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Caro bollette, in arrivo forniture a prezzi bassi per le imprese. Pannelli solari per Pa e scuole

Governo al lavoro su più assi:  oneri azzerati e bonus potenziati anche nel secondo trimestre, poi le risposte strutturali

di Celestina Dominelli

Bollette, Draghi: "Interverremo la settimana prossima"

3' di lettura

Una manovra che prevede sostegni di carattere emergenziale e misure di più ampio respiro in risposta all’allarme lanciato dalle imprese con «forniture a prezzi calmierati» per l’industria in difficoltà (energivori). È questo l’assetto del nuovo intervento contro il caro energia che il governo si accinge a presentare nel prossimo Consiglio dei ministri, come confermato l’11 febbraio in conferenza stampa dal premier Mario Draghi e dal ministro dell’Economia Daniele Franco dopo il varo della riforma del Csm.

Tra le proposte per il nuovo decreto bollette, atteso in settimana, ci sarebbe anche l’idea di dare maggior impulso alle rinnovabili nella Pa, aiutando uffici pubblici e scuole a dotarsi di pannelli solari.

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Le misure emergenziali

È stato, dunque, il presidente del Consiglio ad anticipare le linee guida del prossimo pacchetto di misure che, a quanto apprende il Sole 24 Ore, sarebbe innanzitutto orientato a replicare quanto fatto già nel primo trimestre con l’ultima legge di bilancio. In sostanza, il governo punterebbe a rinnovare gli interventi di contenimento messi a terra per il periodo gennaio-marzo, a partire dall’azzeramento degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica e dalla sostanziale riduzione in quella del gas. Un intervento replicato più volte a partire da luglio scorso, da quando cioè è cominciata l’impennata dei prezzi dell’energia, che andrà comunque assicurato quale che sia il livello dei rincari per evitare che su famiglie e imprese torni a pesare il pieno recupero delle voci parafiscali. Giova rammentare, infatti, che se l’esecutivo non avesse rintracciato gli 1,8 miliardi necessari per azzerare gli oneri elettrici e i 480 milioni per ridimensionare quelli del gas tra gennaio e marzo di quest’anno, sarebbe stato necessario procedere alla riattivazione degli stessi con un impatto, rispettivamente, del +10% e del +1,5% (nelle utenze gas gli oneri incidono meno che in quelle elettriche).

Il fronte dei bonus sociali

Questi effetti andranno dunque considerati nel valutare l’ammontare delle risorse necessarie per varare il nuovo decreto: al momento i tecnici sarebbero riusciti a recuperare circa 4,5-5 miliardi, ma i partiti premono perché l’asticella salga ancora. Una parte della dote sarebbe poi destinata ai bonus sociali - lo sconto in bolletta per le famiglie con disagio economico o fisico -, che sono stati potenziati più volte con risorse crescenti (912 milioni in legge di bilancio). A prescindere dalla direzione intrapresa (rafforzamento dello sconto in bolletta o allargamento della platea, le ipotesi allo studio), per poter decidere l’entità dell’intervento è necessario però conoscere gli aumenti reali di luce e gas. Ma questi saranno noti solo a ridosso del prossimo aggiornamento dell’Arera sulle condizioni di tutela (fine marzo) quando il presidente Stefano Besseghini e i suoi tecnici tireranno la linea definitiva con un occhio all’andamento dei prezzi. Fino ad allora, dunque, qualsiasi calcolo sarà giocoforza basato solo su previsioni.

Gli interventi per le imprese

Insieme ai «sostegni» (copyright del premier Draghi), il governo sarebbe poi al lavoro su misure di alleggerimento dei costi sostenuti dalle imprese. I binari principali sarebbero per ora due. Il primo ruoterebbe attorno al trasferimento agli energivori a rischio delocalizzazione dei 25 terawattora di energia rinnovabile, ritirata attualmente dal Gse per rivenderla poi sul mercato spot, a prezzi calmierati (50 euro per megawattora) per il 2022-2023. Con un costo per trimestre di 700 milioni e con l’impegno, a valle, dei beneficiari di investimenti in capacità di produzione equivalente a quel quantitativo (12 gigawatt di fotovoltaico e 5 GW di eolico) attraverso contratti a lungo termine.

L’altro tassello rinvierebbe all’incremento della produzione nazionale di gas per 3 miliardi di metri cubi l’anno (valore: 1,5 miliardi per il 2022), per poi cederlo all’industria gasivora con contratti a lungo termine e con tariffe basse (16 centesimi di euro per metro cubo standard, l’unità con cui sono fatturati i consumi di gas in bolletta). Un intervento che andrebbe armonizzato con la normativa nazionale e con i piani del governo sul gas (il Pitesai, si veda altro articolo in pagina). Entrambe le misure sarebbero già al centro del confronto con Bruxelles per evitare che siano bollate come aiuti di Stato: un rischio che verrebbe sventato con il ricorso ad “aste” per assegnare i benefici.

Rinnovabili, allo studio pannelli solari per Pa e imprese

Aumentare la produzione di gas e migliorare il sistema di stoccaggio ma anche dare maggior impulso alle rinnovabili con un pacchetto di semplificazioni e la spinta della Pubblica amministrazione, facilitando uffici e scuole a dotarsi di pannelli solari. E' questa, secondo quanto si apprende, una delle proposte per il nuovo decreto bollette che sarebbe emersa nel corso delle riunioni con i ministri Daniele Franco, Roberto Cingolani e i tecnici di Mef e Mite, coordinate dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli.

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