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Caro bollette, a Murano più della metà delle vetrerie è ferma

A causa del prezzo del gas, dopo la pausa estiva le fornaci non hanno ancora riacceso i forni. Mentre Venezia celebra la Glass Week

di Sara Deganello

Un forno a Murano (Unsplash)

3' di lettura

Più della metà delle vetrerie artistiche di Murano è ferma. I forni sono stati spenti all’inizio di agosto, come avviene di norma ogni anno, per la manutenzione ordinaria, ma al rientro dalla pausa estiva molti sono rimasti freddi. Anche chi ha riaperto, non li ha accesi tutti. Il motivo? I costi insostenibili del gas. Quando il gas si pagava 20 euro al MWh, «incideva per il 10-15% del fatturato», osserva Andrea Dalla Valentina, presidente del settore vetro di Confartigianato Venezia: «Basta fare una moltiplicazione per capire che quando il gas ha raggiunto i picchi più alti quest’estate, il costo è diventato pari o superiore al fatturato di quel mese». A fine agosto sulla piazza di Amsterdam ha toccato i 346 euro al MWh.

Situazione di attesa

«La situazione è di attesa, per capire quale sia il momento giusto per riaccendere. È un’operazione dispendiosa: i forni hanno un tempo lungo di preriscaldamento, 15 giorni per arrivare a temperatura. Economicamente non si può fare a cuor leggero, né si può accendere per vedere come va. Certo, chi non apre, una volta esaurite le ferie, deve far ricorso agli ammortizzatori sociali», continua Dalla Valentina. Chi è stato costretto a ripartire perché aveva ordini da consegnare, l’ha fatto in perdita. Ma in gioco c’è anche il rapporto con i clienti, in uno scenario che dopo l’acqua granda del 2019 e il Covid nel 2020 era in ripresa, come il turismo di Venezia, esploso quest’anno.

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«Nel nostro lavoro, molto è fatto su misura: vuol dire prendere ordini 3-5 mesi prima, ma in questo momento è un azzardo», spiega Dalla Valentina. Cristiano Ferro, titolare di Effetre, che produce semilavorati in vetro, nonché vicepresidente della sezione vetro di Confindustria Venezia, ha i forni spenti e i dipendenti in cassa integrazione a rotazione: «Con il prezzo del gas a questi livelli, il 90% delle fornaci non ha convenienza a produrre. Eppure l’andamento degli ordini è positivo. Abbiamo richieste, ma non riusciamo a quantificare il prezzo per la produzione».

Aiuti e rimborsi

Poi c’è il capitolo degli aiuti: «Negli ultimi cinque mesi, le vetrerie di Murano hanno lavorato nella certezza di ricevere un parziale rimborso delle spese energetiche. Confidando in questo supporto, quasi tutti si sono esposti dal punto di vista finanziario, visti gli elevatissimi costi del gas. Ma il 30 giugno scorso è stato sospeso il cosiddetto Temporary Framework per gli aiuti di Stato: con il ritorno al regime de minimis, le imprese potranno ottenere al massimo 200mila euro nell’arco temporale di un triennio. Un tetto che molte realtà sforeranno già con le prime erogazioni. Rivolgiamo un appello al Governo, affinché sblocchi tale situazione surreale per non perdere i 5 milioni stanziati dal Mise», conclude Ferro.

Settore da 160 milioni di euro

Luciano Gambaro, presidente del consorzio Promovetro, dà i numeri del comparto: «Una sessantina di fabbriche, mille addetti, 150-160 milioni di euro di fatturato annuo medio. Si tratta di un settore piccolo dal punto di vista economico ma dal valore storico culturale immenso. Che nella sua storia secolare ha superato molte crisi. Grazie anche alla fantasia, alla creatività che ci contraddistingue. E all’innovazione». Per questo è importante l’iniziativa che è stata a Milano dal 10 al 18 settembre e poi è approdata a Venezia fino al 25 settembre: The Italian Glass Weeks, nell’anno ufficialmente designato dalle Nazioni Unite come International Year of Glass.

«Quest’anno abbiamo inaugurato il gemellaggio con Milano, per una visibilità maggiore. Murano si è impegnata per farla al meglio. Abbiamo la confidenza e speranza che questo sia un periodo molto difficile, ma temporaneo. Abbiamo bisogno di qualsiasi tipo di aiuto per poterlo passare. La Glass Week è una manifestazione che guarda al futuro», conclude Gambaro.

Made in Venice

Dal 21 al 23 settembre, un’altra iniziativa, promossa da Confindustria Venezia e ICE Agenzia, è Made in Venice: l’alta manifattura veneziana si presenta al mondo, con 34 operatori economici, di 11 nazionalità, giunti in Veneto per una tre giorni di incontri e visite alle imprese del vetro e del sistema arredo-casa. Secondo una elaborazione di Unioncamere del Veneto su dati Istat, l’export della provincia di Venezia per quanto riguarda il vetro e i prodotti in vetro ha avuto un valore di 95 milioni di euro nel 2021 (124 milioni nel 2019). Francia, Stati Uniti, Polonia, Spagna, Regno Unito e Germania i mercati di riferimento. Le esportazioni nei settori illuminazione, mobili e prodotti tessili hanno raggiunto i 291 milioni nel 2021 (274 mln nel 2019) nel Veneziano, dove Francia, Stati Uniti e Germania sono stati i principali Paesi di sbocco commerciale.


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