ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe misure del governo

Caro carburanti, conto da 9,8 miliardi in 11 mesi per le casse dello Stato

Il dossier di Camera e Senato sugli interventi per ridurre l’impatto degli aumenti su famiglie e imprese: 12 miliardi per azzerare gli oneri di sistema

di Celestina Dominelli

Caro bollette, a ottobre aumento del gas limitato al 5%

3' di lettura

Sfiora i 10 miliardi di euro il conto collegato al caro carburanti per le casse dello Stato nei primi undici mesi dell’anno tra misure volte a ridurre temporaneamente le accise e l’Iva su benzina e gasolio, crediti d’imposta riservati all’autotrasporto, all’agricoltura e alla pesca per fronteggiare i rincari alla pompa e bonus per l’acquisto di abbonamento ai servizi di trasporto pubblico. A scattare la fotografia dell’esborso sostenuto finora dal governo è il dossier firmato dal Servizio Studi del Senato e dal Servizio Bilancio della Camera, che hanno messo in fila gli effetti finanziari di tutte le manovre adottate contro il caro energia tracciando una mappa puntuale delle risposte predisposte a sostegno di famiglie e imprese.

Il caro carburanti

Una fetta consistente degli aiuti è servita a contenere i costi dei carburanti e dei trasporti: nel complesso 6 miliardi di euro solo considerando, chiarisce il report, le misure adottate con norme di rango legislativo con risvolti fino a fine ottobre, ai quali si aggiungono sia i 3,2 miliardi circa dei decreti ministeriali, adottati per mantenere il taglia accise in alcuni periodi dell’anno, sia i costi dell’ultimo provvedimento di proroga - il decreto 153 del 20 ottobre non incluso nel check parlamentare - per estendere gli interventi fino al prossimo 18 novembre (586 milioni).

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Il grosso di questa tranche (4,5 miliardi) è andato al contenimento temporaneo di accise e Iva, seguito dai 652 milioni che sono stati, invece, messi in campo per riconoscere un credito d’imposta a favore delle imprese autotrasportatrici per l’acquisto di gasolio in veiooli di categoria euro 5 o superiore, ma anche per fronteggiare gli effetti del caro metano supportando le aziende che utilizzano mezzi di trasporto a basse emissioni.

Il dossier di Camera e Senato include poi nel computo complessivo anche i 541 milioni assegnati alle imprese impegnate nell’attività agricola e nella pesca sotto forma di crediti di imposta per la spesa carburanti (nella misura del 20% dell’esborso sostenuto al netto dell’Iva). E ancora in vigore per tutto il quarto trimestre. Al pari dell’annullamento (nel settore elettrico) e della riduzione (in quello gas) degli oneri generali di sistema, passando alle misure strettamente mirate a compensare gli effetti degli aumenti di luce e gas.

Conto “salato” per gli oneri

L’analisi prende infatti in esame anche le tessere della spesa sostenuta dallo Stato fino a fine settembre per mitigare l’impatto degli aumenti energetici su famiglie e imprese. E, tra gli interventi più onerosi, figurano quelli finalizzati a ridurre il peso delle voci parafiscali nella bolletta di luce e gas. 

Sul primo fronte, nel 2022 sono stati stanziati 9 miliardi di euro per annullare gli oneri per tutti e quattro i trimestri dell’anno: le somme sono state trasferite alla Cassa per i servizi energetici e ambientali per consentire all’Arera (l’Authority di settore) di procedere al relativo azzeramento con suoi provvedimenti. Lo stesso meccanismo è stato utilizzato anche nel gas. Con una spesa complessiva pari a 3 miliardi, ai quali vanno affiancati i 2,5 miliardi che sono invece stati stanziati per ridurre l’Iva sul gas metano.

Quanto alle imprese, dal governo sono arrivati 17 miliardi di aiuti per il tramite dei crediti d’imposta a parziale compensazione dei maggiori costi di elettricità e gas sia per le imprese energivore e gasivore sia per le altre aziende che, pur non incluse nelle prime due categorie, hanno subito in modo significativo l’effetto degli incrementi.

La spesa per i bonus

L’ultimo capitolo del dossier è dedicato alla spesa per potenziare i bonus, a cominciare dallo sconto in bolletta previsto per le famiglie in condizioni di disagio economico e fisico: nel 2022 sono stati stanziati complessivamente 2,8 miliardi per il rafforzamento e l’estensione della platea di beneficiari dell’agevolazione. Che è stata ampliata, in prima battuta, per annullare gli effetti dei rincari su chi ha fatto richiesta del bonus. Poi, in un secondo momento, è stato deciso l’innalzamento della soglia Isee che fissa l’accesso allo sconto e che è stata portata da 8.265 a 12mila euro dal 1° aprile al 31 dicembre di quest’anno.

Nel report è stato infine calcolato anche l’impatto complessivo delle misure a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie. In totale il pacchetto vale 12,4 miliardi, ma la voce più pesante è rappresentata dal bonus 200 euro introdotto dal decreto Aiuti e via via ampliato nei suoi confini, che è costato 9,9 miliardi di euro alle casse dello Stato (includendo anche l’indennità per i lavoratori autonomi). A tali costi, vanno poi sommati, per arrivare al conto finale, sia gli 1,1 miliardi stanziati per gli sgravi contributivi ai lavoratori dipendenti sia gli 1,4 miliardi per la rivalutazione anticipata delle pensioni negli ultimi mesi dell’anno.

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