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Carlo in Parlamento per il Discorso della Regina al posto di Elisabetta: è la prima volta

La 96enne regina Elisabetta non è mai stata assente a questo appuntamento istituzionale dal 1963, ma è costretta a dichiarare forfait a causa di asseriti problemi “di mobilità”

di Nicol Degli Innocenti

Il principe Carlo in Parlamento per il Queen's Speech, sostituisce Regina per la prima volta dal '63

2' di lettura

Il Discorso della Regina oggi l´ha pronunciato il futuro Re. Il principe Carlo, erede al trono, ha fatto le veci di sua madre Elisabetta II alla solenne apertura del Parlamento e ha letto come da tradizione il programma del Governo. Per la prima volta da 59 anni la Regina ha mancato all´appuntamento a causa di problemi di mobilità, ha spiegato Buckingham Palace.

Forfait sempre più frequenti

Negli ultimi mesi la Regina ha delegato sempre più impegni ufficiali, non solo viaggi all’estero ma anche cerimonie in patria, al figlio Carlo o al nipote William. Elisabetta II, che ha 96 anni, ha voluto presenziare di recente alla Messa di rimembranza all’abbazia di Westminster per suo marito, il principe Filippo, ma per il resto ha annullato gli impegni, mantenendo la tradizione dell’incontro settimanale con il primo ministro però via zoom.

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Johnson punta sulla “Brexit freedom”

Il programma del Governo guidato da Boris Johnson, presentato oggi nel discorso in Parlamento, punta soprattutto sulla crescita economica. La priorità dell’Esecutivo è «rafforzare l’economia e attutire l’impatto dell’aumento del costo della vita». Non è possibile evitare l’aumento dell’inflazione, ha spiegato il principe Carlo leggendo il discorso, ma «dove potremo aiutare i cittadini, lo faremo».

L’altro tema sottolineato nel discorso è la determinazione a cogliere tutte le opportunità che l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea presenta. Il programma legislativo del Governo comprende infatti un disegno di legge dall’eloquente nome “Brexit Freedoms Bill” che farebbe risparmiare alle imprese 1 miliardo di sterline in lungaggini burocratiche prendendo definitivamente le distanze dalle leggi e regole Ue.

Questo, secondo Johnson, spalancherebbe le porte a nuovi accordi commerciali bilaterali con altri Paesi fuori dai confini dell’Europa, in linea con la sua visione di una “Global Britain” libera dalle rigidità finora imposte da Bruxelles.

Opposizione e sindacati molto critici

Opposizione e sindacati hanno criticato il discorso definendolo “vuoto di contenuti” e privo di proposte concrete per rimediare al crollo del tenore di vita dei cittadini britannici. L’inflazione è ai massimi da trent’anni ed entro l’anno, secondo le previsioni della Banca d’Inghilterra, supererà il 10%, mentre i tassi d’interesse salgono e l’economia perde colpi. Anche la prospettiva di grandi accordi commerciali e prosperità grazie alle “Brexit freedom” è stata accolta con un certo scetticismo dai partiti di opposizione.

La realtà sarà «estremamente deludente», ha detto Ed Davey, leader del partito liberaldemocratico, che ha guadagnato molti consensi nelle elezioni amministrative della settimana scorsa. Gli elettori hanno invece punito i Conservatori, in parte a causa dell’aumento del costo della vita.

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