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Cartelle, stop alle notifiche fino al 31 agosto ma si paga la pace fiscale

Resta, per ora, l’obbligo di versare le rate 2020 della pace fiscale: quattro della rottamazione-ter e due del saldo e stralcio. Si paga il 2 agosto

di Marco Mobili, Giovanni Parente

Lavoro e fisco: dai licenziamenti allo stop al cashback, al rinvio delle cartelle al 31 agosto

3' di lettura

Un’altra estate (la seconda) senza notifica di nuove cartelle e senza dover saldare il conto di quelle che erano state già notificate prima del lockdown. Resta invece (almeno per ora) l’obbligo di versare le rate 2020 della pace fiscale (quattro della rottamazione-ter e due del saldo e stralcio) entro il 2 agosto (la scadenza sarebbe il 31 luglio ma slitta al lunedì successivo). Stop alla compensazione (a favore del fisco) dei rimborsi da erogare con i debiti iscritti a ruolo. Anche in questo caso, come per lo stop alle notifiche, la deadline è quella del 31 agosto.

Sono i punti principali del capitolo riscossione del decreto legge approvato ieri in Consiglio dei ministri, che sposta anche in avanti al 31 luglio il termine entro cui i Comuni devono approvare i Piani economico finanziari e le tariffe della Tari 2021 (si veda quanto anticipato dal Sole 24 Ore del 26 giugno). Tornando, invcece, al tema delle cartelle, il Governo dopo il forte pressing soprattutto dei partiti dell’ala destra della maggioranza sceglie di proseguire sulla strada del “congelamento” sia delle attività di notifica che dei pignoramenti presso terzi.

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Ancora ferme 60 milioni di cartelle

In pratica, agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) terrà ancora fermi 60 milioni di cartelle che si sono cumulate dal primo lockdown di marzo 2020. Con l’intervento nel nuovo decreto legge, la data di ripresa degli invii ai contribuenti è quella del 1° settembre 2021. Resta da definire la modalità con cui si tornerà a notificare anche per evitare l’effetto “valanga” sui contribuenti e considerando che poi andrà gestito anche il pacchetto di notifiche dei mesi successivi.

Forse però l’impatto più pratico ce l’hanno i differimenti che riguardano i contribuenti che, prima del lockdown di marzo 2020, avevano già ricevuto una cartella e che quindi devono saldare l’importo o delle rateazioni già richieste o dell’intero debito. In questo caso , il termine ultimo per i versamenti diventa il 30 settembre. E anche qui, però, c’è un problema di cumulo. Ad esempio, chi ha un piano di dilazione e non ha versato neanche una rata nel periodo di sospensione si troverà a dover recuperare addirittura 16 tranche. Un problema che Governo e Parlamento si stanno già ponendo ma che come unico sbocco legislativo ha una modifica in grado di “diluire” su più tempo le rate accumulatesi. Modifica che però comporta necessariamente delle coperture finanziarie da reperire.

La scadenza del 2 agosto resta fuori dal pacchetto di rinvii

Restando in tema di versamenti, per ora resta fuori dal pacchetto di rinvii la scadenza del 2 agosto delle rate 2020 della pace fiscale. La scadenza che - grazie al margine di tolleranza dei cinque giorni e dei sabati e delle domeniche che intercorrono - può essere onorata comunque entro il 9 agosto senza incappare nella tagliola della decadenza dalle due sanatorie potrebbe però essere oggetto di un’ulteriore riflessione in sede parlamentare.

Del resto, essendo ancora aperta la conversione del decreto Sostegni-bis che dovrà essere approvata entro il 24 luglio, ci sono tutti i margini per arrivare ancora a un emendamento che differisca i termini. Tutto sta a trovare una quadra nella maggioranza anche a seguito delle verifiche necessarie sulle coperture.

Intanto tra i differimenti previsti dal Dl c’è anche l’ulteriore stop ai pignoramenti di stipendi e pensioni. Anche in questo caso fino al 31 agosto la Riscossione non potrà attivare il blocco della busta paga o del rateo previdenziale dei contribuenti morosi che non hanno onorato il proprio debito.

Da segnalare poi che viene colmata una lacuna nelle sospensioni che non era stata oggetto di un’ulteriore proroga nel decreto Sostegni-bis. Si era fermata, infatti, al 30 aprile la norma che non consentiva al Fisco di compensare gli eventuali rimborsi spettanti ai contribuenti con i debiti iscritti a ruolo. Ora invece anche questo termine viene esteso al 31 agosto, con la conseguenza di fatto che chi riceverà il rimborso del 730 tra luglio e agosto non se lo vedrà decurtare degli importi che ancora deve alla riscossione come destinatario di somme iscritte a ruolo.

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