sanità e fake news

Cartone al posto del gesso, l’ospedale di Reggio Calabria: avviata indagine interna

di Donata Marrazzo

Fake news: la bufala del cartone al posto del gesso all'ospedale di Reggio Calabria

3' di lettura

«Ora è necessario un chiarimento, urgono delle precisazioni». Frank Benedetto, direttore generale del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria “Bianchi Melacrino Morelli” torna sulla notizia del cartone utilizzato nel reparto di Ortopedia per curare le fratture. E annuncia l’avvio di un’indagine interna.

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Bendaggi di emergenza durante i soccorsi
I casi saliti all’onore della cronaca nella giornata di ieri, rilanciati dai social e poi dai media tradizionali – le immagini di arti fratturati e steccati con del cartone –, sarebbero in realtà bendaggi di emergenza applicati durante i primi soccorsi sui quali «la Direzione sanitaria ha avviato una doverosa inchiesta interna al fine di accertare eventuali responsabilità che saranno perseguite ai fini disciplinari», si legge nella relazione del direttore Benedetto.

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Ma l’indagine è finalizzata anche a perseguire ipotesi diverse, «comportamenti che avrebbero tentato di danneggiare l’immagine dell’ospedale».


Reggio Calabria, la lettera del direttore generale: indagine interna

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Ricognizione dei Nas
È in corso una ricognizione dei Nas, richiesta oltre che dalla ministra Giulia Grillo, dalla Regione Calabria, che accerterà tutti i passaggi. Si attende il verbale. Il direttore sanitario Frank Bendetto conosce nel dettaglio i fatti e si dice sereno. Il clamore è coinciso con la visita ad alcune strutture sanitarie in Calabria del sottosegretario alla Salute Maurizio Fugatti.

Applicazione di valva gessata di posizione
L’ultimo caso segnalato, sul quale sono in corso ulteriori approfondimenti, riguarda una donna giunta in ospedale la mattina del 30 luglio, soccorsa sul luogo dell’incidente dal 118. «Considerato che l’ambulanza aveva necessità di rispondere a un’altra chiamata urgente, il tutore di metallo è stato rimosso dagli stessi operatori sanitari e sostituito con una fasciatura provvisoria - si legge nella comunicazione ufficiale della direzione generale dell’ospedale –. La paziente è stata inviata in radiologia con immobilizzazione temporanea eseguita con cotone di Germania e cartone, quindi radiotrasparente. Tutto ciò è avvenuto nell’arco di 20 minuti, al fine di privilegiare la rapidità dell’esame diagnostico radiologico per assicurare il tempestivo trattamento specialistico. Successivamente la paziente effettuava consulenza ortopedica nell'ambito della quale veniva rimossa l'immobilizzazione provvisoria e veniva applicata valva gessata di posizione presso la Uoc Ortopedia, dove tutt'ora è degente». Oggi forse verrà dimessa.

Foto virali di arti steccati con cartone
Le prime foto virali che sono circolate sul web di un arto ingessato con il cartone si riferiscono invece «a un paziente di sesso maschile giunto al triage alle ore 9,32 del 28 luglio - dice ancora il documento dell’ospedale –, già immobilizzato sul luogo dell'incidente con cartone, come dichiarato dallo stesso paziente al direttore della Uoc Ortopedia alla presenza dei suoi collaboratori». Era in bicicletta quando è stato investito da un’auto. È stato soccorso in strada dal conducente e da alcuni passanti che lo hanno immobilizzato.
Accompagnato e codificato in pronto soccorso con codice giallo, il paziente veniva visitato alle 9,35, sottoposto a visita di pronto soccorso, Ecg ed esami radiografici. Si precisa che l«immobilizzazione provvisoria con cartone con cui era giunto non è stata rimossa per non provocare ulteriori dolori al paziente e poter effettuare le radiografie senza interferenze». È stato fatto successivamente, dopo il ricovero in reparto, con l'applicazione di valva gessata di contenimento. E successiva trazione transcheletrica.
La terza foto che gira sui social si riferisce all'immobilizzazione di una spalla: «Ma è un vecchio caso di alcuni anni fa – spiega Benedetto – di cui ancora non conosciamo i particolari».

Ortopedia h24
Quanto alle notizie sull’attività a tempo ridotto della Uoc di Ortopedia (chiude alle 20, è stato riferito alla stampa), « non è per nulla vero – viene specificato nella relazione -. È vero l’esatto contrario, che l’Unità di Ortopedia è operativa H24 e dispone di 30 posti letto di ricovero, con 2 dirigenti medici reperibili per le urgenze nelle ore notturne». Il direttore sanitario, che è medico cardiologo, si sente profondamente mortificato da come sono stati riferiti i fatti: «Abbiamo aperto la cardiochirugia – spiega Benedetto - che ora opera a pieno regime, la chirurgia robotica, quella toracica, rinnovato il pronto soccorso che oggi è di 1700 mq e i tempi di attesa sono nella media nazionale, l'ortopedia realizza 1200 interventi l'anno, il presidio di oncoematologia è passato da 90 a 150 preparazioni giornaliere. Serviamo un bacino di 500mila utenti. A chi serviva tutto questo inutile clamore?».

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