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Carla Ruocco (M5s): «Più tutele con l’obbligo del contraddittorio»

di Marco Mobili e Giovanni Parente


(Ap)

3' di lettura

«Tutti si riempiono la bocca di semplificazioni fiscali ma sono ancora tanti gli adempimenti che solo all’apparenza sembrano inutili, ma che alla fine ai cittadini costano tempo e denaro. Ora molti di questi adempimenti verranno superati». Ne è convinta Carla Ruocco (M5S), presidente della commissione Finanze della Camera, che oggi porterà in Aula da relatrice la proposta di legge sulle semplificazioni fiscali condivisa con il vice presidente Alberto Gusmeroli (Lega).

Ma si arriverà veramente in fondo fino alla sua promulgazione?

Il via libera della Camera, che ci aspettiamo subito dopo “i ponti di primavera”, è un passo importante che va monitorato, seguito ed esteso.

E in quale direzione?

La strada è già tracciata e sta nella ratio di questa proposta di legge sulle semplificazioni: d’ora in poi ogni nuovo adempimento che si vorrà introdurre non dovrà pesare sulle tasche di cittadini e imprese. In questo senso abbiamo lavorato con il sostegno e la collaborazione dell’agenzia delle Entrate. Ora il Governo ha un’autostrada davanti, se vuole deve solo investire perché le norme sono già pronte.

Ma il Governo crede nelle semplificazioni?

Sono nel contratto di Governo. E su questo la maggioranza è unita. Se non fosse stato per la Lega e per il sostegno del sottosegretario Massimo Bitonci, che si è immedesimata nei cittadini, il provvedimento non sarebbe arrivato in Aula. Inoltre la Pdl sulle semplificazioni si è ritagliata uno spazio importante anche nel Piano nazionale delle riforme allegato al Def 2019.

A proposito di Def, lei si schiera tra i «tassapiattisti» o tra i paladini della progressività?

Senza ombra di dubbio tra i difensori della progressività e dell’equità dell’Irpef. È la progressività del prelievo che genera un rapporto fisco-contribuente migliore, anche ampliando le spese da portare in detrazione e deduzione. Con un risparmio anche in termini di contrasto all’evasione. Orientando e monitorando gli oneri deducibili si possono anche realizzare gli obiettivi di politica economica.

Un no secco alla flat tax.

Se flat tax dovrà essere va ben coperta. Al contrario si finirebbe per produrre solo un taglio di tasse a costo zero per i contribuenti, riducendo da una parte e aumentando dall’altra. Senza nessun effetto concreto su un allargamento della base imponibile.

Tornando alle semplificazioni, quale norma la soddisfa di più?

L’obbligo del contraddittorio. Si introduce una logica diversa offrendo da subito al contribuente di poter far valere le sue ragioni davanti a un avviso di accertamento. È una misura deflattiva e riduce la logica degli accertamenti a pioggia non suffragati da validi elementi.

La norma ora però esclude gli accertamenti parziali, non si rischia di “sgonfiare” un po’ questa misura?

Si partirà dagli avvisi emessi dal 1° luglio 2020. L'Agenzia ha già assicurato che con l’entrata in vigore della norma sarà la prima a dare direttive su cosa può rientrare nell’accertamento parziale e quindi essere escluso, senza pena di nullità dell’avviso. Attenzione, con questo nuovo obbligo l’ufficio dovrà motivare perché si discosta dalle argomentazioni del contribuente.

La mancata abolizione degli Isa è una sconfitta?

Non si è fatta perché costa. Però abbiamo comunque fatto un passo avanti. Ma attenzione abbiamo incassato dall’Agenzia la possibilità di arrivare già dal prossimo anno a un modello Isa precompilato.

Anche sulla vendita quote di azienda avete ceduto, questa volta a una categoria.

Davanti al parere negativo del ministero della Giustizia ci siamo allineati alla volontà del Governo. Ma aspettiamo. Se in Aula si riapre la partita bisognerà trovare un accordo con i notai attraverso un confronto approfondito e costruttivo tra tutte le parti. Nessuno ha intenzione di fare blitz.

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