Soldi in famiglia

Carte di credito e servizi annessi. Ecco come usarli

di Vitaliano D'Angerio e Marzia Redaelli

3' di lettura

La carta di credito è uno strumento di pagamento molto diffuso ma poco conosciuto per le sue potenzialità, così come per le insidie che può presentare a chi non la utilizza in modo corretto. Nel 2017, considerando le transazioni digitali e quelle effettuate con carte di credito, prepagate e bancomat, sono stati registrati in Italia movimenti per 220 miliardi di euro (+10% rispetto al 2016). Un volume di transazioni realizzato a fronte di circa 24 milioni di carte di credito in circolazione, 53 milioni di carte di debito e 26 milioni di prepagate (fonte Bankitalia e Osservatorio Politecnico di Milano).

Pro e contro

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Il vantaggio principale percepito da chi preferisce la carta di credito rispetto ad altri strumenti di pagamento come il bancomat, per esempio, è quello di posticipare l’addebito sul conto corrente, che avviene 15-20 giorni dopo e per un unico importo. Ma proprio il rinvio del saldo a una data futura (vedi intervista in pagina 6), può far perdere di vista le proprie uscite. Per questo motivo, alcune società emittenti delle carte iniziano a fornire il dettaglio delle spese su applicazioni dedicate scaricabili sul telefono.

La scelta del consumatore

La concessione del credito comporta un rischio per l’emittente, che per tale ragione applica un canone annuo di possesso più alto rispetto a bancomat o prepagate. «La scelta del consumatore – afferma Ettore Pastore, partner della società di consulenza A.T. Kearney – in primis deve essere tra le carte offerte dalle banche che funzionano su circuiti internazionali quali Visa o Mastercard e le carte degli emittenti come American Express o Diners, che danno più servizi ma hanno anche un costo superiore. Però al di là del costo annuo, che talvolta è contenuto in un pacchetto più completo, l’utilizzatore non ha altre spese».

I servizi accessori

Alla carta di credito, poi, sono collegati servizi che l’utilizzatore tende a trascurare, ma che possono fare la differenza soprattutto quando si è in difficoltà. Per esempio, l’estensione degli orari del call center per avere assistenza quando la carta non funziona o se si vogliono avere informazioni sul credito a disposizione; oppure la copertura assicurativa in caso di furti dei beni acquistati; o ancora, per le carte più complete – e costose – l’assistenza sanitaria all’estero o quella stradale in viaggio con l’auto. «Le carte di credito a saldo in Italia propongono una serie di benefici aggiuntivi ai clienti, che possono aumentarne il valore – conferma Alessandro Voci, responsabile studi e indagini di SosTariffe.it –. In particolare, la maggior parte delle carte analizzate (vedi tabella in pagina, ndr), includono polizze assicurative gratuite a protezione degli acquisti e prelievi o, nel caso delle carte gold, assicurazioni per viaggi, assistenza stradale e perfino per la casa. Inoltre, sono quasi spariti alcuni costi che in passato gravavano sul consumatore come la commissione per il rifornimento carburanti».

Tecnologia e semplicità

La tecnologia è un acceleratore dell’utilizzo delle carte. Un utilizzo che aumenta, anche per operazioni di piccolo importo grazie alla semplificazione dei pagamenti, e nonostante il consumatore italiano sia tuttora legato al contante. A dare l’abbrivio a una maggiore disinvoltura nell’utilizzo delle carte, sono in particolare i sistemi che permettono la registrazione istantanea delle transazioni, tramite la semplice apposizione della carta stessa o del telefono sul Pos dell’esercente (Point of sale, il registratore che accredita le somme direttamente sul suo conto corrente). Questa modalità è chiamata «contactless». «L’utilizzo delle carte con la modalità contactless – evidenzia Pastore – l’anno scorso è cresciuto del 150% perché è un sistema di pagamento veloce ed efficiente». L’importo medio per transazione è passato in Italia da 64,5 euro a 62,6 euro, a testimonianza che i pagamenti digitali cominciano a essere utilizzati anche per importi di minore entità. Secondo i dati del Politecnico, le transazioni contactless saranno tra i 50 e i 90 miliardi di euro nel 2020. Della serie: anche gli italiani cominciano ad abbandonare il contante.

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