si conformi nuovamente ai requisiti patrimoniali in modo duraturo».

La decisione Bce

Con successive decisioni della Bce, l'amministrazione straordinaria è stata prorogata fino al 31 gennaio 2020.Con la sentenza odierna, il Tribunale dell'Unione ha accolto il ricorso ritenendo che le decisioni della banca centrale sugli articoli 69 e 70, paragrafo 1, del testo unico bancario e impongono il vincolo di amministrazione straordinaria in ragione del «deterioramento significativo» della situazione della banca. Secondo l'interpretazione del Tribunale, “le norme poste a base delle decisioni non prevedono lo scioglimento degli organi di amministrazione o di controllo delle banche e l’istituzione di un’amministrazione straordinaria, nel caso in cui il ‘deterioramento della situazione della banca o del gruppo bancario [sarebbe] particolarmente significativo”.

La Bce e la Commissione hanno sostenuto che la Bce è tenuta ad applicare, oltre al diritto nazionale, anche il diritto dell’Unione, cosa che avrebbe fatto nel caso concreto applicando la disposizione della direttiva 2059/14, la quale prevede l'amministrazione straordinaria in caso di deterioramento significativo della situazione dell’ente considerato. Il Tribunale respinge l'argomentazione della BCE e della Commissione affermando che, quando il diritto nazionale recepisce una direttiva - così come è avvenuto per l'art. 70 del testo unico bancario, è il diritto nazionale a dover essere applicato. Pertanto, ritiene che non si possa rimediare all’errore commesso dalla BCE nell’applicazione dell’articolo 70 del testo unico bancario mediante un’interpretazione libera dei testi.

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