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Caro-carburante, come funzionano i buoni benzina per i lavoratori dipendenti

Prorogata una misura di aiuto già prevista dal Dl 21/2022 e ora estesa al periodo gennaio-marzo 2023

Carburanti, in una settimana aumenti superiori al 10%

2' di lettura

Il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente. È una delle novità contenute nel provvedimento con cui il Consiglio dei ministri interviene per attenuare gli effetti del caro-carburante. Si tratta a ben vedere, in base alle prime indicazioni, della proroga di una misura già prevista dal Dl 21/2022 e ora estesa al periodo gennaio-marzo 2023.

Escluse le amministrazioni pubbliche

Nella circolare n. 27/E dell’agenzia delle Entrate diffusa lo scorso anno vengono specificati quali sono i datori di lavoro e i lavoratori interessati dal beneficio, le modalità di erogazione e le regole da seguire nel caso in cui siano riconosciuti come premio di risultato. In base alla norma, possono accedere al beneficio i datori di lavoro privati. Nel dettaglio il documento di prassi chiarisce che rientrano nell’ambito di applicazione anche i soggetti che non svolgono un'attività commerciale e i lavoratori autonomi, sempre che dispongano di propri dipendenti. Sono invece escluse dall’agevolazione le amministrazioni pubbliche.

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Non necessari preventivi accordi

Quanto alla categoria di lavoratori destinatari dei buoni benzina, è essenziale che si tratti di titolari di reddito di lavoro dipendente. Considerato che la norma è volta a indennizzare i dipendenti di datori di lavoro privati dei maggiori costi sostenuti a seguito dell’aumento del prezzo dei carburanti, i buoni possano essere corrisposti dal datore di lavoro da subito, senza necessità di preventivi accordi contrattuali.

Come usufruire dei bonus

I buoni benzina sono erogazioni corrisposte dai datori di lavoro privati ai propri dipendenti per i rifornimenti di carburante per l’autotrazione (come benzina, gasolio, Gpl e metano). Sul punto, la circolare specifica che dà diritto all’agevolazione anche l’erogazione di buoni (o titoli analoghi) per la ricarica di veicoli elettrici. Il bonus benzina di 200 euro non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente e rappresenta un’ulteriore agevolazione rispetto a quella generale già prevista dall'articolo 51 del Tuir; va quindi conteggiata in maniera separata rispetto agli altri benefit. Ne consegue che, al fine di fruire dell'esenzione da imposizione, i beni e i servizi erogati nel periodo d'imposta dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere un valore di 200 euro per uno o più buoni benzina e un valore di 258,23 euro per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina).

No limiti reddituali

Stando ai vecchi criteri stabiliti tutti possono avere il bonus indipendentemente dallo stipendio, visto che la concessione del bonus non è legata a limiti reddituali. Per ottenerlo non è necessaria alcuna domanda da parte del dipendente: sarà il datore di lavoro a decidere se erogarli e di che importo.

Gestori ipotizzano sciopero

Si è tenuta oggi, da quanto si apprende, una riunione tra le tre sigle che rappresentano i gestori dei carburanti: Faib-Confesercenti, Fegica e Figisc-Confcommercio. Sul tavolo la richiesta di un incontro con il Governo per fare il punto dopo il decreto varato il 10 gennaio. Si valutano anche altre iniziative e tra queste anche uno sciopero dei benzinai a fine mese. Ma nulla è ancora deciso.

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