La proposta del Governo

Caro edilizia, arrivano i rimborsi alle imprese per rincari superiori all’8%

Governo pronto a intrudurre un meccanismo di rimborso alle imprese per oscillazioni dei prezzi delle materie prime superiori all’8% su base trimestrale

di Marco Mobili e Gianni Trovati

Il progetto diventa circolare e cambia i rapporti nella filiera dell’edilizia

3' di lettura

Sul caro prezzi delle materie prime il Governo prova ad accelerare. Dopo aver prima pensato di introdurre una norma specifica nel cosiddetto decreto Giovannini sul trasporto locale poi rinviato a fine luglio, l’Esecutivo ha pensato di calmierare la crescita continua dei prezzi delle materie prime in edilizia con un emendamento al decreto Sostegni-bis, ora in discussione alla Camera e destinato a essere convertito entro il prossimo 24 luglio.

Faro dell’Antitrust sui rincari

Ad accendere da ultima un faro sul costo delle materie prime in edilizia è stata la scorsa settimana l’Antitrust. Come avevamo denunciato su queste pagine il 16 maggio scorso il rincaro di materiali per il settore delle costruzioni sta mettendo a rischio i cantieri in corso e sta riducendo ulteriormente i margini delle imprese di appalti pubblici e privati.

Loading...

Il meccanismo dei rimborsi alle imprese

L’idea di introdurre un meccanismo per raffreddare i prezzi è ormai ai dettagli finali e si attende una riformulazione del Mise che accontenti maggioranza e Governo. L’ipotesi su cui si sta lavorando è quella di creare un meccanismo di rimborso alle imprese che devono far fronte alle oscillazioni delle materie prime in misura superiore all’8% sulla base di una valutazione trimestrale. Allo stesso tempo, come aveva ipotizzato anche l’Ance, il meccanismo dovrebbe prevedere per le imprese l’obbligo di restituzione alla stazione appaltante in caso di oscillazione negativa.

Nelle prossime ore saranno sciolti comunque gli ultimi dubbi e il correttivo sarà messo al voto della commissione Bilancio della Camera. Voti in commissione che inizieranno nei prossimi giorni al termine della lunga istruttoria portata avanti da Governo, Ragioneria generale e maggioranza sui circa 500 emendamenti segnalati.

Blocco sfratti: allo studio sconti Imu

Tra le modifiche attese ci sono poi gli sconti Imu per proprietari dei circa 100mila alloggi interessati dal blocco degli sfratti. Nelle ultime ore si è fatta strada l’ipotesi, spinta dalla Lega, di cancellare entrambe le rate Imu di quest’anno, e non solo il saldo di dicembre.

In pista entra quindi un meccanismo duplice, finanziato con circa 115 milioni, che poggia su un rimborso dell’acconto pagato entro il 16 giugno e su una cancellazione della rata di fine anno, con contestuale rimborso del mancato gettito ai Comuni.

I sindaci guardano al salva-bilanci

I sindaci guardano poi da vicino l’evoluzione del salva-bilanci che dovrebbe evitare ad oltre 800 enti locali il default dopo la caduta costituzionale della norma che permetteva di ripianare in 30 anni l’extra-deficit prodotto dalla gestione delle anticipazioni sblocca-pagamenti del 2013-2015. Il fondo da 500 milioni inserito nel decreto originario è apparso subito insufficiente: ora sul tavolo c’è l’ipotesi di una norma che allunghi a 10 anni i tempi di ripiano, e offra risorse aggiuntive al fondo, ma il tutto deve ancora superare il complesso esame contabile e costituzionale in corso al ministero dell’Economia.

C’è l’accordo su nuovi incentivi auto

Sembra invece raggiunto l’accordo sulla nuova tornata di incentivi alla rottamazione delle auto. La misura dovrebbe prevedere un altro bonus per chi dice addio alla sua vecchia auto, fino alla categoria euro 6, entro la fine dell’anno. Una quota del fondo sarà poi riservata a un incentivo più robusto nel caso di acquisto di auto elettrica.

Nell’elenco dei correttivi destinati a imboccare la corsia preferenziale verso l’approvazione entrano poi una serie di rifinanziamenti, coperti da una quota delle minori spese realizzate per gli aiuti automatici a fondo perduto. Fra questi ci sarà il credito d’imposta per la ricostruzione nelle aree terremotate, quello per la sanificazione di piscine e palestre, il fondo per lo sport e una serie di interventi per l’agricoltura, con un occhio di riguardo alle zone colpite dalle gelate invernali e primaverili che hanno messo a rischio la produzione.

Per i settori più colpiti dalla crisi da pandemia arrivano poi risorse aggiuntive per aiutare gli operatori del wedding, la ristorazione collettiva, le guide turistiche, i bus turistici e le fiere.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti