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Cartolarizzazioni, il mercato si inceppa nel 2022. Ma Intesa guadagna spazio

I volumi delle operazioni «sintetiche» si sono ridotti di oltre un terzo a 50 miliardi negli ultimi 12 mesi. La banca italiana ha però raggiunto una quota del 30% del mercato. Nel 2023 lo scenario incerto continuerà a premiare gli operatori con relazioni più consolidate con gli investitori

di Maximilian Cellino

(Adobe Stock)

3' di lettura

Oltre un terzo delle attività in meno negli ultimi 12 mesi. Il fenomeno non sorprende certo quando il periodo in esame è il 2022 che tutti abbiamo appena vissuto e il mercato osservato è di per sé complesso e difficile come quello delle cartolarizzazioni sintetiche, che ha appunto visto ridursi a circa 50 miliardi di euro dai circa 80 miliardi dell’anno precedente i volumi delle operazioni realizzate a livello europeo.

Bilancio in chiaroscuro

Non tutti hanno però necessariamente subito gli effetti dell'incertezza dello scenario macroeconomico e di condizioni di maggiore volatilità sul mercato dei capitali, Intesa Sanpaolo ha per esempio accelerato, perfezionando sei nuove operazioni per la copertura delle prime perdite di portafogli di finanziamenti a famiglie e imprese. Il loro ammontare ha raggiunto circa 15 miliardi e coperto quindi approssimativamente il 30% del volume complessivo delle cartolarizzazioni sintetiche realizzate nell’area euro.

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Le ultime tre operazioni in ordine di tempo, per le quali Imi-Cib ha agito in qualità di arranger, sono state finalizzate proprio nel quarto trimestre: hanno riguardato rispettivamente un portafoglio di circa 8 miliardi di finanziamenti verso 5.000 imprese corporate per un importo complessivo fra i più rilevanti in Europa l’anno passato; la prima operazione di trasferimento del rischio su un portafoglio di 2,3 miliardi di finanziamenti corporate e project finance in ambito infrastrutturale con il migliore Esg score; la prima operazione di cessione, per finalità di ottimizzazione del capitale, di un portafoglio di 4 miliardi di crediti in bonis rivenienti da contratti di leasing.

L’avanzata di Intesa

Anche per effetto di queste transazioni, Intesa Sanpaolo ha potuto ottimizzare l’utilizzo del capitale economico e regolamentare anche a supporto delle proprie attività di lending: nel corso del 2022 sono state liberate risorse per circa 10 miliardi, che si sono rese disponibili per nuovi finanziamenti a favore di famiglie e imprese. È stato fatto un ulteriore passo in avanti con il programma Garc (Gestione Attiva Rischi di Credito), che resta un importante strumento di capital management del Piano d’Impresa 2022-2025 del gruppo e nel cui ambito sono state ormai realizzate operazioni di trasferimento del rischio di credito per un ammontare complessivo di oltre 28 miliardi di portafoglio outstanding.

«In un contesto di mercato particolarmente complesso come quello che ha caratterizzato l'anno appena trascorso, la credibilità acquisita da Intesa Sanpaolo come originator di questa tipologia di operazioni ha permesso di intensificare le attività di credit portfolio management, potendo anche contare sulla relazione ormai consolidata con una larga base di investitori che hanno valorizzato nel tempo le performance del programma», sottolinea Biagio Giacalone, che di Intesa Sanpaolo dirige l’unità di Active Credit Portfolio Steering, facente capo all’Area Cfo guidata da Stefano Del Punta.

Le attese per il 2023

L’impressione è che il 2023 appena iniziato possa per molti aspetti riproporre le dinamiche dell’anno ormai alle spalle: «Permane una situazione di incertezza – avverte Giacalone - che potrebbe determinare una maggiore selezione da parte degli investitori in termini di banche originator e caratteristiche dei portafogli creditizi, con particolare e rinnovata attenzione ai rischi di concentrazione e ai settori più impattati dal contesto macroeconomico e geopolitico».

In termini di volumi è quindi possibile prevedere livelli in linea con quelli appena ricordati, anche in considerazione del fatto che diverse operazioni già programmate delle banche europee nel 2022 erano state rimandate proprio a causa delle complesse condizioni di mercato. Per le realtà più attive nella gestione dinamica del rischio di credito è un a nuova occasione per guadagnare spazio sul mercato e allargare la base di investitori coinvolti nelle operazioni di cartolarizzazione sintetica.

Riproduzione riservata ©
  • Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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