ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSciopero ancora sul tavolo

Caro carburante, ecco cosa rischiano i benzinai se non espongono i prezzi. Istruttorie Antitrust su Eni, Esso, IP, Kuwait e Tamoil

I gestori potranno essere puniti con sanzioni da 500 a 6.000 euro. «Dopo la terza violazione - si legge nel provvedimento - può essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a 90 giorni»

Caro benzina, governo interviene con decreto su trasparenza

3' di lettura

Obbligo per i benzinai, altrimenti a rischio sanzione, di esporre accanto al prezzo praticato anche quello medio misurato dal ministero delle Imprese. È questa la stretta sui gestori delle pompe di benzina prevista nel decreto di 5 articoli per contenere i prezzi dei carburanti. Il provvedimento è stato voluto dal governo dopo i movimenti al rialzo registrati a inizio gennaio, in coincidenza con l’aumento delle accise su benzina e diesel.

Benzina: gestori, a queste condizioni sciopero è confermato

Una stretta che spinge i gestori, alla vigilia del tavolo tecnico con il governo, previsto per martedì 17 gennaio, a confermare lo sciopero prima proclamato per il 25 e 26 gennaio, poi congelato a seguito di un primo faccia a faccia con l’esecutivo, nell’attesa di conoscere il testo definitivo del provvedimento (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.11 del 14 gennaio). I gestori delle pompe di carburanti di Fegica e Figisc Confcommercio hanno chiarito che a loro non piace il decreto sulla trasparenza dei prezzi, soprattutto nella parte relativa alle sanzioni, e hanno spiegato che «a queste condizioni è confermato lo sciopero» già indetto per il 25 e 26 gennaio. «Sul caro carburanti continua lo scaricabarile del Governo», ha detto il presidente della Fegica, Roberto Di Vincenzo mentre il presidente nazionale della Figisc Bruno Bearzi ha avvertito che «se domani nell’incontro al Mimit non si riparte dal decreto si conferma lo sciopero».

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Antitrust: istruttorie su Eni, Esso, IP, Kuwait e Tamoil

Intanto l’Antitrust ha avviato istruttorie con ispezioni nei confronti di Eni, Esso, IP, Kuwait Petroleum Italia e Tamoil. Lo ha annunciato l’Autorità spiegando di aver riscontrato irregolarità per l’applicazione alla pompa di un prezzo diverso da quello pubblicizzato, nonché per l’omessa comunicazione dei prezzi dei carburanti al portale “Osservaprezzi carburanti”. Dai controlli è emersa «un’omessa diligenza» da parte delle compagnie nei controlli sui distributori. Eni, Esso, IP, Kuwait Petroleum Italia e Tamoil «non avrebbero adottato misure o iniziative idonee a prevenire e a contrastare queste condotte illecite a danno dei consumatori».

Eni, collaboriamo con autorità, certi nostra correttezza

Per quanto riguarda Eni, un portavoce del gruppo energetico ha commentato l’apertura dell’indagine. «Stiamo prestando all'Autorità piena collaborazione nell'ambito dell' istruttoria», ha sottolineato, ma al tempo stesso «confermiamo la totale correttezza del nostro operato nonché di avere già adottato da tempo ogni misura contrattuale od operativa contro eventuali comportamenti impropri».

Prezzi regionali online, un mese per i cartelloni

Tornando al provvedimento (“Disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo del Garante per la sorveglianza dei prezzi, nonché di sostegno per la fruizione del trasporto pubblico”), esso prevede che il prezzo medio dei carburanti, su base regionale, sarà pubblicato sul sito del ministero delle Imprese e del made in Italy. «La frequenza, le modalità e la tempistica delle comunicazioni», spiega il provvedimento , saranno definite con decreto dello stesso Mimit «da adottarsi entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto». I benzinai («gli esercenti l’attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione, ivi compresi quelli lungo la rete autostradale») avranno poi altri 15 giorni per adeguare la cartellonistica presso ogni punto vendita.

Sanzioni fino a 6.000 euro, dopo la terza stop attività

I gestori degli impianti di carburante che non comunicheranno i loro prezzi e non esporranno nel proprio punto vendita i prezzi medi calcolati dal ministero potranno essere puniti con sanzioni da 500 a 6.000 euro. «Dopo la terza violazione - si legge ancora nel provvedimento - può essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a 90 giorni». L’accertamento è affidato alla Guardia di Finanza e l’irrogazione delle sanzioni al Prefetto.

Confesercenti, testo va migliorato in Parlamento

«Prendiamo atto di questo testo pubblicato in Gazzetta. Lo stiamo esaminando e lo valuteremo con attenzione, ma ad una prima lettura non ci sono le novità attese in base agli impegni assunti nell’incontro di ieri (venerdì 13 gennaio, ndr), forse in ragione dei tempi ristretti che il governo ha avuto. Il testo deve essere migliorato in sede di conversione». Così Giuseppe Sperduto, Presidente Faib Confesercenti ha commentato il decreto sulla trasparenza dei prezzi della benzina. «L’introduzione dell’accisa mobile, da noi richiesta più volte in questi anni, è un elemento positivo. Ma certamente non apprezziamo le sanzioni - a nostro avviso molto pesanti - legate all’obbligo dell’esposizione del prezzo medio, che continuiamo a ritenere una misura del tutto inutile ai fini del contenimento dei prezzi dei carburanti».

Gestori autonomi, esporre anche il prezzo di cessione

«Al governo abbiamo chiesto che al prezzo medio di vendita sia affiancato anche il prezzo medio di cessione, cioè il prezzo d’acquisto della merce», ha messo in evidenza Angac (Associazione nazionale gestori autonomi carburanti), riportando dell’ultimo incontro a Palazzo Chigi e facendo presente che questo è «per noi un modo semplice ma molto più incisivo di fare chiarezza sulla formazione dei prezzi dei carburanti».

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