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Caro bollette, cinque mosse per sostenere le famiglie in crisi

Il testo approvato giovedì scorso conferma alcune misure già varate in passato e ne introduce di nuove. Fino al 30 aprile 2023 sospese le modifiche unilaterali dei contratti sui prezzi

di Dario Aquaro e Valentina Maglione

Piu' fondi per le bollette, anche welfare aziendale

3' di lettura

Tagli in bolletta prorogati, bonus sociale rafforzato, tutele sulle modifiche contrattuali, prezzi agevolati per i clienti vulnerabili, spinta al welfare aziendale. Contro il caro bollette il menu del decreto legge Aiuti bis, approvato dal Governo lo scorso 4 agosto, non fa mancare il sostegno alle famiglie. Sono cinque, in particolare, le misure che vanno in aiuto degli utenti: alcune confermano misure già esistenti, altre sono nuove.

Per arginare l’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, vengono prolungati per il quarto trimestre (fatture di ottobre, novembre e dicembre 2022) i tagli agli oneri di sistema di gas e luce e la riduzione dell’Iva sui consumi di gas metano.

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Aliquote annullate

Le aliquote relative agli oneri generali di sistema dell’elettricità restano dunque annullate per tutte le utenze domestiche in bassa tensione, con potenza fino a 16,5 kW. E restano inalterate, rispetto al terzo trimestre, le aliquote degli oneri per il gas naturale. Così come inalterata rimane l’Iva sui consumi di gas metano anche per gli usi civili, applicata al 5% anziché al 10 e 22% “ordinari” (in base agli scaglioni): un’agevolazione “transitoria” che continua a lasciar fuori i grandi condomìni serviti da contratti energia.

Nel complesso si tratta di sostegni “transitori” ma che, di proroga in proroga, vanno avanti dalla seconda metà del 2021, quando si sono manifestati gli aumenti dei prezzi all’ingrosso dell’energia: il contenimento degli oneri di sistema, per esempio, è stato avviato nel terzo trimestre per la luce e nel quarto per il gas; e sempre nel quarto trimestre è arrivata la riduzione dell’Iva sul gas.

Bonus sociale energia e gas

Ancora precedente, ma non provvisorio, è invece il bonus sociale energia e gas, la cui disciplina risale addirittura alla legge Finanziaria 2006. Il decreto Aiuti bis rafforza il bonus anche per gli ultimi tre mesi del 2022, in scia ai provvedimenti che l’hanno potenziato da inizio anno, affidando ad Arera (l’Autorità per l’energia) il compito di rideterminare le agevolazioni sulle tariffe per «contenere la variazione [dei prezzi] rispetto al trimestre precedente».

Le agevolazioni sociali, in realtà, sono due:

il bonus per “disagio fisico” riguarda solo l’elettricità e si rivolge – senza vincoli reddituali – ai clienti domestici che si trovano in gravi condizioni di salute (e usano apparecchiature elettromedicali indicate dal ministero della Salute);

il bonus per “disagio economico” riguarda le tariffe per luce e gas dei clienti domestici economicamente svantaggiati, e viene riconosciuto in automatico ai nuclei familiari con Isee fino a 12mila euro (la soglia di 8.265 euro è stata elevata da aprile 2022), o con almeno 4 figli a carico e Isee fino a 20mila euro, oppure titolari di reddito o pensione di cittadinanza.

È al debutto, invece, un altro aiuto pensato per le fasce più deboli con fornitura di gas di ultima istanza (che viene attivato se un cliente si trova senza fornitore, ad esempio perché fallisce). Il decreto legge Aiuti bis prevede che dal 1° gennaio 2023 i fornitori di ultima istanza devono offrire il gas a prezzo calmierato ai «clienti vulnerabili», cioè a chi è in condizioni di disagio economico e fisico, i disabili, chi ha utenze nelle isole minori o in abitazioni di emergenza dopo una calamità e chi ha più di 75 anni. I costi saranno determinati da Arera, che dovrà stabilire anche le misure perequative per le aziende fornitrici.

No a modifiche unilaterali dei contratti

Nuova è anche la sospensione della possibilità per le aziende che forniscono elettricità e gas di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto in relazione alla definizione del prezzo. E questo anche se viene riconosciuto il diritto di recesso alla controparte. È una misura immediatamente operativa, che, nelle prime bozze del decreto legge, si fermava al 31 ottobre 2022, ma che poi è stata estesa fino al 30 aprile 2023. È anche parzialmente retroattiva, perché si applica anche ai preavvisi comunicati prima dell’entrata in vigore del decreto Aiuti bis, purché le modifiche non si siano già perfezionate. La norma – che ha quindi l’effetto di “congelare” gli interventi unilaterali delle aziende sulle condizioni contrattuali per nove mesi – ha scatenato la reazione di alcune associazioni delle imprese fornitrici, che hanno paventato il rischio default delle società.

Infine, il decreto Aiuti bis ripropone una soluzione già adottata nel periodo Covid, ma questa volta con l’obiettivo di contrastare il caro bollette. Come nel 2020 e nel 2021, la quota di esenzione del fringe benefit viene raddoppiata – da 258,23 a 516,46 euro – ma solo per includere i beni, i servizi e le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro ai dipendenti per pagare le bollette di gas, elettricità e acqua. Una norma che, dunque, deve essere messa in opera dalle aziende, con prassi o accordi di secondo livello.

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