Materie prime

Energia, accordo Ue sulle nuove regole per le infrastrutture

Consiglio europeo ed Europarlamento nella notte hanno raggiunto un’intesa sulle «TEN-E». Con criteri di risparmio e decarbonizzazione

Aggiornato il 15 dicembre 2021, ore 8:43

Greenpeace, installazione contro il gas e il nucleare "verdi"

2' di lettura

Consiglio Ue ed Europarlamento hanno raggiunto nella notte un accordo sul nuovo regolamento per le infrastrutture energetiche Ue (TEN-E). Le norme indicano i criteri secondo i quali progetti di interesse comune (Pci) possono avere accesso a finanziamenti Ue tramite elenchi preparati dalla Commissione europea. L’accordo esclude dal sostegno i nuovi progetti di gas naturale e petrolio, a eccezione di quelli già autorizzati nel vecchio regolamento, i gasdotti EastMed e Melita (connessione Italia-Malta) che consentiranno di collegare Cipro e Malta alle reti Ue, e - solo fino al 2027 - le miscele gas-idrogeno.

Procedure «semplificate»

Saranno anche semplificate le procedure per la selezione dei progetti ammissibili in modo da assicurare maggiore velocità, trasparenza e partecipazione delle parti interessate ai progetti. «L’accordo raggiunto garantisce che in futuro nessun progetto che riguardi i combustibili fossili venga finanziato dalla Connecting Europe Facility», ha sottolineato a nome della presidenza di turno Ue il ministro per le infrastrutture sloveno Jernel Vrtovec. «Grazie all’intesa - ha aggiunto - siamo ora sicuri che investiremo in un futuro verde e climaticamente neutro che garantirà efficienza, competitività e sicurezza degli approvvigionamenti senza lasciare nessuno indietro». L’accordo politico provvisorio è soggetto all’approvazione del comitato dei rappresentanti permanenti in seno al Consiglio, prima di passare alle fasi formali della procedura di adozione. Vediamo come funziona l’intesa.

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Scorte comuni di gas e idrogeno green

Le scorte comuni di gas, annunciate ufficialmente dalla Commissaria all’energia Kadri Simson al Consiglio dei ministri competenti del 2 dicembre, sono una risposta alle richieste di Italia, Francia e Spagna di misure per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia.

La riforma del mercato del gas guarda ai consumatori e alla decarbonizzazione del settore, soprattutto grazie all’idrogeno. Per il primo aspetto, la Commissione propone di riconoscere ai consumatori più diritti, dalla trasparenza delle bollette alla sicurezza dell’approvvigionamento per le fasce sociali più deboli, fino al riconoscimento del ruolo delle comunità di cittadini e alla partecipazione diretta al mercato, con il diritto di consumare, immagazzinare e vendere gas rinnovabile autoprodotto. Per il secondo aspetto, le proposte mirano a far emergere un mercato dell’idrogeno e dei gas rinnovabili.

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