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Carta e grafica, in 4 proposte l’asse con i sindacati su caro energia e competitività

Assocarta e Assografici con Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl chimici scrivono ai ministri Cingolani, Giorgetti e Orlando per mantenere produttività e forza lavoro

di Cristina Casadei

(Jose Luis Stephens - stock.adobe.com)

2' di lettura

Assocarta e Assografici con Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl chimici lanciano l’agenda delle parti sociali e datoriali e scrivono ai ministri Cingolani, Giorgetti e Orlando per mantenere competitività, produttività e forza lavoro, in un settore estremamente energivoro, messo a dura prova dallo shock energetico.

Le quattro proposte

Nella missiva imprese e sindacati osservano che di trimestre in trimestre il Governo ha cercato e trovato risorse consistenti per affrontare il caro energia. Ma servono alcuni interventi strutturali che devono essere negoziati in Europa. Il primo è un price cap su tutte le forniture di gas in Europa. Il secondo una riforma del mercato elettrico, che preveda, come primo passo, il disaccoppiamento tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas. Il terzo una maggiore regolamentazione del TTF, come una vera borsa. E infine una sospensione e una revisione del sistema ETS, che eviti pressioni speculative.

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Evitare altri casi Germania

Si tratta di interventi che devono essere fatti a livello europeo per evitare che un singolo Paese, come ha fatto la Germania, lanci programma di aiuti da 200 miliardi, e adotti interventi a livello nazionale introducendo un price cap a livello di singolo Stato. Interventi che creano distorsioni sulla competitività.

La perdita di contratti

Se nell’immediato le aziende della filiera carta, stampa e trasformazione, colpite dal “caro energia”, rischiano di perdere contratti, nel medio periodo il rischio riguarderà intere quote di mercato. Per questo serve arrivare a una Gas Release al più presto, fissando un prezzo “equo”. Contestualmente va previsto un meccanismo di anticipazione finanziaria, in maniera che la misura possa dispiegare i suoi effetti prima possibile, dicono imprese e sindacati.

L’occupazione a rischio

Se dalla perdita di contratti si passa alla perdita di quote di mercato, per le imprese non sarà più possibile mantenere l’occupazione del settore. Già oggi molte imprese stanno utilizzando la cassa integrazione per l’aumento eccezionale dei costi energetici, con il concreto rischio di arrivare a chiusure di siti produttivi, con il coinvolgimento a catena anche dell’intera filiera della successiva stampa e trasformazione. Bloccare la filiera della carta significa anche bloccare l’economia circolare ad essa legata, con il riciclo.

I rinnovi dei contratti di fornitura di gas

Mancano proposte sui tavoli aziendali per rinnovare i contratti di fornitura di gas, nonostante la ricerca da parte delle imprese energivore. Dopo la diversificazione degli approvvigionamenti, per evitare una situazione di crisi più grave, secondo le imprese e i sindacati della filiera di carta e grafica, «non può ignorare questa ultima fondamentale condizione “tecnica”, che può però diventare quella che determina la sopravvivenza di interi comparti industriali».

Premi per chi riduce i consumi

Un altro aspetto che viene considerato fondamentale è introdurre meccanismi di premialità per le imprese più virtuose. Il Piano di contenimento dei consumi gas varato rapidamente, «deve prevedere adeguate compensazioni per le aziende che riducono i consumi di gas - si legge nella missiva -. La programmazione delle riduzioni dei consumi e un sistema adeguato di compensazioni costituiscono strumenti indispensabili per affrontare le eventuali emergenze e non compromettere la competitività dell’industria nazionale».

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