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Cartolarizzazioni, arriva la guida Aiaf per non perdere la bussola fra gli Npl

di Maximilian Cellino

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3' di lettura

Cartolarizzazioni: a volte basta la semplice parola per incutere timore nel pubblico non specializzato, per la complessità di questa tipologia di obbligazioni costruita utilizzando titoli di diverso genere a garanzia del prestito e anche perchè questo strumento continua, a ragione o torto, a essere identificato con la grande crisi finanziaria del 2007-2008, iniziata dai mutui subprime e culminata con il fallimento di Lehman Brothers. Anche per questo motivo Aiaf, l’associazione italiana degli analisti e consulenti finanziari, ha pubblicato un vero e proprio manuale che spiega i complessi meccanismi destinato in prima battuta agli operatori di mercato.

Un manuale per colmare le lacune informative
Obiettivo del quaderno numero 174 pubblicato dall’Associazione, che viene presentato al pubblico oggi a Milano presso la sede di Arca Fondi Sgr, è diffondere le conoscenze necessarie ad affrontare uno strumento tecnicamente complesso, che richiede competenze specialistiche ed elevata capacità di analisi. «Si tratta del primo e unico lavoro che si occupa di spiegare dalla a alla z cosa sono le cartolarizzazioni e che si propone da una parte di colmare la carenza di informazione che su questo tema continuano ad avere gli operatori e dall’altra di fissare esso stesso gli standard dell’analisi finanziaria», ha spiegato a Il Sole 24 Ore Alberto Borgia, presidente Aiaf, sottolineando anche la crescente l’importanza delle cartolarizzazioni nella soluzione dell’annoso problema delle sofferenze delle banche italiane.

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Obiettivo: i «tecnici» dei bond, ma anche gli investitori
Destinatari ideali della guida sono in primo luogo gli analisti che strutturano i singoli prodotti, chiamati al difficile compito di valutare i portafogli di crediti che entrano a far parte del collaterale, ma in seconda battuta anche chi si occupa delle cartolarizzazioni con l’occhio dell’investitore. «Fino a qualche anno fa i gestori potevano permettersi anche di ignorare questi strumenti, ma negli ultimi anni nel nostro Paese il mercato ha obiettivamente guadagnato importanza ed è da guardare con estremo interesse come già avviene in ambito internazionale», conferma Luigi Bussi, socio Aiaf e fra gli estensori materiali del quaderno.

LE CARTOLARIZZAZIONI IN EUROPA

Volumi di emissioni dal 2001. Valori in miliardi di euro<br/>(Fonte: Elaborazione AIAF su dati Securitisation Data report di AFME)

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Se a livello europeo il mercato delle cartolarizzazioni rimane ancora ben lontano dai picchi raggiunti pre-crisi (lo scorso anno sono state emessi bond per 237,6 miliardi di euro contro gli 818,7 miliardi del 2008), a livello nazionale la situazione è più variegata. Partito in ritardo rispetto ad altri Paesi, dal 2001 il mercato italiano si è attestato su operazioni annue superiori a 30 miliardi di euro che lo hanno collocato tra i più attivi in Europa. Il livello massimo è stato raggiunto nel 2012 (126,2 miliardi) e successivamente i livelli si sono mantenuti sostenuti, anche perché le banche hanno utilizzato questi titoli per creare collaterale da presentare poi agli sportelli Bce per ottenere in cambio fondi nelle varie operazioni di rifinanziamento. «Sotto questo aspetto - aggiunge Bussi - quello che a lungo è stato demonizzato come il peggiore dei mali ha in realtà dato un contribuito rilevante a salvare il mercato bancario».

LE CARTOLARIZZAZIONI IN ITALIA

Evoluzione delle emissioni per tipo di collaterale utilizzato. Dati in miliardi di euro<br/>(Fonte: Elaborazione AIAF su dati securitization.it)

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Il ruolo delle cartolarizzazioni risulta però essere ancora più decisivo nella necessaria fase di smaltimento dei poco meno di 200 miliardi di sofferenze lorde che tuttora appesantiscono i bilanci degli istituti di credito italiani. Tanto che a livello legislativo si continua a intervenire sulla legge 130 del 1999 che le ha istituite, in modo da rendere più agevole la creazione di strumenti che permettano lo smaltimento della zavorra Npl. «Negli ultimi anni la cartolarizzazione si è già dimostrata uno strumento formidabile per favorire la cessione di crediti», conferma Borgia, che non dimentica però l’importanza ai fini del buon esito dell’intero processo delle capacità del soggetto che poi materialmente si trova a gestire l’asset creato. «Il ruolo di chi si occupa del recupero dei crediti - spiega ancora Borgia - e il modo in cui questo processo viene portato avanti è straordinariamente rilevante: in genere si tratta di fondi o banche di investimento di matrice estera, che però trovano difficoltà nell’affrontare un mercato dove i tempi medi sono molto più lunghi se confrontati, per esempio, a quelli dei Paesi anglosassoni». Il questo senso il quaderno Aiaf potrebbe rivelarsi uno strumento utile anche per loro.

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