FISCO

Cartelle, avvisi e contestazioni: pronti a partire oltre 50 milioni di atti sospesi

Nel Milleproroghe nessun ulteriore stop alle notifiche. Tra le soluzioni allo studio la rottamazione-quater, un nuovo saldo e stralcio o una rateizzzazione più lunga

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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Nel Milleproroghe nessun ulteriore stop alle notifiche. Tra le soluzioni allo studio la rottamazione-quater, un nuovo saldo e stralcio o una rateizzzazione più lunga


3' di lettura

La sospensione delle cartelle esattoriali non rientra tra le mille proroghe del decreto di fine anno. Il Governo e i comuni riaccenderanno dalle prossime ore i motori della riscossione coattiva e non solo.

Anche l’agenzia delle Entrate riavvierà la macchina per notificare atti di accertamento, pignorare stipendi e conti correnti e, per contribuenti con debiti superiori a mille euro, bloccare la possibilità di compensare eventuali crediti d’imposta. Tutto questo non accadrà nell’immediato anche perché la mole di atti da notificare non rappresenta soltanto un tema economico ma soprattutto di ordine pubblico.

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Una pioggia di atti

A conti fatti gli atti da inviare a cittadini e imprese a partire dai prossimi giorni sono circa 34 milioni targati Riscossione a cui se ne aggiungono altri 16 milioni delle Entrate per un totale dunque di almeno 50 milioni di atti. Che se notificati nei prossimi 12 mesi rappresentano una pioggia di 4 milioni di documenti che andrebbero a intasare l’attività ordinaria degli uffici postali e di quelli del Fisco. Il tutto sempre in piena crisi sanitaria da Coronavirus con le regole del distanziamento da rispettare.

Rischio shock per le imprese

Sul versante finanziario è comunque indiscutibile che la notifica di 50 milioni tra avvisi e cartelle, come hanno fatto notare anche ieri le opposizioni, rappresenti un vero e proprio shock per il sistema produttivo e per i cittadini già provati dalla forte crisi economica legata alle misure anti Covid-19. La ripresa si presenta in salita per tutti sia se la si guarda dal lato contribuenti sia se la si affronta guardando all’impatto sull’amministrazione. Per questo tecnici e Governo stanno studiando possibili vie di uscita.

Soluzioni possibili

Le opzioni su cui si starebbe ragionando sono più di una: una nuova edizione della rottamazione delle cartelle chiedendo ai contribuenti di saldare i propri debiti con fisco, comuni ed enti di previdenza senza pagare sanzioni e interessi; in alternativa alla rottamazione-quater potrebbe essere valutata una riedizione del saldo e stralcio che cancella tout court il debito entro un certo limite; sul tavolo anche l’idea di una rateizzazione molto più ampia rispetto agli attuali 10 anni consentendo così di spalmare il debito nel tempo. Ci sarebbe poi, infine anche la possibilità di allungare i termini di accertamento su cui però Parlamento e Governo, dopo la levata di scudi di associazioni di categoria e dei professionisti, a fare marcia indietro subito nel corso dei lavori di conversione in legge del decreto «Cura Italia».

Il nodo notifiche

Tutte le ipotesi però presentano sempre un peccato all’origine: i contribuenti non sanno di essere debitori perché sia la riscossione che le Entrate non hanno notificato atti fino al 31 dicembre scorso. Prima occorrerebbe notificare e poi procedere con una delle possibili soluzioni ipotizzate. Ma si tornerebbe al punto di partenza ossia quello d’ordine pubblico e di uffici chiamati a gestire non meno di 4 milioni di atti al giorno.

In attesa di una decisione la ripresa della riscossione coattiva ripartirà da dove i contribuenti italiani morosi erano rimasti prima dell'esplosione del Covid-19: dalle notifiche degli atti lavorati e datati marzo 2020.

Il calendario

Si ripartirà dunque da marzo con l’obiettivo di chiudere il nuovo arretrato nell'arco dei prossimi 12 mesi. In sostanza la ripresa della riscossione seguirà due canali: la notifica delle nuove cartelle datate 2021 sarà accompagnata dall’invio degli atti fino ad oggi sospesi e datati 2020. Secondo un principio di gradualità che seguirà l’ordine cronologico di lavorazione degli atti da recapitare. Per contribuenti e uffici, dunque ancora qualche giorno di pace prima della tempesta di atti, cartelle e avvisi del Fisco.

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