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Caro-voli, come funziona l’algoritmo che ha fatto scattare l’intervento del Governo

Prezzo dinamico e profilazione del potenziale viaggiatore per tariffe che possono variare molto da utente a utente: ecco le regole con cui le compagnie aeree stabilisco il costo dei biglietti

Decreto d'agosto: dal governo stangata agli extraprofitti delle banche

3' di lettura

Nel mirino del Governo, con il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri di lunedì 7 agosto, sono finiti due strumenti da tempo utilizzati dalle compagnie aeree per stabilire il prezzo dei biglietti: la fissazione dinamica delle tariffe e l’utilizzo di algoritmi. Un intervento per ora limitato ai collegamenti con le isole maggiori, Sardegna e Sicilia, che hanno fatto registrare un’impennata delle tariffe ma che in casi di emergenza nazioanale si può estendere anche su tutto il territorio in caso di uno stato di emergenza nazionale.

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Il prezzo dinamico

Il cosiddetto “prezzo dinamico” è una strategia di vendita applicata in molti settori commerciali, tra cui quello dei vettori del trasporto aereo: le tariffe sono regolate da un algoritmo che tiene conto di diversi fattori, a partire dalla domanda di acquisto. Tuttavia, in alcuni casi segnalati dal Governo, questa “revenue management” ricorre a tecniche che applicate su voli nei periodi di forte domanda finiscono per essere un ostacolo alla mobilità dei viaggiatori. Un esempio: al crescere delle richieste per una determinata tratta vengono chiuse le classi di volo più basse che restano nascoste al sistema di prenotazione.

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Il divieto

Per questo il decreto governativo stabilisce che la fissazione dinamica delle tariffe da parte delle compagnie aree è vietata se ricorrono contemporaneamente tre condizioni: la fissazione è applicata su rotte nazionali di collegamento con le isole; avviene durante un periodo di picco di domanda legata alla stagionalità o in concomitanza di uno stato di emergenza nazionale; conduce ad un prezzo di vendita del biglietto (o dei servizi accessori) del 200% superiore alla tariffa media del volo.

Il prezzo personalizzato

Ma oltre al tradizionale fattore tempo e alla classica regola “domanda/offerta”ad agire sulla dinamica dei prezzi nella vendita on line dei biglietti c’è un altro fattore molto più sofisticato: è la “profilazione” dettagliata del potenziale viaggiatore (analisi delle sue esigenze, abitudini e comportamenti rilevati on line) con la quale i vettori elaborano tariffe personalizzati che possono differire molto da un utente a un altro.

Gli algoritmi, infatti, sono in grado di sfruttare una grande quantità di altre informazioni: la geo-localizzazione (il costo del biglietto cambia a seconda del luogo in cui si fa la ricerca), il tipo di dispositivo e il sistema operativo utilizzato dall’utente.

Questa pratica commerciale, quando «comporti un pregiudizio economico per l’utente», d’ora in avanti è considerata scorretta nei collegamenti con la Sicilia e la Sardegna.

I picchi in caso di emergenze

Il Governo ha poi rilevato come l’utilizzo dell’algoritmo comporta che gli incrementi di prezzo legati al profilo soggettivo dell'utente non si riscontrano solo a ridosso delle vacanze ma anche in occasione di incidenti e calamità che precludono alternative allo spostamento in aereo. Lo si è visto in occasione del deragliamento del treno merci nei pressi della stazione di Firenze Castello o dell’alluvione in Emilia-Romagna: in questi casi alla soppressione dei collegamenti ferroviari e all'inagibilità di alcuni tratti autostradali è seguita un'impennata della domanda di trasporto aereo con incrementi dei prezzi dei biglietti aerei che sono arrivati a toccare anche i mille euro.

Perciò è stato deciso che, in presenza di uno stato di emergenza nazionale o qualora gli spostamenti stradali o ferroviari lungo il territorio nazionale siano impediti da eventi eccezionali, le procedure automatizzate di determinazione delle tariffe sono considerate una poratica commerciale scorretta.

Le regole europee

L’intervento del Governo italiano ha scatenato la reazione dell’ad di  Ryanair  Eddie Wilson  («È ridicolo e illegale, interferisce con le leggi del libero mercato secondo le norme Ue. Deve essere cancellato») e l’attenzione della Commisisone europea che «attende di ricevere informazioni più dettagliate sul contenuto preciso» del provvedimento.

In particolare Bruxelles dovrà valutare se il decreto dell’Esecutivo Meloni violi quanto stabilito dal regolamento europeo (1.008 del 2008) in materia di trasporto aereo che, all’articolo 22 (Libertà in materia di tariffe), dice chiaramente che «i vettori aerei comunitari e, per reciprocità, i vettori aerei dei paesi terzi fissano liberamente le tariffe aeree passeggeri e merci per i servizi aerei intracomunitari».

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