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Caro-affitti, la Danimarca cambia la legge contro le speculazioni

La Danimarca ha presentato una serie di misure per modificare le sue leggi e impedire aumenti indiscriminati degli affitti nelle città dovuti a speculazioni dei grandi gruppi su proprietà detenute a breve termine

di Laura Cavestri

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La Danimarca ha presentato una serie di misure per modificare le sue leggi e impedire aumenti indiscriminati degli affitti nelle città dovuti a speculazioni dei grandi gruppi su proprietà detenute a breve termine


2' di lettura

La Danimarca alla guerra contro il caro-affitti. Ma soprattutto contro la speculazione che ha portato a canoni ritenuti fuori controllo per la classe media. Copenhagen ha elaborato un piano per fermare la speculazione sulle proprietà acquistate e detenute per breve tempo, dopo mesi di intenso dibattito politico innescato da una serie di acquisti effettuati da Blackstone Group.

La nuova legislazione – che dovrebbe essere approvata nel primo semestre 2020 – punta a mettere in relazione gli aumenti degli affitti, decisi dai proprietari, con l’esecuzione di lavori di ristrutturazione sugli immobili (ad esempio, secondo specifici standard ambientali), dopo un periodo di possesso di una proprietà per almeno 10 anni (la regola non influirà su altre categorie di adeguamenti degli affitti).

La casa diventa una asset class di investimento per grandi capitali

Per il ministro socialdemocratico degli alloggi danese, Kaare Dybvad, il piano dovrebbe colpire solo gli speculatori e proteggere, invece, gli investitori a lungo termine. Una preoccupazione nata dal fatto che gli affitti sono saliti a livelli tali da impedire alle persone con reddito medio di vivere nelle principali città della Danimarca. Ma la riforma non piace a una parte dei parlamentari, così come agli investitori istituzionali danesi, soprattutto ai fondi pensione danesi – che gestiscono un patrimonio da 450 miliardi di dollari – i quali temono il rischio di una contrazione degli investimenti, con conseguente impatto sui rendimenti.

«Riconosciamo il problema – ha dichiarato Michael Bruhn, responsabile degli investimenti immobiliari di Pfa Pension, che gestisce circa 100 miliardi di dollari e ha circa 450 milioni di dollari in proprietà – ma preferiremmo vedere un piano mirato specificamente a colpire le “mele marce” e non tutti gli investitori immobiliare».

Dal canto suo, chiamato direttamente in causa nella vicenda, Blackstone Group ha affermato di possedere una parte troppo piccola del mercato di Copenhagen, dunque non tale da poter condizionare l’intero mercato degli affitti e di volersi considerare un investitore non a breve ma a lungo termine.

Anche il Parlamento danese è diviso. Se i liberali e i popolari la ritengono una legge troppo semplicistica e restrittiva, il ministro socialdemocratico Dybvad la difende affermando che la misura proteggerà meglio, ad esempio, i progetti abitativi realizzati da cooperative della Danimarca. Ma anche la compagine di centro-sinistra non è compatta. La discussione è destinata a continuare.

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