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Caro casa a Milano: +30% sugli affitti dal 2015

Con un reddito netto di 1.500 euro al mese e una rata di mutuo ventennale al 30% di questo valore, in città diminuiscono i metri quadrati acquistabili

di Laura Cavestri

(Imagoeconomica)

3' di lettura

Se si escludono i valori del centro storico (che sono oltre il doppio rispetto al resto) – dati Fimaa – la media dei valori di compravendita effettiva nel comune di Milano è stata nel 2021 (per metro quadro commerciale) di 5.268 euro sul mercato del nuovo/classe energetica A o B; di 4.122 euro sul mercato dell’usato in buone condizioni; di 3.086 euro sul mercato dell’usato da ristrutturare. Ciò premesso, una persona con un reddito netto di 1.500 euro al mese (che è quanto percepisce a Milano un residente su quattro) potrebbe permettersi – mantenendo la rata del mutuo ventennale al 30% del reddito (che viene considerata a livello internazionale come la percentuale equa e sopportabile) e un loan to value dell’80% – di acquistare a Milano (escludendo il centro storico) 18mq sul mercato del nuovo/classe energetica A o B; 24 mq sul mercato dell’usato in buone condizioni; 31 mq sul mercato dell’usato da ristrutturare.

L’Osservatorio

Sono questi i primi dati emersi dalle elaborazioni preliminari da parte dell’Osservatorio Casa Affordable (OCA) e presentati ieri durante il seminario “Costi abitativi e città – OCA un osservatorio per qualificare il dibattito sull'affordability a Milano” promosso dal Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL).L'Osservatorio Casa Affordable (OCA) di Milano Metropolitana, promosso da CCL, Delta Ecopolis in partnership con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano, nasce proprio con l’obiettivo di monitorare le dinamiche di affordability nella città metropolitana di Milano e dare una restituzione annuale, tramite un rapporto presentato ogni anno in primavera, grazie all'attività di ricerca condotta da da Massimo Bricocoli (professore di Politiche Urbane e Housing e direttore DAStU Politecnico di Milano) e da Marco Peverini (assegnista di ricerca DAStU Politecnico di Milano) in collaborazione con il Mapping and Urban Data Lab (MaudLab) e un comitato interdisciplinare e internazionale.

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Il fronte affitti

Sul fronte affitti, invece, secondi i dati dell’Osservatorio, il mercato ha visto dal 2015 al 2021 una crescita nel numero assoluto dei contratti annualmente firmati (da 40mila a 55mila) e una crescita relativa dei contratti transitori, con un aumento dal 17,5% al 24,2%. Al contrario, i contratti a canone concordato ed agevolato-studenti sono rimasti stabili, complessivamente intorno al solo 5% dei nuovi annualmente firmati.
Nello stesso lasso di tempo, anche i canoni a metro quadro hanno subìto una forte crescita con un aumento dei valori del +25/30% registrati nei nuovi contratti a seconda del canale considerato. Infatti, nel 2021 si è registrato un canone medio dei nuovi contratti pari a 148,5 euro/mq all’anno sul mercato transitorio (che prevede cioè lo stanziamento da uno a tre anni, escludendo l’affitto di tipo turistico) e 165 euro/mq all’anno sul mercato di lungo periodo (oltre tre anni). Ciò si traduce in una media di rispettivamente circa 965 euro al mese di solo canone (815 euro per il mercato transitorio) per un’abitazione di 70 metri quadri commerciali, includendo i rinnovi e le locazioni di minor valore o realizzate attraverso canali informali e sociali.

Ma se si guarda all’offerta “formale” proposta dai portali di compravendita immobiliare – spiegano gli analisti – ci si accorge come i valori al metro quadro registrati – secondo il portale Immobiliare.it – siano di gran lunga superiori, per 240 euro/mq all’anno, con una media di circa 1.400 euro al mese per un’abitazione di 70 metri quadri.

« Se la politica e l’imprenditoria non si faranno carico di comprendere le condizioni reali dei milanesi, determinate in primis non solo dal lavoro e dalla sua qualità, ma soprattutto dalla sua remunerazione, unitamente ai costi degli alloggi, Milano non reggerà a lungo nell’essere la città più ambita e attrattiva d’Italia – ha affermato Alessandro Maggioni, Presidente di CCL –. La giusta misura è il metro per una strategia di lungo periodo. Per questo, grazie anche alla nostra azione di stimolo e d’impresa, Milano potrà tenere assieme l’alto, il medio e il basso. Perpetuando la sua storia e tornando a essere, oltre che attrattiva, anche accogliente».

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