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Caro energia: luce sociale, rigassificatori e meno Iva le ricette dei partiti

Il Pd propone il «contratto luce sociale», il centrodestra chiede di ampliare i prodotti con Iva ridotta e di valutare anche il ritorno al nucleare

di Andrea Marini

(ANSA)

2' di lettura

Il caro energia e l’inflazione rischia di pesare sugli italiani al ritorno dalle vacanze, con il taglio delle accise confermato solo fino al 20 settembre. Il Pd propone tra l’altro il “contratto luce sociale”. Il centrodestra chiede di ampliare i prodotti con Iva ridotta e di valutare anche il ritorno al nucleare pulito e sicuro. Anche Azione-Italia viva chiedono nel lungo includere il nucleare nel mix energetico e nel breve di puntare sui rigassificatori. Il M5S, invece, chiede la revisione del sistema di formazione del prezzo del gas, per evitare fenomeni speculativi

Centrodestra

Per puntare all’indipendenza dal gas russo, il centrodestra, nel programma comune punta sull’aumento della produzione dell’energia rinnovabile, diversificazione degli approvvigionamenti energetici, peno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova realizzazione di pozzi di gas naturale. Infine parla del ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro. Sul fronte dei rincari, chiede interventi sull’IVA per calmierare i prezzi dei beni di prima necessità e ampliamento della platea dei beni con IVA ridotta e una riduzione IVA sui prodotti energetici.

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Partito democratico

Il Pd ha lanciato la proposta di un «nuovo contratto “luce sociale” per le famiglie con redditi medi e bassi. Si tratta – si legge nel programma – di un contratto di fornitura energetica prodotta totalmente da fonti rinnovabili e acquistata direttamente dalla società pubblica Acquirente Unico. Il contratto di acquisto avrà durata decennale e ciò permetterà di ottenere prezzi dell'energia elettrica molto bassi a vantaggio delle famiglie: fino ad un massimo di 1.350 KWh/anno per famiglia (pari al 50% del consumo medio), l'energia elettrica verrà fornita a costo zero, mentre sulla parte di consumo eccedente i prezzi saranno comunque calmierati».

Sinistra Italiana - Verdi

Per ridurre il prezzo dell’energia e la dipendenza dal gas russo, Sinistra Italiana - Verdi, alleati del Pd, puntano sullo stop all’ esportazione del gas italiano e sul «fotovoltaico sopra ogni tetto». Inoltre hanno come obiettivo quello di raggiungere «per il fabbisogno elettrico 80% di penetrazione rinnovabile al 2030 e quasi 100% al 2035». Inoltre propongono che «gli extraprofitti di colossi come Eni siano tassati al 100% e restituiti alle lavoratrici e ai
lavoratori con una elargizione straordinaria di 1.200 euro a famiglia».

Azione - Italia Viva

La priorità nel breve periodo per il terzo polo di Azione e Italia viva è completare con procedure straordinarie la costruzione di due rigassificatori che consentano l'importazione di gas naturale liquefatto in sostituzione di quello russo. Nel medio periodo bisogna puntare sul rinnovabile e nel lungo, includere il nucleare nel mix energetico, Si chiede poi di aiutare le imprese a ridurre i costi della bolletta elettrica incentivando con garanzia statale la produzione con energia rinnovabile per autoconsumo.

Movimento 5 stelle

Il movimento di Conte chiede la «revisione del sistema di formazione del prezzo del gas favorendone lo sganciamento dal mercato olandese TTF, caratterizzato da fenomeni speculativi». Il mercato del gas Title Transfer Facility (TTF) ha sede in Olanda ed è considerato come riferimento di prezzo a livello europeo.

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