Credito e territorio

Cariverona, calano le risorse Erogazioni per progetti mirati

Il tesoretto per i prossimi tre anni è pari a 60 milioni, in calo di circa il 30% Mazzucco: patrimonio redditizio nonostante la volatilità - Marino: più attenzione e innovazione

di Paolo Paronetto


default onloading pic
Il Children’s Museum ha aperto i battenti lo scorso 11 settembre a Verona con l’appoggio strategico della Fondazione Cariverona

4' di lettura

Interventi più strutturati, organici ed efficienti, per massimizzare l’impatto di ogni euro erogato e bilanciare almeno in parte, così, la riduzione delle risorse a disposizione, figlia di un contesto di mercato in cui i tassi a zero, quando non negativi, sono diventati la norma.

È l’impostazione, messa nero su bianco nel nuovo Documento di programmazione pluriennale, con cui la Fondazione Cariverona affronta il triennio 2020-2022, il secondo sotto la guida del presidente Alessandro Mazzucco e del direttore generale Giacomo Marino.

Per entrambi, arrivati al vertice dell’ente scaligero nel 2016 dopo il regno più che ventennale di Paolo Biasi, la conferma per un secondo mandato al termine di quello in scadenza nel 2020 non appare al momento in discussione. Il “tesoretto” destinato alle nuove erogazioni per i prossimi tre anni è pari a 60 milioni, vale a dire 20 milioni l’anno, in calo di circa il 30% rispetto ai 90 milioni distribuiti tra il 2017 e il 2019. Una cifra «conservativa» e «sostenibile», che garantisce la tutela del patrimonio e che, in caso di sorprese positive, potrà comunque essere rivista al rialzo. «Nonostante l’inevitabile conseguenza delle ripetute fasi di volatilità dei mercati e in particolare di quello italiano, il nostro patrimonio ha mantenuto una redditività solida e stabile - ha spiegato Mazzucco -. Abbiamo inoltre alcune leve che ci permettono di aspettarci un miglioramento nel prossimo futuro», considerando anche l’attesa rivalutazione degli asset immobiliari, «e quindi un incremento del nostro avanzo e delle erogazioni, mantenendo uno sguardo attento anche all’incremento del patrimonio». In ogni caso, prosegue, «la contingenza attuale ci spinge a ragionare sempre di più sulla massimizzazione dell’impatto dei nostri interventi».

«Banalmente - ha notato da parte sua Marino - il patrimonio è molto esposto ai tassi e quando i tassi sono negativi è inevitabile una riduzione. La risposta alla contrazione delle risorse è una Fondazione più attenta e innovativa, ma soprattutto una capacità nuova di erogare anche valori non finanziari, a partire dalle competenze e quindi dalla formazione».

Si tratta allora di un contesto che, pur essendo ovvio motivo di attenzione, la Fondazione appare oggi, forse più che in passato, preparata ad affrontare in coerenza con l’evoluzione, consapevolmente avviata ormai da anni, che la vuole sempre meno ente assistenziale e sempre più partner di istituzioni, aziende e territori. E che spinge Mazzucco a ribadire in ogni occasione la necessità di parlare «non tanto di erogazioni quanto di investimenti», vale a dire di interventi da cui Cariverona si aspetta un ritorno in termini di sviluppo economico, sociale e culturale a favore dei 3 milioni di cittadini residenti nelle cinque province di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova. Il coinvolgimento dei diversi stakeholder ha quindi preceduto la presentazione del Documento programmatico, nato a valle di un confronto che ha visto il Consiglio generale della fondazione impegnato sin dallo scorso febbraio, attraverso l’attività di tre Commissioni tematiche per l’analisi comparata delle azioni attuate e degli esiti ottenuti nel triennio precedente, analizzando i trend in atto, i risultati raggiunti e le aree di miglioramento, grazie anche a una serie di audizioni con contributi terzi. Un percorso, hanno spiegato i vertici di Cariverona, che ha comportato anche la raccolta di un’imponente mole di informazioni «grazie al lavoro di ascolto legato al Bando Valore Territori, un’indagine estensiva che ha raggiunto oltre 2.500 soggetti e prodotto oltre 520 contributi, seguita da 12 tavoli di confronto, e alla mappatura/rilevazione dei fabbisogni prevalenti condotta sulle organizzazioni culturali, che ha visto aderire oltre 250 enti».

Al termine di questo processo, il nuovo Documento di programmazione ha quindi definito tre obiettivi strategici: «Protezione e cura dell’ambiente e valorizzazione complessiva dei territori», «Valorizzazione del capitale umano, creazione di opportunità di partecipazione sociale, culturale, educativa per i giovani» e «Innovazione sociale, ben-essere, qualità della vita, favorendo la formazione di comunità coese e inclusive».

Target da perseguire in particolare attraverso bandi ad hoc, a cui si affiancheranno la progettualità di iniziativa diretta della Fondazione e sessioni attraverso cui raccogliere proposte di terzi. Si parte così con i 21 milioni già resi disponibili per il 2020, senza dimenticare che, accanto alle nuove risorse, nel corso del triennio proseguirà il lavoro di smaltimento dell’imponente debito erogativo ereditato. Una mole di fondi deliberati ma non ancora distribuiti, già scesa a 100 milioni dai 187 di tre anni fa, su cui l’ente veronese è costantemente al lavoro per aiutare i destinatari a sbloccare i progetti.

Lo sforzo progettuale della Fondazione Cariverona, che persegue attivamente la possibilità di “fare rete” e mettere a sistema risorse e competenze con altri soggetti attivi sul territorio, è del resto ben esemplificato da alcune iniziative che entrano ora nella fase di concreta realizzazione. È il caso del bando “Ricerca e sviluppo” promosso da Cariverona insieme alla Fondazione Caritro (Trento e Rovereto) per «sostenere e amplificare la capacità del sistema di creare un produttivo dialogo fra il mondo della ricerca e il mondo delle imprese».

Si tratta, per l’ente veronese, di un intervento di un milione di euro erogato a dieci aziende attraverso, ha notato Marino, «un’iniziativa innovativa su due distinti piani strategici: lo sviluppo di una partnership importante fra due fondazioni operanti nello stesso macro-quadrante del Nordest e l’intento deciso di estendere il concetto di “welfare di territorio” alle tematiche della crescita economica e imprenditoriale».

Allo stesso modo, il bando “Ricerca ed eccellenza”, da tre milioni di euro, ha visto Cariverona al fianco di Cariparo (Padova e Rovigo) con l'obiettivo di «coordinare le reciproche azioni di sostegno alla ricerca scientifica e di uniformare le modalità di selezione dei progetti», per «sostenere l’attività svolta presso enti di ricerca con sede operativa nel territorio delle province di riferimento attraverso il sostegno a progetti innovativi che abbiano una ricaduta positiva e incisiva in termini sia di sviluppo economico che di utilità sociale». E di ricadute sul territorio, almeno a giudicare dai primi riscontri, non sarà avaro il nuovo “museo dei bambini”, il Children’s Museum che ha aperto i battenti lo scorso 11 settembre con l’appoggio strategico proprio di Fondazione Cariverona. Una struttura, modellata anche sull’Esploratorium di San Francisco, che ha già accolto 12mila visitatori e che dà una svolta decisa al progetto di rigenerazione urbana dell’area degli Ex Magazzini Generali del capoluogo scaligero.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...