LA PRECISAZIONE DELLE ENTRATE

Cartelle, si potranno cancellare anche quelle superiori a mille euro

di Marco Mobili e Giovanni Parente


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3' di lettura

Il singolo debito e non l'importo complessivo della cartella che il contribuente si trova in mano o nei cassetti. La cancellazione automatica contenuta nel decreto fiscale per quelli che tecnicamente si chiamano carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2010 potrà riguardare anche cartelle che complessivamente superano i mille euro. Insomma, in questo caso la somma non fa il totale. Questo perché in una cartella potrebbero esserci singole posizioni di debito la cui somma oltrepassa il tetto previsto per lo stralcio in automatico da effettuare entro fine anno. Facciamo un esempio. Il contribuente che ha in mano una cartella “datata” 2010 composta da un debito di 300 euro per Irpef comprensivo di interessi e sanzioni (ipotizziamo relativa all'anno d'imposta 2006), un debito di altri 300 euro per Irpef (questa volta per il 2007) e un debito Irap di 500 euro, si vedrà comunque annullare in automatico tutta la cartella anche se il totale è pari a 1.100 euro. Una precisazione giunta dai tecnici dell'agenzia delle Entrate a margine dell'audizione del direttore Antonino Maggiore al Senato sul decreto fiscale.

La dichiarazione integrativa speciale

La dichiarazione integrativa speciale «può anche avere successo, perché è un ravvedimento operoso più conveniente» ma «l’appeal della misura risente dei condizionamenti» della norma che non prevede «sanatoria penale» e ha «limitata base imponibile integrabile», e «esclude le disponibilità all’estero». Così il direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore in audizione in commissione Finanze del Senato sul decreto fiscale, sottolineando che non si possono fare stime di gettito perché «manca l’elemento di confronto per fare una stima». Chiarimenti anche sulla rottamazione ter che imbarca anche i terremotati del centro Italia senza obbligo di passare alla cassa per il saldo delle rate 2018 (scadenza il 7 dicembre prossimo). Al legislatore il compito, invece, di chiarire meglio la punibilità della dichiarazione fraudolenta per chi aderisce all’integrativa speciale.

Eventi sismici nel Centro-Italia

Vecchie rottamazioni con pagamento in 10 rate per le aree del Centro Italia colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017. I contribuenti dei territori colpiti dalle scosse del terremoto che hanno presentato istanza di adesione alla prima o alla seconda rottamazione, ha spiegato Maggiore in Commissione, potranno pagare tutte le somme dovute in 10 rate a partire dal 31 luglio 2019 sulle quali dal 1° agosto 2019 si applicheranno gli interessi al tasso dello 0,3% annuo oppure in alternativa in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019. Inoltre entro il 30 giugno 2019 senza alcun adempimento a carico dei debitori interessati l’agente della riscossione invierà al debitore interessato una comunicazione ad hoc.

A breve i modelli per la rottamazione-ter

Intanto l’agenzia Entrate -Riscossione, precisa il direttore Maggiore, è pronta per far partire l’intera macchina della rottamazione-ter. Entro il prossimo 13 novembre l’Agenzia renderà disponibile, presso i propri sportelli e sul sito internet istituzionale, la modulistica necessaria per la presentazione della richiesta di adesione alla nuova definizione agevolata delle cartelle.

Le liti pendenti
Maggiore ha anche precisato i possibili effetti della sanatoria sulle liti pendenti: «Oltre a condividere con altri strumenti della cosiddetta pace fiscale l’obiettivo di ridurre le conflittualità nel rapporto intercorrente tra contribuente e Fisco, persegue anche un intento deflattivo del contenzioso tributario, essendo essa volta, altresì, a ridurre le controversie pendenti innanzi alle commissioni tributarie e, soprattutto, a liberare la Corte di cassazione dall’esame di un ingente numero di ricorso». Inoltre «sotto tale profilo - ha aggiunto - si evidenzia che detta definizione è stata, infatti, limitata alle controversie in cui è parte l’Agenzia, le quali rappresentano la preponderante quantità dei giudizi instaurati innanzi sia alla Cassazione sia alle commissioni tributarie».

Interessate 12 milioni di cartelle
La cancellazione delle microcartelle riguarderà 12 milioni di posizioni, secondo quanto affermato proprio dal direttore Maggiore alle domande dei giornalisti fuori dalla commissione Finanze del Senato. Si tratta di una misura su cui «la relazione tecnica al decreto fiscale fa una stima di perdita di gettito per circa 500 milioni in 5 anni rispetto a carichi affidati per circa 32 miliardi». D'altra parte, però, «parliamo di eliminare 12 milioni diposizioni che è un grande vantaggio in termini funzionali per l'Agenzia» che deve comunque «svolgere una attività su queste posizioni per evitare che vadano in prescrizione» con la prospettiva di «recuperi molto bassi».

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