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Caro materiali, quattro mosse per il Fondo delle opere indifferibili

La Ragioneria detta le modalità operative per l’accesso alle risorse

di Mauro Salerno

Draghi: "Quel che conta è continuare con riforme Pnrr"

2' di lettura

Si stanno mettendo in fila rapidamente i tasselli per assicurare la realizzazione degli investimenti del Pnrr, attraverso l’apertura dell’ombrello da 7,5 miliardi studiato dal governo per proteggere i cantieri dalla grandine del caro-materiali.

Dopo la pubblicazione del Dpcm 28 luglio 2022 sulla Gazzetta del 12 settembre che ha disciplinato il funzionamento del «Fondo per le opere indifferibili» istituito dal Dl Aiuti con una dotazione, appunto, di 7,5 miliardi per il periodo 2022-2026, mercoledì 21 settembre, sono arrivate anche le istruzioni della Ragioneria utili alla presentazione delle domande.

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La circolare della Ragioneria

Le indicazioni sono contenute in una circolare (n.31 del 21 settembre) con cui vengono dettagliate ai soggetti autorizzati ad accedere al fondo (soprattutto ministeri ma anche le amministrazioni coinvolte con il Piano nazionale complementare, il commissario straordinario per il Giubileo del 2025 e l’agenzia per la Coesione territoriale per i Giochi del mediterraneo del 2026) le modalità operative per chiedere le risorse. I provvedimenti ora si susseguono rapidamente perché, va ricordato, i tempi sono parecchio stretti.

Domande entro il 17 ottobre

Il termine ultimo per le istanze è fissato al 17 ottobre. Mentre le risorse sono destinate alle procedure di affidamento avviate entro il 31 dicembre 2022. Per consentire la presentazione delle domande in via telematica, spiega la circolare, «sono state sviluppate specifiche funzionalità del Sistema informativo ReGiS di supporto alla gestione del Pnrr», a cui è possibile accedere via web, o attraverso il link diretto alla piattaforma (https://regis.rgs.mef.gov.it) o attraverso un altro link (https://area.rgs.mef.gov.it), dove sarà reso disponibile altro materiale a supporto degli utenti.

Gli altri passaggi

Per completare l’iter servono quattro passaggi. Il primo step è la presentazione della richiesta di finanziamento da parte delle stazioni appaltanti. Sempre tramite Regis le amministrazioni centrali titolari degli interventi dovranno effettuare l’istruttoria sulle domande prevista dal Dpcm del 28 luglio. Portata a termine l’istruttoria con esito positivo, le stesse amministrazioni dovranno presentare, sempre tramite il ReGis, le istanze di finanziamento alla Ragioneria che, questo è l’ultimo passaggio, «esamina le richieste e, qualora ne sussistano i requisiti, adotta i provvedimenti necessari all’assegnazione e al trasferimento delle risorse». Operazione che, secondo quanto prevede il Dpcm, dovrà avvenire entro 30 giorni dalla scadenza per la presentazione delle domande tenendo conto della data prevista per la pubblicazione dei bandi e dell’ordine cronologico di presentazione delle istanze. Allegate alla circolare anche due guide operative alla presentazione delle istanze.

Per sciogliere dubbi di natura tecnico-informatica la Ragioneria ha anche attivato un servizio di supporto, all'interno del sistema ReGis, raggiungibile anche attraverso mail (assistenzatecnica.regis@mef.gov.it) per chi non fosse ancora registrato sulla piattaforma.

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