Confindustria-Intesa

Caro energia e digitale, 10 miliardi per lo sviluppo delle Pmi nel Lazio

Accordi sul credito

di Andrea Marini

2' di lettura

Dieci miliardi messi a disposizione delle imprese laziali per aumentare la competitività, l’innovazione e la sostenibilità. E che, in questa fase difficile dovuta alla crisi pandemica e alle conseguenze della guerra in Ucraina, potranno andare anche ad alleggerire il caro energia che rischia di far chiudere molte aziende. Prende piede anche nel Lazio il nuovo accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese. L’intesa, basata sul percorso congiunto “Competitività, Innovazione, Sostenibilità” mette appunto a disposizione 10 miliardi di euro per le imprese laziali, nell’ambito dei 150 miliardi del plafond nazionale, per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su questi tre driver fondamentali per la crescita e in coerenza con il Recovery Plan.

L’Accordo presentato a fine marzo alle imprese laziali – di durata triennale e firmato lo scorso ottobre da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, e Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo - entra adesso nel vivo e pone al centro iniziative a supporto delle aziende in ambito di digitalizzazione e innovazione, rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, potenziamento delle filiere e sostenibilità.

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«Ci troviamo in un momento drammatico», spiega Fausto Bianchi, presidente della Piccola industria di Unindustria Lazio. «Ben vengano – aggiunge – iniziative private come questa. Le imprese stanno vivendo questa crisi in misura maggiore rispetto a quella dovuta alla pandemia. Affrontiamo adesso un problema legato all’aumento dei costi e non a un calo di ricavi. La scarsità di materie prime, e quindi i rincari, rende la situazione non più sostenibile. A breve temiamo il blocco di alcune produzioni, come nell’edilizia, nell’alimentare e nel farmaceutico. Ma tra i settori che soffrono c’è anche il comparto della logistica e dei trasporti». Proprio questi potrebbero essere i settori maggiormente beneficiari dell’iniziativa. Il presidente della Piccola industria del Lazio giudica positivamente l’accordo: «Per superare questa fase serve un intervento dello Stato – aggiunge –. Non occorre solo un tetto al prezzo dell’energia, ma anche misure di sostegno. Certo, l’accordo con Intesa ci dà comunque una mano, stimolando gli investimenti. Soprattutto se l’esempio sarà seguito da altre banche. Competitività, innovazione e sostenibilità si legano bene all’obiettivo della crescita dimensionale – sottolinea –, un aspetto su cui le aziende vanno aiutate».

Dal canto suo Intesa Sanpaolo rivendica la sua attenzione al territorio laziale. «I clienti possono parlare con il proprio gestore o venire nelle nostre filiali dove noi raccogliamo le richieste delle imprese», spiega Anna Roscio, responsabile Direzione sales & marketing imprese Intesa Sanpaolo. Una apertura tanto più importante in una fase in cui le imprese laziali, che hanno dato prova di resilienza durante la pandemia, si trovano ora davanti ad uno scenario nuovamente incerto.

«In relazione all’accordo, non ci sono obblighi specifici a cui le imprese devono sottostare – aggiunge la responsabile Direzione sales & marketing imprese Intesa Sanpaolo – cerchiamo di rispondere in modo migliore alle esigenze del cliente. Da una parte il finanziamento può essere un sostegno alla liquidità, e può essere particolarmente utile in questo contesto in cui le imprese sono colpite dal caro energia. Ma si può anche indirizzare a forme di investimento per finanziare lo sviluppo, tramite per esempio la digitalizzazione e la transizione ecologica».

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