ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe regole di Bruxelles

Carni rosse e vino non saranno penalizzate nei fondi Ue per la promozione

L’Italia scongiura il rischio che la Commissione Ue escludesse dai finanziamenti 2023 alcuni prodotti simbolo del made in Italy agroalimentare

di Micaela Cappellini

(Getty Images/iStockphoto)

2' di lettura

L’Italia scongiura il rischio di penalizzazione per le carni rosse, i salumi e il vino nei programmi di finanziamento della promozione. Insieme ad altri 9 membri Ue tra cui la Francia e la Spagna, il nostro Paese ha votato contro la proposta di Programma di lavoro annuale 2023 per la promozione dei prodotti agricoli e alimentari avanzata della Commissione europea . Il programma, che per il 2023 vale circa 186 milioni di euro, stabilisce i criteri di selezione per l’accesso ai fondi Ue per la promozione, e voleva penalizzare prodotti come carni, vino e alcolici in generale in quanto giudicati non salutari.

La Commissione europea ora si trova di fronte a due alternative: presentare un programma modificato e cercare il via libera degli Stati, oppure andare avanti in autonomia. Ma il segnale inviato dai Paesi è stato chiaro. I produttori agroalimentari italiani plaudono al gioco di squadra: «È stato respinto il tentativo maldestro della Commissione di revisionare in modo surrettizio i criteri di valutazione contenuti nel Programma di lavoro annuale della politica di promozione agricola per l’annualità 2023 - ha detto il presidente di Alleanza Cooperative agroalimentari, Carlo Piccinini - non è la prima volta che i servizi della Commissione provano ad anticipare in via amministrativa orientamenti politici ancora in discussione e certamente distonici rispetto al vigente assetto regolatorio; ora dovrà prendere atto della contrarietà espressa e riformulare il programma di lavoro».

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Anche la filiera vitivinicola italiana plaude allo scampato pericolo: «Il voto della delegazione italiana, insieme a quelle francese e spagnola, è stato determinante per scongiurare l'ennesimo attacco al settore di bandiera dell'agroalimentare tricolore, già sotto pressione dalla congiuntura economica», si legge in una nota congiunta di Confagricoltura, Cia -Agricoltori italiani, Copagri, Alleanza delle Cooperative, Unione Italiana Vini, Federdoc, Federvini e Assoenologi.

Per la Coldiretti, dietro questi attacchi ad alcuni prodotti simbolo del Made in Italy c’è un disegno ben preciso: «La demonizzazione di questi prodotti - sottolinea Ettore Prandini, presidente della Coldiretti - coincide in maniera evidente con la propaganda del passaggio a una dieta unica mondiale, dove il cibo sintetico si candida a sostituire quello naturale. Non lo possiamo accettare». Soddifatta, naturalmente, anche Assocarni, che rappresenta le imprese della salumeria italiana: «Se la bozza di proposta della Commissione europea fosse stata adottata - ha detto il su presidente, Ruggero Lenti - avrebbe rischiato di penalizzare enormemente il settore della salumeria italiana e delle nostre protezioni tutelate».

Infine Confagricoltura, in una nota, rimarca «l’ottimo esordio del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, su un tema delicato per il settore agroalimentare italiano, quello dei fondi per la promozione commerciale. Senza la posizione assunta oggi dall’Italia, vini, carni rosse e derivati avrebbero rischiato un drastico taglio dei finanziamenti destinati principalmente alla promozione sui mercati esteri».

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