La fotografia

Caro energia, in un mese per la pasta rincari fino al 15,6%, +10% per il pane. A Bolzano 1,23 euro per un caffé

Rincari superano di 17 volte il tasso di inflazione mensile. In Calabria gli aumenti maggiori per la pasta, Terni la città dove il pane è salito di più

di Andrea Carli

Inflazione vola al 6,7%, mai cosi' dal 1991

4' di lettura

L’Italia continua a subire l’ondata inflattiva spinta da carburanti ed elettricità. Le stime di marzo diffuse dall’Istat hanno fotografato, per il nono mese consecutivo, un’accelerazione dei prezzi che, con un balzo di ben un punto sul dato tendenziale di febbraio, ha portato l’inflazione al 6,7% su marzo 2021. Un livello così alto non si vedeva da trent’anni cioè dal luglio del 1991: anno shock per l’Italia che si vide allora, per la prima volta, messa alla porta dal club dei Paesi tripla A.

Il caro energia si ripercuote, anche, sul quotidiano delle persone. A cominciare da una maggiore spesa per acquistare beni alimentari di prima necessità, o anche per mantenere piacevoli abitudini, come il caffé al bar la mattina. In un mese la pasta ha registrato un aumento dei listini fino al +15,6%. Per il pane si è sfiorata quota +10%. Con il caro-bollette, inoltre, è scattata la corsa dei listini della tazzina al bar. A Bolzano il prezzo più elevato (1,23 euro), a Pescara l’aumento più pesante (+12%). A scattare la fotografia del caro vita che travolge i consumatori sono due indagini, la prima di Assoutenti e la seconda, quella sulla tazzina di caffé, dal Codacons.

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Le previsioni di Assoutenti circa i rincari dei prezzi di pane e pasta trovano purtroppo conferma negli ultimi dati diffusi dal Mise. L'associazione dei consumatori, che nei giorni scorsi aveva lanciato l'allarme circa gli aumenti dei listini al dettaglio che stanno interessando beni di largo consumo come appunto pane e pasta, ha infatti elaborato i numeri sull'andamento dei prezzi nelle varie città italiane nell'ultimo mese, registrando rialzi in alcuni casi addirittura a doppia cifra.Una emergenza quella dei prezzi che ha portato per la prima volta in Italia tutte le associazioni dei consumatori iscritte all’associazione dei consumatori a unirsi in una assemblea generale indetta per il prossimo 6 aprile e finalizzata a presentare al Governo un pacchetto di misure contro i rincari di alimentari, carburanti e bollette energetiche.

PASTA
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PANE
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Pane: a Terni i rincari più elevati

Per il pane, la città che nell'ultimo mese ha registrato i rincari più elevati è Terni, con i prezzi medi che rispetto al mese precedente salgano del +9,9%, da 2,22 euro al kg a 2,44 euro – analizza Assoutenti –. A poca distanza troviamo Cremona, con aumenti al dettaglio dell'8,4% su base mensile, mentre al terzo posto tra le città dove il pane rincara di più si piazza Padova (+6%).

Pasta: Calabria maglia nera dei rincari

La situazione peggiora sul fronte della pasta, e la Calabria si aggiudica la maglia nera dei rincari: a Catanzaro il prezzo al chilo passa in un solo mese da 1,22 euro a una media di 1,41 euro, con un incremento del +15,6%. A Reggio Calabria si registra un aumento del +13%, simile a Cosenza (+12,5%).«Si tratta di aumenti che arrivano a superare anche di 17 volte il tasso mensile di inflazione, pari secondo l'Istat allo 0,9% a febbraio – denuncia il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – Incrementi dei prezzi che non possono essere giustificati solo dal caro-bollette o dalle tensioni sui listini delle materie prime, e che rischiano di nascondere speculazioni sulla pelle dei consumatori, interessando beni primari come pane e pasta largamente consumati dagli italiani».

A Bolzano il caffé più costoso: 1,23 euro

Pane, pasta, ma non solo. Il caro-bollette fa impazzire i listini del caffè consumato al bar. Lo denuncia il Codacons, che ha realizzato uno studio sull'andamento dei prezzi medi della classica tazzina di espresso nelle varie città italiane, per verificare come il caro-bollette abbia influito sui listini praticati al pubblico.In base agli ultimi dati ufficiali del Mise, il prezzo record dell'espresso si raggiunge a Bolzano, dove un caffè consumato al banco del bar costa in media 1,23 euro – sottolinea il Codacons –. Al secondo posto in classifica, con una media di 1,20 euro, si piazzano Rovigo e Ravenna. Seguono a 1,19 euro Vicenza, Trento e Ferrara.Ben 25 città registrano in Italia un prezzo medio del caffè superiore a 1,10 euro. Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli le regioni italiane dove i prezzi risultano sensibilmente più elevati. Al sud Italia i listini registrati sono invece più bassi e, in molte città, inferiori a 1 euro a tazzina.

CAFFÈ AL BAR
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L’impennata dei prezzi a causa dei rincari delle bollette di luce e gas

Prezzi che – segnala il Codacons – hanno registrato una impennata a seguito dei forti rincari delle bollette di luce e gas, confermando le previsioni della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) che avevano annunciato per i primi mesi dell'anno ritocchi dei listini da parte degli esercenti, determinati dal forte incremento dei costi energetici.E così, nel confronto tra il periodo pre-rincari delle bollette (settembre 2021) e febbraio 2022, si scopre che l'aumento più alto dei listini al pubblico si è registrato a Pescara, dove il prezzo medio dell'espresso al bar è passato da 1 euro a 1,12 euro, con un rincaro del +12%. Seguono Alessandria (+11,3%, da 1,06 a 1,18 euro) e Ravenna (+9%, da 1,10 a 1,20 euro). Unica città che registra un decremento è Trento (da 1,22 a 1,19 euro, -2,5%).


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