L’indagine congiunturale

Caro energia, Legacoop: un terzo delle cooperative nei prossimi 4 mesi rivedrà i prezzi

Le aziende sono ottimiste per l'evoluzione della domanda (il 33% la prevede in aumento), dell'occupazione (in crescita del 25%) e degli investimenti (previsioni positive per il 29%); di segno negativo, invece, le aspettative sull'economia italiana, previste in peggioramento dal 42% delle imprese: e qui a fare paura è, appunto, il caro energia

di Andrea Carli

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3' di lettura

Oltre un terzo delle cooperative prevede nei prossimi 4 mesi di rimettere mano ai prezzi a causa dall’aumento dei costi di produzione scaturito dai rincari energetici e delle materie prime. È quanto mette in evidenza un’indagine congiunturale effettuata dall'Area Studi di Legacoop.

L’incertezza connessa al caro energia

In generale, le cooperative chiudono il quadrimestre dicembre-marzo con un segno positivo, anche se le imprese che registrano un aumento della domanda sono il 23% (10 punti percentuali in meno rispetto alla precedente rilevazione), mantengono pressoché invariato il proprio posizionamento nei mercati di riferimento (per il 76%). Riguardo ai prossimi quattro mesi sono ottimiste per l'evoluzione della domanda (il 33% la prevede in aumento), dell'occupazione (in crescita del 25%) e degli investimenti (previsioni positive per il 29%); di segno negativo, invece, le aspettative sull'economia italiana, previste in peggioramento dal 42% delle imprese: e qui a fare paura è, appunto, il caro energia.

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L’AUMENTO
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I settori trainanti nell’ultimo quadrimestre

Per quanto riguarda il quadrimestre appena trascorso, gli aumenti della domanda superiori al dato medio si sono registrati nei settori dell'industria delle costruzioni (39,1%), dell'edilizia abitativa (39,1%) e delle attività manifatturiere (35,7%). A livello dimensionale, i livelli più elevati di crescita sono evidenziati dalle medie cooperative (35,9%), mentre a livello territoriale la percentuale più elevata è al Nord (28,6%).

Occupazione per il 69% delle cooperative stazionaria

Buona anche la dinamica dell'occupazione, stazionaria per il 69,1% delle cooperative e in aumento per il 17,7%, con incrementi superiori al dato medio nell'industria delle costruzioni (30,4%), nelle attività manifatturiere (24,3%) e nella cooperazione sociale (21%).Il tono complessivo non muta nelle previsioni per il prossimo quadrimestre. Accanto ad un 52% di cooperative che si attendono un livello stazionario della domanda, il 33% la prevede in aumento, mentre il 15% si aspetta una diminuzione (quindi con un saldo positivo di 18 punti percentuali).

Più elevate rispetto alla media le aspettative di miglioramento della domanda nelle cooperative culturali (44,6%), dell'edilizia abitativa (43,5%) e dell'industria delle costruzioni (39,1%). Riguardo all'occupazione, prevalgono le previsioni di stazionarietà (per il 64%), ma le previsioni di aumento (25%) sono più elevate di quelle di diminuzione (11%), con un saldo positivo di 14 punti percentuali. Gli aumenti occupazionali più sostenuti sono previsti nelle cooperative delle costruzioni (39,1%), culturali (28,6%) e dei servizi (28%). Buone anche le previsioni relative agli investimenti, previsti in aumento dal 29% delle cooperative.

Pessimismo per la tendenza generale dell'economia, attesa in calo dal 42%

Di segno opposto le aspettative sull'economia italiana, con il 42% che la prevede in calo (stessa percentuale per chi la prevede stazionaria). Da rilevare come la percentuale delle cooperative che si attende una ripresa dell'economia cala drasticamente dal 42% della precedente rilevazione al 16% di quella attuale. Un sentiment sul quale incidono, oltre a fattori quali la scarsità di manodopera, e gli impedimenti burocratici, l'impennata dei prezzi dell'energia, delle materie prime e dei materiali che determinano un aumento dei costi di produzione. Da un focus specifico condotto nell''indagine emerge, infatti, che tra l'89% e il 98% delle cooperative (a seconda del settore di attività) ha registrato rincari delle fonti energetiche, evidenziando aumenti medi del 44% del metano, del 41% dell'energia elettrica, del 37% del gas naturale, del 29% di benzina e gasolio e del 26% del Gpl. Stessa dinamica per le materie prime necessarie al processo produttivo, per le quali il 39% delle cooperative ha sperimentato un significativo aumento dei prezzi. L'aumento medio più elevato è quello dei metalli (42%), seguiti dai componenti per l'edilizia (41%), dal legno e dai fertilizzanti (39%), dai mangimi (38%), dai materiali plastici (35%). Chiude la classifica l'acqua, per la quale si registra un aumento medio del 14%. Altri prezzi in salita quelli dei servizi accessori allo svolgimento dell'attività, riscontrati dal 56% delle cooperative, in particolare quelli di spedizione e trasporto, con un aumento medio del 18%.

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