Trattative in corso

Caro carburanti, l’autotrasporto in stato di agitazione: martedì incontro al ministero

Le associazioni rilanciano, e chiedono di rivedere la clausola del gasolio nei contratti di trasporto e intervenire a livello fiscale oppure con ulteriori agevolazioni

Carburanti, in Sicilia prosegue protesta autotrasportatori: "Siamo al collasso"

3' di lettura

A causa dell’impennata dei costi dei carburanti la categoria degli autotrasportatori è da settimane in stato di agitazione. Il Governo, di fronte allo scenario di nuovi blocchi dei tir, che potrebbero avere ripercussioni sul piano degli approvvigionamenti - in Italia l’85% dei beni viaggia su gomma; uno stop vorrebbe dire meno rifornimenti di merce al commercio e una inevitabile, ulteriore, impennata dei prezzi - tenta di raggiungere una mediazione. Le organizzazioni di settore sono convocate per martedì 15 marzo nella sede del Mims, il ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili.

La trattativa con il Governo e i blocchi dei tir

Qui incontreranno la viceministra alle Infrastrutture Teresa Bellanova. Per governo e sindacati sarà quella l’occasione per fare il punto sulla situazione, e sulle possibili soluzioni da adottare per far respirare un settore che minaccia nuove iniziative di mobilitazione. Nonostante lo stop della Commissione di garanzia per gli scioperi, la sigla Trasportounito ha confermato la protesta prevista per lunedì 14 marzo. «Nessuno sciopero ma le imprese domani (il 14 marzo, ndr) decideranno liberamente di spegnere ai motori: ai box almeno 70mila veicoli pesanti», ha chiarito in una nota l’associazione. Unatras invece ha già previsto un’agitazione per il 19 marzo (anche Confartigianato Trasporto con le imprese pugliesi e Fai-Conftrasporto hanno fatto sapere che i giganti della strada saranno fermi per quella data).

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I sostegni al settore sono attualmente cifrati in 80 milioni, ma non riguardano il caro-carburante. In particolare, il decreto Energia (atteso il 28 marzo in aula alla Camera per passare poi alla seconda lettura in Senato) stanzia 20 milioni di euro per il 2022 per la riduzione dei pedaggi autostradali. Tra le altre soluzioni, 5 milioni destinati ad implementare la deduzione forfettaria per le spese non documentate. Previsto anche un credito d’imposta pari al 15 per cento al netto dell’Iva finalizzato all’acquisto dell’Ad-Blu per un investimento complessivo di oltre 29 milioni di euro, un credito d’imposta pari al 20 per cento al netto dell’Iva per sostenere l’acquisto di Gnl (gas naturale liquefatto), con un investimento complessivo di 25milioni di euro.

Le richieste degli autotrasportatori

Gli autotrasportatori sottolineano che il problema va affrontato subito, e che la soluzione non è più rinviabile. Gli 80 milioni - mettono in evidenza - non risolvono i nodi. Chiedono di rivedere la clausola del gasolio nei contratti di trasporto e intervenire a livello fiscale oppure con ulteriori agevolazioni. In particolare sono in pressing per ottenere dall’esecutivo la sterilizzazione delle accise sui carburanti, ma l’operazione potrebbe avere due punti deboli. Il primo: una parte dei proventi della tassazione spetta alle Regioni. Secondo: le accise dell’autotrasporto sono già contenute, quindi un eventuale colpo di spugna avrebbe un impatto contenuto, e non migliorerebbe di molto la situazione.

Di diverso avviso l’Unem, l’associazione che rappresenta le aziende di raffinazione stoccaggio e distribuzione di prodotti petroliferi e energetici low carbon, il prezzo rilevato alla pompa in Italia «prima delle tasse» è più basso di 9,7 cent/litro sulla benzina e di 14,2 cent/litro sul gasolio «rispetto alla media Europea». Per cui, è la conclusione, non potendo agire sul prezzo industriale «occorre intervenire sulla fiscalità che rappresenta oltre la metà del prezzo finale». E poi comunque eventuali interventi vanno concordati con la Commissione europea. Una soluzione potrebbe essere un credito di imposta per le aziende del settore, da riconoscere nel momento in cui da Bruxelles dovessero giungere segnali di una maggiore disponibilità ad allargare le maglie nell’ambito delle regole sugli aiuti di Stato.

Fronte spaccato

In generale, il fronte dell’autotrasporto si è spaccato su una protesta che da giorni fa temere il blocco delle merci, in particolare dei prodotti alimentari, e dei rifornimenti di carburante tanto che si sta assistendo da giorni a una corsa all’acquisto di pasta, zucchero, farina, olio e riso e con file di auto alle pompe di benzina.

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