ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe strategie contro l’inflazione

Caro energia, le mosse dell’Ue: Italia verso nuovo decreto. Germania, aiuti da 65 mld

Secondo i primi riscontri, dovrebbe essere in particolare il mondo produttivo al centro del provvedimento di prossima emanazione

L'Italia risparmia sull'energia, ecco il piano di Cingolani

3' di lettura

La corsa dei prezzi dei beni energetici non regolamentati in Italia, che ad agosto (dati provvisori) ha contribuito a spingere l’inflazione a un livello (+8,4%) che non si registrava da dicembre 1985, è sotto la lente del Governo. «Già in questa settimana ci sarà un intervento ancora per calmierare i costi energetici da parte del governo. L’obiettivo è approvare il decreto sostegni in questa settimana, si lavora in questa direzione», ha spiegato il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Radio 24. Allo stato attuale l’indicazione che trapela è per un Consiglio dei ministri giovedì 8 settembre (la riunione dell’esecutivo non è ancora stata convocata), che dovrebbe dare il via a un pacchetto di soluzioni che allo stato attuale può contare su risorse tra i cinque e i sei miliardi.

L’eventuale tesoretto aggiuntivo

Le risorse con cui finanziare il dl potrebbero anche aumentare, trainate dall’aumento delle entrate tributarie (45.546 milioni di euro a luglio, +1.370 milioni di euro) e da un eventuale “tesoretto” aggiuntivo derivante da decreti inattuati. Si attendono gli ultimi dati di agosto e, soprattutto, il calcolo degli introiti degli extraprofitti: mercoledì 6 settembre è prevista una riunione per tirare le somme. Intanto, incrociando i dati di alcune tabelle che circolano in ambienti ministeriali e i numeri ufficiali della presidenza del Consiglio, emergono 392 decreti “inattuati” o “scaduti” dal valore complessivo di circa 7,8 miliardi nel 2022: 121 risalenti ai governi Conte e 271 a quello Draghi.

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Misure a sostegno del mondo produttivo

Secondo i primi riscontri, dovrebbe essere in particolare il mondo produttivo - piegato dal caro bollette e dall’aumento generalizzato dei costi delle materie prime - al centro del provvedimento di prossima emanazione. Si parla della possibilità di agire sul credito di imposta (proroga fino a fine anno) per le imprese energivore e gasivore. Non facile, con le risorse a disposizione allo stato attuale, prolungare la rateizzazione delle bollette. L’obiettivo numero uno è scongiurare il rischio di un vero e proprio blocco produttivo. Per ora i tecnici del governo sono concentrati a valutare come meglio orientare i fondi a disposizione.

La replica della Cig scontata

Accanto agli interventi più prettamente energetici, si è iniziato a ragionare anche sulle misure per sostenere lavoro e occupazione alla luce dei rallentamenti della produzione in molte aziende, in primis quelle manifatturiere. Tra le ipotesi allo studio, si guarda con attenzione a una replica della “Cig scontata” fatta lo scorso marzo con il primo decreto Aiuti, e terminata il 31 maggio. due nuovi mesi di ammortizzatori scontati, senza cioè pagare le addizionali (per la Cig pari a 9%, 12%, 15% in base all'utilizzo del sussidio, per il Fis pari al 4% della retribuzione persa, ndr). L'ipotesi allo studio prevede di circoscrivere l'intervento ai soli settori manifatturieri più in difficoltà (i 5 individuati a marzo, o al massimo qualcuno in più, ma sempre nel perimetro Industria). Anche in questo caso tuttavia, le risorse a disposizione potrebbero non bastare.

Franco: nuovo Dl in limiti bilancio

Intervenuto al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il responsabile dell’Economia Daniele Franco ha ricordato che il costo delle importazioni energetiche 2022 dell’Italia vola verso i 100 miliardi, circa 60 in più rispetto al 2021. «la possibilità di fiscalizzare l'aumento del costo dell'energia - ha aggiunto - trova dei limiti nel nostro bilancio pubblico con il debito molto elevato e i tassi d'interesse tendenzialmente crescenti». Le misure saranno dunque finanziate senza effettuare un nuovo scostamento, nei limiti di bilancio.

Berlino, piano da 65 miliardi contro il caro prezzi

E mentre in Italia si cerca di fare il punto su misure e risorse da assegnare al nuovo provvedimento, la Germania di Olaf Scholz, in crisi come tutta Europa a causa degli effetti della guerra di Putin, ha approvato un pacchetto di misure da 65 miliardi di euro per andare incontro a cittadini e imprese. Si tratta del terzo e più poderoso intervento varato dalla coalizione di Spd, Verdi e Liberali (dopo il secondo da 30 miliardi) per contrastare il caro prezzi, che sta mettendo a dura prova la locomotiva dell’Ue. In questo caso il Paese è alle prese con una gara col tempo, in vista dell’inverno, a causa dell’emergenza gas, e con lo spettro della recessione, preannunciata da molti economisti. Mentre l’inflazione incalza: ad agosto ha segnato il 7,9% e ci si aspetta che raggiungerà le due cifre nei prossimi mesi. Fra le misure più rilevanti del nuovo pacchetto, la decisione di usare gli extra profitti realizzati proprio da alcune società energetiche grazie all’impennata dei prezzi di mercato per alleggerire le bollette delle famiglie.

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