Verso la fashion week donna

Carlo Capasa: «Sempre più spazio ai giovani e alla collaborazione con il Comune di Milano»

di Giulia Crivelli


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5' di lettura

Conto alla rovescia avviato: Carlo Capasa ha presentato le novità della prossima tornata di sfilate, presentazioni ed eventi organizzata dalla Camera nazionale della moda italiana (Cnmi), la cosiddetta Milano moda donna (Mmd, o Mfw, acronimo di Milan fashion week), che si svolgerà dal 19 al 25 febbraio. Ormai in realtà non è più soltanto una settimana “femminile”: saranno dodici le sfilate “co-ed”, dove modelle e modelli usciranno insieme o alternandosi in passerella e alla fine si avrà un’idea complessiva delle collezioni femminili e maschili per l’autunno-inverno 2019-2020. Ma anche questa definizione “temporale” è ormai stretta: ogni brand cerca di abbattere i “muri” legati alle stagioni, oltre che ai generi.

È un momento «magico» per Milano, in senso assoluto e per il suo ruolo come capitale mondiale del pret-à-porter: New York ha dovuto abbandonare l’ambizione di inserirsi come “terzo incomodo” tra Milano e Parigi. Londra resiste, ma più come vetrina di eventi che come evento tra stile e business. E la stessa Parigi qualche contraccolpo l’ha subito, per via della difficile situazione della capitale, messa a soqquadro ogni sabato dalla fine di novembre in avanti dalle manifestazioni dei gilet gialli. Ma è anche un momento «delicato» per il sistema italiano del tessile-moda-accessorio (Tma): la sua vocazione all’export lo espone ai rischi delle guerre commerciali e della Brexit. Capasa, presidente della Camera nazionale della moda (Cnmi) al suo secondo mandato, si è detto comunque ottimista, sottolineando la crescente sintonia e collaborazione con il Comune di Milano e con le altre associazioni di settore, dal 1° gennaio 2018 federate in Confindustria Moda. Al suo fianco Cristina Tajani, assessore alla Moda della Giunta guidata da Giuseppe Sala: «Di fashion week in fashion week aumenta la convergenza tra le istituzioni e i protagonisti del mondo della moda italiano. Nel 2019 si aggiunge un tassello: una campagna di comunicazione per portare e promuovere nel mondo l’immagine di Milano e del suo ruolo come capitale mondiale del pret-à-porter».

«Il 2017 si era chiuso con una crescita del 2,8% per il settore,nel 2018 c’è stato un rallentamento e siamo passati a un aumento del fatturato dell’1%, che credo verrà confermato dal primo semestre 2019 e che è comunque molto positivo se confrontato con le previsioni del Pil – ha spiegato Capasa, al secondo mandato come presidente dell’associazione che organizza le quattro fashion week che ogni anno animano Milano e molti altri eventi –. Se il Paese, come sembra, deve affrontare una recessione tecnica, diventa ancora più importante investire e valorizzare il tessile-moda-accessorio, volano economico e di immagine per tutta l’Italia».

Il calendario, dalle sfilate agli spazi per i giovani

Ma veniamo al calendario: dal 19 al 25 febbraio si terranno 60 sfilate, 81 presentazioni, 4 presentazioni su appuntamento e 33 eventi, per un totale di 173 collezioni “in vetrina”. Ci saranno i debutti nel calendario ufficiale delle sfilate di Marco Rambaldi, giovane designer italiano, di Marios, brand nato dal genio creativo di Mayo Loizou e Leszek Chmielewsk, entrambi supportati da Camera della moda, e di Alexandra Moura, stilista portoghese originaria di Lisbona. Graditi ritorni Angel Chen, Bottega Veneta (con il debutto dello stilista Daniel Lee) e Gucci. Le sfilate co-ed saranno quelle di Antonio Marras, Atsushi Nakashima, Bottega Veneta, Byblos, GCDS, Giorgio Armani, Gucci, Missoni, Moncler, Roberto Cavalli, Salvatore Ferragamo. Sempre grazie al supporto di Camera della moda sfileranno Chika Kisada e Ultràchic.

Tra le presentazioni, ci sarà il debutto di altri brand: Albagia, Alanui, Aquazzura, Flapper, Gentryportofino, Giaquinto, Harunobumurata, Laura Aparicio, Manuel Ritz, Martinacella, MM6 Maison Margiela, My Choice, Officina del Poggio, Saldarini Cashmere Flakes by Marco Rambaldi e Ujoh, Vgrass Studio.

Premi e dintorni

Un'altra novità sarà la presentazione di Gilberto Calzolari, vincitore del “Franca Sozzani GCC Award for Best Emerging Designer“ durante la scorsa edizione dei Green Carpet Fashion Awards Italia (settembre 2018). Camera della moda e CNMI Fashion Trust supporteranno inoltre la presentazione di Tiziano Guardini, vincitore del “Franca Sozzani GCC Award” nel 2017.
Lo Spazio Cavallerizze ospiterà nuovamente, oltre a una sala sfilata, il Fashion Hub, che diventa uno spazio dedicato alla creatività e riunisce il Fashion Hub Market, una sezione dedicata a 8 designer provenienti dall'Ungheria selezionati insieme all'Hungarian Fashion & Design Agency e una dedicata a 7 giovani emergenti di Xi' An International Fashion Town.

Domenica 24 febbraio avrà luogo un cocktail organizzato da Camera della moda in collaborazione con la Camera Buyer, durante il quale verrà consegnato un premio speciale a un vincitore selezionato dai buyer tra i designer presenti.

Le novità del Fashion Hub Market

Fashion Hub Market è arrivato all’ottava edizione e quest’anno presenterà le collezioni di 12 giovani designer italiani e internazionali: 16 R Firenze, Andrea Mondin, Angelia Ami, Ara Lumiere, Chakshyn, Dhruv Kapoor, Federico Cina, Kartikeya, Moon Choi, Moon J, Retropose, Rowen Rose. Al Fashion Hub Market saranno presenti anche i 3 vincitori dell'International Woolmark Prize 2018/2019, progetto creato da The Woolmark Company nel 1953 per celebrare i talenti emergenti nel panorama della moda internazionale e che mostra, anno dopo anno, la bellezza e la versatilità della lana merino australiana. I finalisti del premio hanno avuto il compito di raccontare, attraverso un approccio più contemporaneo, l'utilizzo della lana merino e di valorizzare attraverso le loro creazioni le innumerevoli qualità di questa fibra naturale, rinnovabile e biodegradabile.

La filiera come volano per l’Italia

Il Tma è il secondo settore manifatturiero per occupati (si veda anche Il Sole 24 Ore del 30 gennaio): dà lavoro direttamente a circa 600mila persone, per un fatturato che nel 2018 ha sfiorato i 96 miliardi. «Milano resta il centro di tutto questo e la moda è alla base dell’economia della città e della regione durante tutto l’anno – hanno sottolineato Capasa e l’assessore Tajani –. Anche per questo nel 2019, come dimostrano le molte iniziative in calendario dal 19 al 25 febbraio, la collaborazione tra Camera della moda e Comune sarà ancora più intensa. Accanto alle location straordinarie che potremo usare per sfilate ed eventi dedicati ai giovani, abbiamo lavorato a una campagna di comunicazione che promuoverà Milano nel mondo come capitale fashion da scoprire anche per l’offerta culturale che offre». Oltre al tema della promozione dei giovani, che Capasa definisce sempre «il futuro della moda italiana», il presidente della Camera è tornato sulla sostenibilità e sul primato di Milano.

«In settembre c’è stata la seconda edizione dei Green Carpet Fashion Awards, ribattezzati gli Oscar della moda verde – ha ricordato –. Eco-Age, l’organizzaziona fondata da Livia Firth con la quale collaboriamo da anni, ha scelto Milano come seconda sede dopo Londra. Lavoriamo sulla sostenibilità dei processi produttivi e della filiera con Sistema moda Italia e tutte le associazioni di settore . Le altre capitali della moda ci vedono già come l’esempio da copiare, l’avversario da rincorrere sul tema della sostenibilità, che è il fulcro di ogni strategia aziendale e motore di innovazione». Il riferimento è forse a Parigi, che, con tono trionfalistico tipico dei francesi, ha annunciato di «voler diventare capitale mondiale della moda sostenibile entro il 2024». Alle parole dovranno seguire azioni concrete, che per ora abbiamo visto solo a Milano e in Italia.

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