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Caro carburanti, incontro Meloni- Giorgetti con i vertici della Gdf

L’incontro con il Comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, servirà per fare il punto e valutare ogni possibile ulteriore azione di contrasto alle speculazioni in atto sui prezzi dei carburanti

Prezzi carburanti, Mef: In atto controlli

3' di lettura

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, incontrano martedì 10 gennaio a Palazzo Chigi il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale Giuseppe Zafarana, per fare il punto e valutare ogni possibile ulteriore azione di contrasto alle speculazioni in atto sui prezzi dei carburanti. Lo rende noto Palazzo Chigi.

Salvini: domani in cdm valutiamo intervento

Un tema, quest’ultimo, rilanciato con forza dal leader della Lega, che incalza: «Come governo c'è martedì un Consiglio dei ministri e ragioneremo se – fra guerra, caro-materiali e caro-materie prime – sia il caso di intervenire e ci siano denari per intervenire». Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, a chi gli chiedeva se il governo stesse valutando nuovi provvedimenti per calmierare i prezzi della benzina. Rispetto al caro-benzina, ha proseguito, «sono contento che ci siano dei controlli a tappeto, perché anche in questo caso - come nel caso del gas e della luce - qualcuno ne sta approfittando, perché per lo stesso prodotto non puoi pagare 1,70 euro in una città e 2,30 euro in un'altra. È giusto controllare e verificare».

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Il difficile ritorno al taglio delle accise

È improbabile però che decisioni sul tema siano prese in un Cdm dedicato al payback in campo sanitario. Ed è improbabile ad ogni modo che la premier Meloni ripeschi la carta del taglio delle accise che Mario Draghi mise in campo nel 2022. Servirebbe prima di tutto circa un miliardo al mese: e si tratta di soldi da trovare. Non solo. A dicembre Meloni ha deciso di puntare le limitate risorse a disposizione sul contenimento della bolletta elettrica di famiglie e imprese. Una direzione di marcia poco compatibile con il ritorno agli sconti in favore degli automobilisti.

I prezzi alla pompa di diesel e benzina

Come noto con la manovra è stato deciso di ridurre ulteriormente il taglio alle accise sui carburanti che per qualche mese aveva calmierato i prezzi: a novembre lo sconto era già stato ridotto da 30,5 cent a 18,3 cent (dal primo dicembre). Poi è stato del tutto tagliato a partire dal primo gennaio. Così il prezzo della benzina, ha ripreso a salire. Anche se stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina, gasolio e Gpl, con un lieve calo delle medie nazionali dei prezzi praticati alla pompa. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,819 euro/litro (-1 millesimo, compagnie 1,821, pompe bianche 1,815), gasolio a 1,876 euro/litro (-2, compagnie 1,878, pompe bianche 1,873). Benzina servito a 1,960 euro/litro (invariato, compagnie 2,003, pompe bianche 1,875), diesel a 2,017 euro/litro (-1, compagnie 2,061, pompe bianche 1,932).

Urso: rialzi ingiustificabili, tuteliamo consumatori

Rispetto al caro-carburante, «abbiamo coordinato una duplice azione per stroncare la speculazione» ha affermato in una intervista al Corriere della Sera il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso. «Il ministro Giorgetti con la Guardia di Finanza ha gli strumenti più efficaci - ha spiegato -. Per quanto mi riguarda avevo già chiesto nelle scorse settimane a Mr Prezzi un costante monitoraggio per realizzare un modello di controllo più efficiente ed evidenziare subito ogni anomalia e ogni tentativo di speculazione, come sembra siano emersi in alcuni casi eclatanti e non giustificabili in questi giorni. La prossima settimana riunirò le associazioni dei consumatori per confrontarci sugli strumenti più idonei».

Le mosse della Procura

La Procura di Roma ha annunciato intanto un’indagine dopo le denunce presentate a tutte le procure d’Italia dal Codacons che proprio ieri aveva segnalato, dalle comunicazioni dei gestori, aumenti per il gasolio fino a 2,5 euro al litro sulle autostrade (in particolare la A1).E mentre l’opposizione attacca a testa bassa le decisioni del governo e la maggioranza le difende, il Mef si è già mosso e da dicembre ha dato mandato alla Guardia di Finanza di intensificare i controlli per indagare l’andamento alla pompa in seguito allo stop definitivo del taglio delle accise scattato il primo gennaio.

Gdf, nel 20233 controlli capillari per calmierare aumenti

Tale indicazione, sottolinea la Guardia di Finanza, «è stata immediatamente seguita da una specifica direttiva per l'avvio, già dai primi giorni del 2023, di un nuovo piano, su scala nazionale, concernente il prezzo dei carburanti, con il coinvolgimento degli oltre 660 Reparti operativi del Corpo e il costante supporto dei Reparti Speciali». Per arginare le condotte illecite nel settore in rassegna, la Guardia di finanza «assicurerà per il 2023 un'attività di enforcement strutturata e capillare sul territorio, anche al fine di contribuire a calmierare gli aumenti dei prezzi».



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