pagamenti elettronici

Carte di credito: quanto costano e quali sono le più convenienti

Le carte di credito sono gli strumenti in primo piano per i pagamenti digitali, per limitare l’uso del contante in chiave anti-evasione fiscale. Ma quanto costa avere una carta di credito? E quante tipologie ne esistono?

di Biagio Simonetta


Stretta sul contante e superbonus sulle spese pagate con carte e bancomat

4' di lettura

Si parla sempre più spesso di limite al contante e di pagamenti digitali. Un nuovo mondo in cui le carte di credito sono il vero locomotore. Ma quanto costa, oggi, avere una carta di credito? E quante tipologie ne esistono? Un'indagine condotta dal portale “sostariffe.it” ha provato a dare delle risposte, partendo dalle condizioni contrattuali delle principali carte di credito disponibili sul mercato italiano a fine ottobre 2019. In tutto sono state esaminate quattro differenti tipologie di carte.

Carta conto con Iban
La prima tipologia presa è in esame è quella della carta conto con iban. Si tratta di un tipo di carta che non vincola il titolare all’attivazione di un conto corrente. Il vantaggio è proprio non dover accendere un deposito in un istituto di credito, ma avere comunque a disposizione un codice IBAN collegato per fare bonifici o ricevere accrediti.

Secondo lo studio, queste carte si attivano gratis, ma per mantenerle occorre versare – mediamente - un piccolo canone mensile di 5,18 euro. I titolari hanno la possibilità di effettuare circa 60 prelievi al mese gratuiti dagli ATM della banca. I successivi prelievi dagli sportelli della stessa o di altre banche italiane o europee costano in media 20 centesimi.

Diverso invece il discorso per i prelievi da ATM posti all’estero in paesi extracomunitari. In questo caso la commissione sarà pari al 5,20% della somma richiesta.

Questo tipo di carta consente di prelevare ogni giorno circa 457 euro. In media ha un plafond di circa 24.167 euro. Commissioni gratuite sui pagamenti tramite POS in Italia e nel resto del mondo.

CARTE AL POSTO DEI CONTANTI: COSTI, VANTAGGI E SVANTAGGI

Carta revolving (o a rate)
Le carte a rate, chiamate anche carte revolving, consentono di rateizzare il saldo accumulato nel corso del mese. È un po’ come se la banca, attraverso la carta, prestasse una somma al cliente. Quest’ultimo, una volta spesa la cifra ottenuta, dovrà poi restituirla a rate con gli interessi (che dipendono dal contratto sottoscritto).

Questo tipo di carta ha un costo medio di attivazione di 3,30 euro. A cui si andranno ad aggiungere 4,01 euro di canone ogni mese. Le commissioni sul prelievo, in questo caso, sono abbastanza elevate. Dopo i primi 90 prelievi gratuiti ogni mese dallo sportello ATM, infatti, le commissioni salgono. Prelevando all’ATM della banca emittente, la commissione è pari al 3,31% della somma richiesta. Percentuale che sale al 3,45% se lo sportello appartiene a un istituto di credito diverso.

Nei Paesi Ue, la percentuale sale ancora, al 3,61%. Fuori dall’Europa, invece, si va in media al 5,15% dell’importo prelevato. Con le carte revolving ogni giorno si possono prelevare in media 456 euro su un plafond complessivo di 10.156. Sono gratuite le commissioni per l’acquisto con il POS sia in Italia che nel resto d’Europa. Ma nei paesi extra Ue il tasso di interesse sui pagamenti si aggira intorno all’1,35 per cento.

Carta a saldo
Le carte di credito definite “a saldo” in genere si abbinano a un conto corrente bancario o postale. La cifra mensile da usare viene detratta dal conto abbinato senza interessi aggiuntivi, entro la prima metà del mese successivo.

Questo tipo di carta si attiva pagando, in media, 2,57 euro. A questa somma dobbiamo aggiungere un canone mensile medio di 6,30 euro. I titolari di questo tipo di carta possono contare su 90 prelievi ATM gratuiti inclusi ogni mese. Dopodiché dovranno farsi carico di commissioni elevate su ciascun prelievo.

Per chi attinge allo sportello della propria banca la commissione si aggira in media intorno al 3,31% della somma prelevata. Percentuale che lievita al 3,54% se l’ATM è di un altro istituto di credito.

Si arriva al 3,65% quando si preleva all'estero nei paesi dell'Unione Europea. Mentre chi prova a prelevare in uno Stato al di fuori dell'Ue dovrà versare il 5,10% di commissione. Il massimale giornaliero di prelievo è 607 euro, su un plafond medio complessivo molto ampio, pari a 26.489 euro.

Carta prepagata o ricaricabile
Le carte prepagate sono strumenti di pagamento agili. Uno dei loro principali vantaggi è che non devono essere necessariamente abbinate a un conto corrente. Si ricarica l’importo desiderato volta per volta, a seconda delle proprie necessità di spesa. Il loro costo di attivazione si aggira in media sui 5,57 euro.

In compenso il canone mensile è quasi gratuito: in media 0,61 euro. Sono compresi 75 prelievi gratuiti ogni mese. Superata questa soglia bisognerà farsi carico delle commissioni: in media 0,43 euro per chi preleva allo sportello della banca emettitrice (1,88 euro su ATM di altre banche). È pari a 1,87 euro, invece, la commissione per chi vuole prelevare all'estero in un Paese dell'Unione Europea.

Fuori dall’Ue, le commissioni si aggirano in media intorno all’1,62% della somma prelevata (oppure 4,18 euro a prelievo). Per le ricaricabili il massimale di prelievo giornaliero è pari a 567 euro, a fronte di un plafond di 11.316. Per fortuna le commissioni sugli acquisti tramite POS sono gratuite sia in Italia che nel resto d’Europa. Solo se si fa shopping in paesi non aderenti all’Ue si versa una commissione pari all’1,04% della spesa.

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