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Dl aiuti ter, Cdm approva maggiori entrate per 6,2 miliardi

Si lavora a un provvedimento con dote complessiva da 12-13 miliardi. Crediti d’imposta e bollette rateizzate tra le ipotesi in campo per il nuovo decreto

Energia: famiglie e risparmio, voce per voce

3' di lettura

Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del premier Mario Draghi e del ministro Franco, la relazione al Parlamento che aggiorna gli obiettivi programmatici di finanza pubblica sulla base di maggiori entrate pari a 6,2 miliardi di euro. Il governo presenterà la relazione alle Camere per l’autorizzazione necessaria affinché l’esecutivo possa utilizzare le risorse previste. Le maggiori entrate rappresenteranno la componente principale del nuovo dl aiuti che il governo approverà, dopo il passaggio parlamentare, con l’obiettivo di contrastare gli effetti su famiglie e imprese del caro energia. Lo si apprende da Palazzo Chigi.

Il decreto aiuti ter arriverà in due round: nel pomeriggio il Consiglio dei ministri ha esaminato l’ammontare dei fondi per arginare il caro energia. Ma solo dopo che il Parlamento avrà autorizzato l’uso delle maggiori entrate per gli aiuti (con ogni probabilità la prossima settimana), potrà essere varato il decreto con il dettaglio delle misure.

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Obiettivo dote complessiva 12-13 mld in nuovo decreto

Il Governo ha l’obiettivo di raggiungere una dote complessiva di 12-13 miliardi per il nuovo decreto aiuti. Lo si apprende da fonti di governo dopo il cdm che ha dato il via libera alla Relazione sull’aggiustamento di bilancio che certifica 6,2 miliardi di maggiori entrate, che l’esecutivo punta almeno a raddoppiare. Nessuno scostamento in deficit, precisano fonti di Palazzo Chigi: la revisione dei saldi di finanza pubblica si fa con le risorse esistenti.

Dl aiuti bis FdI,prima conversione,poi relazione su nuovo dl

Intanto, è caos al Senato sul dl Aiuti bis: la maggioranza - con i partiti in piena campagna elettorale - non trova l’intesa sugli emendamenti e la seduta dell’Aula slitta alla prossima settimana. Un atteggiamento che irrita i piani alti del governo («così si rischia di bloccare gli aiuti a famiglie e imprese»). Ma che vede la contrarietà anche di Fdi. «Il decreto aiuti bis va convertito in legge prima dell’approdo in Parlamento della relazione sull’aggiustamento di bilancio utile per il prossimo dl. C’è un tentativo irresponsabile delle forze politiche che hanno approvato l’aiuti bis di rinviarne la conversazione a dopo le elezioni. Il grande rischio è che una mancata conversione di un provvedimento di cui sono state spese gran parte delle risorse crei delle criticità economiche. Mi pare che le forze politiche che hanno governato insieme non abbiano il senso della realtà» ha detto il capogruppo di FdI alla Camera Francesco Lollobrigida.

Dai crediti d’imposta al bonus sociale

Le misure in cantiere per i nuovo decreto aiuti ter vanno ad ogni modo dalla proroga per l’ultimo trimestre dei crediti di imposta (stimata in 4 miliardi, 5 se verranno rafforzati) agli aiuti alle Pmi in crisi di liquidità, dagli sconti fiscali alle quote di energia da rinnovabili riservati a settori industriali cruciali. Si lavora anche al rafforzamento del bonus sociale per le famiglie a basso reddito e ai prezzi “calmierati” del gas per le aziende energivore che l’acquistano tramite il Gse (con contratti di lungo periodo). Non è sfumata completamente la Cig scontata per due mesi per le realtà più in difficoltà, mentre la rateizzazione delle bollette nelle ultime ore avrebbe perso quotazioni, stando alle voci.

Per extraprofitti limatura della norma

Da come andrà a finire la partita sul Dl Aiuti bis, dipenderà anche cosa entrerà nel ter - si ragiona in ambienti parlamentari -, che è ancora tutto da costruire e che, a questo punto potrebbe inglobare alcune misure, come la proroga dello smart working per i fragili o le delocalizzazioni. La strada, però, è ricca di ostacoli, perché - si spiega - a quel punto diventerebbe un decreto “omnibus”, un atto più politico, che necessiterebbe del via libera del Colle. Nel nuovo decreto potrebbe entrare anche una limatura della norma sulla tassazione degli extraprofitti, per renderla meglio applicabile. Se al 30 giugno era entrato circa un miliardo dalle compagnie energetiche, questa volta c’è chi ipotizza l’arrivo di altri 500 milioni dalla tranche di fine agosto (cifra su cui il Mef non si pronuncia), in attesa della scadenza del saldo fissata al 15 dicembre.

Le misure in discussione

Si è parlato, come possibilità da verificarsi, della rateizzazione delle bollette per sostenere le imprese alle prese con i rincari per un periodo di sei mesi. Per compensare i mancati incassi temporanei delle società produttrici, il ragionamento riguarda la praticabilità di procedere con le garanzie Sace. Alcune fonti confermano che nel provvedimento non figurerà la cassa integrazione “scontata”, ovvero una Cig a costi più contenuti del normale per i settori più esposti al caro energia. Nel decreto ci sarà la proroga del credito d’imposta al 25% fino a fine anno.

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