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Carraro (Morellato): «La liquidità è medicina per sopravvivere e ripartire»

Il presidente del gruppo Morellato (orologi e gioielli) sottolinea gli oneri e le necessità specifici per le imprese del sistema moda

di Massimo Carraro *

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(Imagoeconomica)

Il presidente del gruppo Morellato (orologi e gioielli) sottolinea gli oneri e le necessità specifici per le imprese del sistema moda


2' di lettura

Il primo problema delle imprese nell’emergenza del Covid- 19, oltre alla tutela della salute dei lavoratori, è garantirsi la liquidità necessaria a sopravvivere, anche con ricavi azzerati o fortemente ridotti. Per le imprese della moda questo è ancora più vero, perché lavorano con prodotti a magazzino o già nei negozi da pagare a breve, hanno gli oneri legati ai punti vendita chiusi, impiegano spesso un numero elevato di addetti nella produzione o nella distribuzione.

La liquidità devi averla subito, per sopravvivere e ripartire: le medicine servono quando il paziente è ammalato, non quando è guarito o deceduto. Il fattore tempo è essenziale, prioritario. Purtroppo sembra totalmente assente dai provvedimenti che il nostro Governo sforna a cadenza settimanale, con il rischio di rendere virtuali o inefficaci misure potenzialmente corrette.

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La cassa integrazione guadagni è stata estesa a vario titolo ad industria e commercio, ma le nove settimane di durata prevista sono poche: i mercati ci metteranno molto di più a ripartire. Che cosa aspetta il Governo ad estenderne la durata? Soprattutto, sappiamo che l’Inps non sarà in grado di pagare i lavoratori in tempi brevi. Anche le famiglie non possono aspettare e ovviamente molte imprese anticipano i trattamenti ai propri dipendenti: perché non si prevede un finanziamento bancario pari agli importi anticipati dalle imprese con garanzia 100% statale, in modo che si possano pagare i lavoratori senza impoverire la liquidità aziendale?

Massimo Carraro

In ogni caso, i massimali Cig sono molto più bassi rispetto ad altri Paesi europei: vanno alzati, perché impoverire le famiglie, soprattutto a medio reddito, significa consegnare l’Italia ad una lunga recessione anche dopo l’emergenza Covid. La sospensione del pagamento delle imposte, sbandierata oggi dopo aver fatto passare le scadenze di marzo, ormai serve a poco per la liquidità: a ricavi zero, neppure l’Iva c’è da pagare. Per diventare una cosa vera, va estesa almeno fino a fine 2020, comprendendo le scadenze fiscali del secondo semestre.

Tre giorni fa il Governo ha annunciato un decreto per garantire il finanziamento alle imprese, non ancora pubblicato. Le informazioni che circolano preoccupao perchè, tranne che per le microimprese, la garanzia statale parziale obbligherà le banche a istruttorie di merito, l’intervento della Sace richiederà tempo, le condizioni di accesso sembrano un percorso ad ostacoli.

Quanto tempo ci vorrà perché il denaro arrivi davvero alle imprese? Se c’è la consapevolezza che il fattore tempo è essenziale, bisogna tagliare i passaggi amministrativi, avere più coraggio nella garanzia statale al 100%, fare riferimento ai bilanci depositati e non a situazioni successive da predisporre. La priorità è dare liquidità immediata al sistema delle imprese, anche accettando il rischio che qualcuno ne approfitti: che sia perseguito duramente, ma va abbandonata la cultura delle cautele e delle garanzie. Dobbiamo salvare l’Italia, non mettere in sicurezza i burocrati.

* Presidente Morellato Group

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