Le misure allo studio

Caro energia, riunione Draghi con ministri: venerdì 21 gennaio dl in Cdm

Sul tavolo del Consiglio dei ministri è atteso un nuovo provvedimento con soluzioni per calmierare gli aumenti delle bollette di luce e gas. Confindustria, misure urgenti e non spot, rischio chiusure

4' di lettura

Nelle misure che il Cdm si appresta a varare venerdì 21 gennaio, per calmierare i costi delle bollette ci sarà il rinnovo delle aste Ets, strumento già usato che potrebbe raccogliere almeno 1,5 miliardi. Ma non ci sarà nessun intervento sugli extra-profitti delle aziende energetiche, più complicato da mettere a punto e quindi rinviato.

Secondo quanto si apprende, dopo la riunione di circa tre ore tra il premier Draghi e i ministri Franco, Giorgetti e Cingolani, il confronto sulle misure proseguirà anche domani mattina. Nel provvedimento potrebbe entrare anche la cartolarizzazione di alcuni oneri di sistema che valgono 2,5 miliardi.

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Bollette: Draghi incontra Bonomi a Palazzo Chigi su nuove misure

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato la mattina di giovedì 20 gennaio a Palazzo Chigi il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. Durante l’incontro è stato affrontato il tema delle misure all’esame del Governo per far fronte ai rincari nel settore dell’energia. È quanto si è appreso da fonti di Palazzo Chigi. Hanno partecipato il Sottosegretario alla Presidenza, Roberto Garofoli, il capo di Gabinetto Antonio Funiciello e il Direttore generale di Confindustria, Francesca Mariotti.

Confronto serrato nel Governo per definire le nuove misure contro il caro energia

È dunque serrato il confronto all’interno del governo per definire la strategia da mettere in campo per arginare gli effetti del caro energia su famiglie e imprese. Prima il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha incontrato i rappresentanti del mondo delle imprese nel contesto di un tavolo che si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 19 gennaio presso la sede del Mise. Al centro della discussione - con il mondo delle imprese (tra gli altri Confindustria, Confapi, Assovetro ceramica, Federchimica, Federacciai, Assofond e altri) - gli aumenti dei prezzi di luce e gas mentre proseguono i lavori sul decreto per attenuare i rincari.

Il tavolo al ministero dello Sviluppo economico è stata l’occasione per «valutare l'impatto dei costi dell'energia sul sistema produttivo - si legge in una nota del Mise - raccogliere dati e proposte per definire i tempi e il perimetro dei settori emergenziali e per calibrare gli interventi del governo sulle diverse filiere, con priorità per chi è a rischio sopravvivenza, quando cioè l'interruzione produttiva può risultare più conveniente del proseguimento dell'attività.

L’incontro a Palazzo Chigi tra Draghi, Franco, Giorgetti e Cingolani

Terminato il vertice al Mise, Giorgetti ha raggiunto Palazzo Chigi, dove ha partecipato a una riunione sul caro-energia con il premier Mario Draghi e i ministri dell’Economia Daniele Franco, della Transizione ecologica Roberto Cingolani, oltre al sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli e il consigliere economico del premier Francesco Giavazzi. Il vertice si è concluso dopo quasi tre ore. Fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che il provvedimento arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri assieme al dl sostegni per ristorare i settori più colpiti dalle ultime misure anti-Covid varate dal governo.

Verso un provvedimento con misure per calmierare aumenti bollette

L’obiettivo di questa serie di vertici è stato quello di trovare un’intesa sulle misure che dovrebbero entrare nel provvedimento atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì 20 gennaio. In quell’occasione l’esecutivo dovrebbe approvare le nuove soluzioni per calmierare gli aumenti delle bollette di luce e gas, insieme a una nuova tornata di ristori per le attività colpite dalle restrizioni anti-Covid.

Castelli, «contro caro bollette ipotesi interventi a lungo termine 12-24 mesi»

«Si sta parlando di questo contributo di solidarietà a quelle aziende che hanno avuto un extra profitto dalla gestione del gas. Il punto però è che non basta solo pensare a tamponare questo momento, ma stiamo ragionando anche di alcune misure a lungo termine, 12-24 mesi’», ha spiegato il viceministro dell’Economia, Laura Castelli, intervenendo a Porta a porta. «La scia di questa cosa, anche se ci si aspetta un rientro nella prima primavera, avrà nei mesi successivi ancora dei ritorni» e quindi servono misure che «siano di intervento subito ma anche di lungo»’.

Confindustria, misure urgenti e non spot, rischio chiusure

Il delegato di Confindustria per l'Energia Aurelio Regina e il direttore generale Francesca Mariotti sono intervenuti al tavolo convocato dal Mise sull'emergenza dei prezzi energetici. Per Confindustria la situazione «è drammatica e richiede interventi urgenti e strutturali di politica industriale. Non è possibile rinviare le decisioni - è il messaggio dell’associazione datoriale -, serve un atto di coraggio per superare la logica degli interventi spot. Serve agire in fretta come hanno già fatto Francia e Germania.L'impatto dei maggiori costi energetici si sta abbattendo sulle imprese industriali».

Forte erosione dei margini operativi

«Per questi settori, che al momento stanno responsabilmente assorbendo tutti i costi, il caro-energia si traduce in una forte erosione dei margini operativi e potrebbe comportare decisioni di chiusura produttiva», spiegano ancora da Confindustria. La preoccupante evoluzione dello scenario energetico implica, per la manifattura, un fortissimo incremento di costi per la fornitura di energia, che passano dagli 8 miliardi circa nel 2019 a oltre 21 nel 2021 e a oltre 37 nel 2022. Si tratta di un incremento del costo del +368% nel 2021 e di oltre 5 volte rispetto ai costi sostenuti nel 2020, secondo Confindustria che ha presentato alcune proposte congiunturali concrete da attuare subito e da condividere in un tavolo interministeriale presso Palazzo Chigi.

Le proposte di Confindustria

Tra queste, la cessione della produzione nazionale di gas ai settori industriali per 10 anni con anticipazione dei benefici finanziari per l'anno 2022; l'estensione dell'abbattimento degli oneri parafiscali per gli impegni di potenza superiori ai 16,5 KW nel settore elettrico, la rimodulazione delle aliquote di agevolazione per le componenti parafiscali della bolletta elettrica nei limiti previsti dalla normativa Europea e intervenire da subito attraverso indirizzi specifici al GSE per la cessione di energia rinnovabile elettrica “consegnata al GSE” per un quantitativo di circa 25TWh e trasferita ai settori industriali a rischio chiusura ad un prezzo di 50 €/Mwh. Entrando nel merito per il gas secondo Confindustria è necessario l'aumento della produzione nazionale di circa 3 miliardi di mc/anno e della remunerazione del servizio di interrompibilità tecnica dei consumi gas prestato dai soggetti industriali. L’associazione datoriale valuta positivamente la convocazione del tavolo e l'impegno assunto dal ministro Giorgetti e auspica al più presto l'istituzione di una task force coordinata da Palazzo Chigi, che passi immediatamente all'attuazione delle misure.

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