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Caro energia: per le famiglie un conto da 9 miliardi per la spesa alimentare

L’analisi di Coldiretti sulla crescita dei costi di produzione: sul podio la verdura che quest’anno costerà complessivamente 1,97 miliardi in più

di N.Am.

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3' di lettura

Un totale di 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno pari a oltre l’11% dei consumi energetici industriali totali del nostro Paese. Sono i consumi energetici delle produzioni agricole e alimentari in Italia. I dati emergono dall'analisi fatta da Coldiretti sulla base dei dati Enea sugli effetti dei rincari della bolletta energetica. Nel sistema agricolo i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica (4,7 Mtep). Il comparto alimentare richiede invece ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro (8,6 Mtep).

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Gli effetti dell’esplosione del prezzo del gas

Visti i numeri dei consumi è facile comprendere quanto incidano i rincari energetici sulla gestione delle aziende e quindi sui costi finali dei prodotti. In particolare l'esplosione del costo del gas ha un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui, dicono da Coldiretti, la siccità ha devastato i raccolti con perdite stimate pari a 6 miliardi, in pratica il 10% della produzione.

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Per le famiglie un costo di 9 miliardi in un anno

Secondo l'analisi di Coldiretti, sulla base dei dati Istat sui consumi degli italiani e dell'andamento dell'inflazione nei primi sette mesi dell'anno, si tratta di un mix «micidiale» che costerà nel 2022 alle famiglie italiane quasi 9 miliardi solo per la spesa alimentare, a causa dell'effetto dell'inflazione che colpisce soprattutto le categorie più deboli. A guidare la classifica dei rincari c'è la verdura che quest'anno costerà complessivamente alle famiglie dello Stivale 1,97 miliardi in più - sottolinea Coldiretti -, e precede sul podio pane, pasta e riso, con un aggravio di 1,65 miliardi, e carne e salumi, per i quali si stima una spesa superiore di 1,54 miliardi rispetto al 2021.

L'aumento dei costi ha colpito duramente l'intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne - denuncia la Coldiretti - dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell'attività ma, secondo il Crea, ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio ma aumenti riguardano l'intera filiera alimentare con il vetro che costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra un incremento del 15% per il tetrapack, del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica, secondo l'analisi Coldiretti.

La bolletta energetica resta pesante

Secondo Coldiretti, la bolletta energetica resta pesante nonostante nel tempo si sia verificato un contenimento dei consumi energetici grazie alle nuove tecniche e all'impegno degli agricoltori per la maggiore sostenibilità delle produzioni anche con l'adozione di tecnologie 4.0 per ottimizzare l'impiego dei fattori della produzione. Senza dimenticare che a migliorare il bilancio energetico della filiera ci sono gli investimenti nell'economia circolare con la produzione di bioenergie, dal fotovoltaico sui tetti di stalle e capannoni rurali fino alla valorizzazione dei reflui degli allevamenti con il biometano . «Occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni – dice il presidente della Coldiretti Ettore Prandini –. Nell'immediato bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro anche con lo sviluppo di alternative energetiche che offre il settore agricolo, dal fotovoltaico su tetti stalle e cascine senza consumo di suolo al biometano che va sostenuto adeguatamente».

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