Terzo settore

Cariplo, un fondo di garanzia per 30 milioni alle non profit

Iniziativa in accordo con Intesa Sanpaolo e altre 5 istituzioni: previsti finanziamenti a tasso agevolato, fino a 500mila euro rimborsabili in 5 anni

di Alessia Maccaferri

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Un'immagine del percorso che ha coinvolto le scuole primarie dei quartieri Adriano, Trotter, Corvetto-Chiaravalle a Milano. La foto è stata scattata da un senza fissa dimora di RiScatti onlus.

Iniziativa in accordo con Intesa Sanpaolo e altre 5 istituzioni: previsti finanziamenti a tasso agevolato, fino a 500mila euro rimborsabili in 5 anni


3' di lettura

Con un patrimonio di oltre 7 miliardi di euro ed erogazioni per 140 milioni, Fondazione Cariplo è una delle maggiori istituzioni filantropiche italiane. Eppure «su tutti i livelli di fondazione Cariplo abbiamo rilevato un calo del 30% della partecipazione a bandi e progetti da parte degli enti del terzo settore, durante i mesi del lockdown rispetto agli anni precedenti» puntualizza Davide Invernizzi, direttore Area servizi alla persona, raccontando la situazione di paralisi e di difficoltà che stanno vivendo le non profit lombarde. Molte hanno dovuto farsi carico dell’emergenza, altre sono state inattive a causa del lockdown.

Nel giugno scorso Fondazione Cariplo è intervenuta con contributi a fondo perduto a quasi 400 non profit per oltre 16 milioni di euro. «Questa misura emergenziale è andata a intervenire sulla situazione di sofferenza dei bilanci degli enti» racconta Invernizzi. Contemporaneamente la fondazione ha messo a punto una nuova iniziativa finanziaria per agevolare la ripresa. Si tratta di una serie di misure che permetteranno a Intesa Sanpaolo l’erogazione di 30 milioni di finanziamenti a tassi agevolati. «È una misura con un’architettura complessa - spiega Marco Gerevini, direttore della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, braccio operativo di Cariplo per l’impact investing - per finanziare fino a 500mila euro a tassi agevolati rimborsabili massimo in 5 anni. È uno strumento che induce gli enti a ragionare in una logica di corporate che necessita di una pianificazione dell’attività e di sostenibilità economica di tipo imprenditoriale».

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Si tratta di strumenti che andranno a integrarsi:

• un fondo di garanzia di 2,6 milioni costituito da Csvnet Lombardia (rete dei centri di servizio di volontariato) attraverso Fondazione Onc;

• un plafond di garanzia dell’importo di 6 milioni messo a disposizione da Cooperfidi Italia, il confidi nazionale della cooperazione italiana;

• 3 milioni messi a disposizione da Intesa Sanpaolo attraverso il suo Fondo Solidarietà e Sviluppo;

• un fondo per la copertura dei costi della garanzia e di una parte degli interessi, dell’importo di 500mila, gestito da Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore con risorse filantropiche messe a disposizione da Fondazione Cariplo e da Fondazione Peppino Vismara.

I programmi per il 2021

La pandemia è la trama che attraversa le diverse voci della programmazione per l’anno prossimo. Così per esempio in una delle nove sfide individuate - quella demografica dovuta all’invecchiamento della popolazione - si vuole colmare una delle lacune emerse durante l’emergenza Covid: la mancanza di politiche territoriali a supporto della domiciliarità. Per questo si pensa a un nuovo strumento per le persone anziane. «Si tratta di uno strumento di welfare di comunità, di domiciliarità, di forme di residenzialità leggere e di innovazione dei servizi di presa in carico degli anziani affinché si possano aiutare i territori a darsi politiche integrate pubblico-privato» spiega Invernizzi. Sempre nel capitolo welfare, rientra una misura di accompagnamento ai sistemi di welfare territoriale che sono interessati a fare una transizione verso digitale con nuove forme di erogazione dei servizi, tema che la pandemia ha fatto emergere.

Una delle sfide urgenti è la crescente povertà alimentare ed educativa. Il progetto QuBì, prima focalizzato su Milano, verrà esteso a livello regionale (con particolare attenzione a Bergamo, Brescia, e Lodi in collaborazione con il Fondo nazionale di contrasto alla povertà educativa) grazie alla collaborazione delle fondazioni di comunità, capaci di cogliere i bisogni sui territori. «Sarà messo in campo il meccanismo del matching fund per cui per ogni euro investito da noi le fondazioni saranno stimolate a raccoglierne altrettanti». E poi a livello locale saranno attivate tutte le reti per soddisfare i bisogni. «Stiamo seguendo da vicino il tema della povertà educativa e in particolare il digital divide con l’accesso agli strumenti minimi di accesso: pc, connessione formazione». Sempre nell’area sociale sarà sostenuto anche nel 2021 il bando Housing Sociale per persone fragili con cui Fondazione Cariplo vuole sostenere nuove esperienze di abitare, promosse da soggetti non profit, capaci di rivolgersi in modo mirato alle categorie sociali più bisognose e di mobilitare e catalizzare risorse locali altrimenti non disponibili.

In ambito cultura verrà sostenuta non solo la sofferente industria creativa ma la ricerca di nuove forme di produzione con l’allargamento dei pubblici potenziali.

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