ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl bilancio annuale

Carta grafica, fatturato in crescita ma costi energetici e di materie prime frenano la produzione

Nel primo trimestre del 2022 la situazione si è ulteriormente complicata con il conflitto tra Russia e Ucraina

(industrieblick - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il settore della carta grafica complessivamente il segmento vale 25,3 miliardi, pesa l’1,4% del Pil italiano e vanta 4 miliardi di saldo positivo della bilancia commerciale. Una crescita del 15,7% pari a 3,4 miliardi rispetto al 2020, che riporta il settore sopra i livelli pre-pandemici. Un risultato trainato dalla crescita record del settore cartario, da un ottimo andamento della trasformazione e della produzione di macchine per la stampa e il converting e anche da una buona ripresa del settore grafico editoriale.
«Tale incremento – ha detto il presidente della Federazione Carta Grafica Emanuele Bona nella sua relazione - è frutto certamente di una reale crescita produttiva, ma va interpretato anche tenendo conto del forte aumento dei prezzi che ha caratterizzato tutto il 2021, soprattutto nei mesi finali dell’anno. Incrementi che hanno riguardato in particolare il settore cartaio, che ha tentato di recuperare parte degli ingenti rincari delle materie prime fibrose e soprattutto degli importanti aumenti dei costi di gas ed energia».

La soddisfazione per gli ottimi dati di mercato è certamente mitigata dalle forti preoccupazioni legate allo scenario di mercato: «Rincari energetici, rincari delle materie prime e difficoltà di reperimento delle stesse e, soprattutto, l’incertezza quotidiana in cui ci troviamo ad operare rendono veramente difficili per ciascuno di noi le condizioni per fare impresa. Nel primo trimestre del 2022 la situazione è peggiorata e si è complicata ulteriormente, come conseguenza anche del drammatico conflitto in Ucraina. La soluzione, in alcuni casi e per garantire l’economicità delle nostre aziende, è fermare la produzione. Sempre che la causa del fermo non sia la mancanza di materie prime. Un fatto nuovo e mai visto prima, che però ben evidenzia la gravità di ciò che sta accadendo», ha affermato Bona.

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Le considerazioni sullo scenario hanno portato poi il Presidente di Federazione Carta Grafica a illustrare le richieste della Federazione Carta Grafica in termini di politiche industriali del Governo in merito a tre specifici temi. Questione energetica: «Bene le misure emergenziali, fondamentali e necessarie per garantire la continuità operativa alle nostre imprese, ma occorrono scelte strategiche di politica energetica per creare condizioni competitive nel medio periodo: abbattere, per esempio, le barriere che ancora impediscono di avere in Europa un mercato del gas unico, con accessi a pari condizioni», ha illustrato Bona.

Sviluppo dell’economia circolare: «In Italia abbiamo già superato gli obiettivi 2030 di riciclo degli imballaggi in quasi tutti i materiali. Nella carta, il tasso di riciclo negli imballaggi è oltre l'85% e quasi il 63% delle carte e cartoni prodotti in Italia è realizzato a partire da carta riciclata e nella produzione di cartone ondulato la carta da riciclare è l’unica materia prima. In Europa, occorre far conoscere sempre meglio il nostro modello e difenderlo, evitando che le nuove direttive attese su rifiuti e imballaggi siano in contrasto con l’approccio italiano di politica industriale all'economia circolare che spinge sul riciclo. Come avvenuto con la direttiva sulla plastica monouso, basata su divieti, restrizioni e demonizzazione dei prodotti monouso, anche quelli a base cellulosica, e opportunamente recepita in Italia con giusti correttivi».

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