investimenti esteri

Carta: la tedesca Körber raddoppia in Toscana comprando la Mtc di Porcari

di Silvia Pieraccini


default onloading pic

2' di lettura

La multinazionale tedesca Körber raddoppia la presenza produttiva nel distretto cartario lucchese (dove già possiede l’azienda meccanica leader, Fabio Perini) con l’acquisizione della Mtc di Porcari, perfezionata nelle settimane scorse dopo una lunga trattativa con i due soci Alessandro de Matteis e Andrea Tonini, e si prepara a spingerne lo sviluppo grazie anche all’Industria 4.0. Il valore della transazione non è stato reso noto.
L’azienda toscana che produce macchine per fazzoletti, tovaglioli e salviette di carta, 30 milioni di fatturato, 30% di ebitda e 60 dipendenti, è destinata a rivestire un ruolo strategico all’interno della divisione Körber Tissue guidata da Stefano Di Santo: sia per l’alta redditività; sia per la posizione di leadership mondiale conquistata nella tecnologia del ’piegato’, che sta vivendo una stagione d’oro soprattutto in Cina.

«Il mercato ci ha dato il motivo per muoversi, la Cina ci ha imposto la fretta», spiega Di Santo, che è anche ceo della Fabio Perini. «L’acquisizione di Mtc – aggiunge - ci permette un allargamento della gamma per rispondere alla domanda. Avevamo bisogno di far presto per disporre di questa tecnologia piuttosto complessa, che assicura guadagni più alti e che è particolarmente richiesta in Cina». Si tratta del sistema di interfolding, che piega salviette e carta igienica in modo da poter tirare i fogli uno-dopo-l’altro. In Cina il mercato sta evolvendo rapidamente verso questa tecnologia, sia per il segmento domestico che per quello igienico.
Per Körber significa acquisire l’anello mancante della filiera produttiva del tissue (carta per usi igienici e domestici) già presidiata, grazie alla lucchese Fabio Perini, con le macchine per la trasformazione (converting) delle bobine-madri in rotoli di carta igienica e asciugatutto e con quelle per il packaging. «Già eravamo già gli unici ad offrire converting e packaging per la carta igienica – spiega Di Santo – ora aggiungiamo anche il “piegato” e rafforziamo la posizione del gruppo come produttore della gamma completa, che si sposa perfettamente con l’integrazione della supply chain legata a industria 4.0».

Proprio sulla “rivoluzione” digitale la Fabio Perini – stabilimenti a Lucca, Bologna e in Usa, Cina, Brasile e Giappone, un migliaio di addetti e un fatturato di gruppo che nel 2016 è salito a 300 milioni di euro – ha avviato da un anno un importante progetto (si veda Il Sole 24 Ore del 17 agosto 2016) seguito da un team di 15 persone, che ora sarà allargato a Mtc. L’idea è quella di “far parlare” le macchine di converting con quelle che confezionano il prodotto finito, attraverso un software sviluppato in proprio dall’azienda: un linguaggio comune mirato a introdurre efficienza e risparmio di costi.
Nel frattempo Mtc accrescerà la capacità produttiva all’estero: «Le potenzialità a livello industriale sono molte perché in Cina, in Brasile e in America produrremo le linee Mtc negli stabilimenti Perini», dice Di Santo prevedendo dal nuovo assetto della divisione Körber Tissue un ulteriore sviluppo per la multinazionale tedesca che conta 130 stabilimenti nel mondo e 11.500 dipendenti.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...