ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI costi dell’energia

Caro bollette, l’allarme dei Comuni: serve 1 miliardo o sarà default

Il delegato Anci al fisco locale, Alessandro Canelli: «Si rischia di dover fermare i tram, tenere parti delle città al buio, spegnere completamente le luci sui monumenti e tagliare i riscaldamenti»

Bollette bruciate contro il caro energia, cresce la protesta

3' di lettura

I sindaci vedono nero per il caro bollette e chiedono al governo di stanziare un altro miliardo di euro per consentire di poter andare avanti. «Contro il caro bollette come comuni chiederemo al prossimo Governo, una volta insediato, uno stanziamento di 200 milioni da inserire nel dl aiuti quater, poi in legge di bilancio chiederemo lo stanziamento di 800 milioni che potranno valere anche per il 2023 per le situazioni più critiche dei bilanci comunali. Da qui al varo del nuovo governo prepareremo un pacchetto di misure anche tecnico-contabili per fermare il calo delle entrate dei comuni previsto per il 2023 e per far fronte al perdurare dell’incremento dei costi energetici». Lo ha riferito il delegato alla finanza locale dell’Anci, Alessandro Canelli. Canelli ha lanciato l’allarme: «Si rischia di dover fermare i tram, tenere parti delle città al buio, spegnere completamente le luci sui monumenti e tagliare i riscaldamenti».

Non tutti i Comuni versano nella stessa situazione

L’esponente Anci ha stilato una lunga lista di preoccupazioni allarmanti in vista dell’inverno. «La situazione è molto pesante - ha spiegato Canelli - perchè non tutti i Comuni hanno lo stesso livello di criticità, questo dipende dai contratti di approvvigionamento, ma rispetto alla spesa storica di 1,6 miliardi di euro finora il Governo ha aiutato il comparto con 820 milioni, erogati in varie tranche. Solo che adesso il costo complessivo è almeno il doppio. Gli aumenti variano dall’80% a 4 o 5 volte in più rispetto al passato e quindi è evidente che un altro intervento straordinario del Governo ci dovrà essere».

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Il sindaco di Milano Sala: i Comuni non hanno risorse per aiutare i cittadini

Parole cariche di ansia per il caro bollette le ha dette anche il primo cittadino di Milano Giuseppe Sala. «I Comuni non hanno risorse per poter aiutare i cittadini, questa è la triste realtà. Abbiamo anche noi una bolletta che fa spavento. Immagino che il nostro governo farà la sua parte. Credo che serva in questa fase dare sostegno e pompare moneta, una volta lo si faceva per incrementare i consumi, oggi per far sopravvivere il sistema. Ma deve arrivare dal governo e, più su, dall’Europa».

Brugnaro (Venezia): «Il Governo prenda provvedimenti subito»

Dalla Toscana il governatore Eugenio Giani lancia una stima dei costi per gli ospedali. «Noi sui 45 ospedali della Toscana andiamo a prevedere, con tutte le variabili che devono ancora essere calcolate, un aumento dei costi dell’energia alla fine dell’anno di 200 milioni di euro rispetto al 2021». «Non c’è più tempo da perdere - avverte il sindaco di Venezia e presidente di Coraggio Italia Luigi Brugnaro - il governo prenda provvedimenti subito e, comunque, sono certo che il nuovo governo agirà non appena si sarà nelle condizioni di poterlo fare».

Lo Russo (Torino): «Senza rapporto con il governo, difficilmente potremo fare da soli»

Ma l’allarme dei sindaci non cessa: per il primo cittadino di Torino, Stefano Lo Russo, la portata della crisi energetica che si profila su Torino «è troppo elevata e se non ci sarà una forte coesione territoriale e un rapporto costruttivo con il governo, difficilmente potremo fare da soli», per esempio «garantendo il trasporto pubblico locale». Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, coglie l’occasione per ringraziare le azioni di sostegno lanciate sul suo territorio da Intesa Sanpaolo a favore delle famiglie auspicando che «altre realtà nazionali possano seguire questo esempio».

Le critiche delle associazioni dei consumatori

Critico il Codacons: «L’emergenza energia non si risolve certo tagliando i servizi ai cittadini - spiega il presidente Carlo Rienzi - per trasporti, illuminazione pubblica e strade gli utenti pagano tasse e imposte comunali e qualsiasi interruzione scatenerebbe il caos e aprirebbe la strada a controversie legali e azioni risarcitorie contro le amministrazioni». Dello stesso tenore la posizione dell’Unione nazionale consumatori che chiede di non dare più soldi ai comuni. «Le famiglie e le imprese sono ridotte sul lastrico e le risorse vanno concentrate su questa priorità».

Gli escamotage

Intanto i territori aguzzano l’ingegno e cercano di mettere delle toppe, sperabilmente funzionanti, per alleviare l’impatto dei costi. Tra questi la Giunta regionale del Veneto che ha deliberato in giornata di destinare ai Servizi sociosanitari residenziali e ai cittadini bisognosi, con Isee inferiore a 20 mila euro, i proventi versati dai titolari di grandi derivazioni idroelettriche per l’anno 2021.

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