SCANDALI

Casa Bianca, lascia alto funzionario accusato di violenza contro le donne

di Marco Valsania

(Afp)

2' di lettura

NEW YORK - Accuse di violenza contro le donne fanno cadere una testa eccellente nell'entourage della Casa Bianca. Uno stretto collaboratore di Donald Trump e del suo capo di gabinetto John Kelly ha annunciato le sue immediate e improvvise dimissioni dopo che le sue due ex mogli hanno denunciato pubblicamente abusi. Rob Porter, 40 anni, è lo “staff secretary”, uno dei responsabili organizzativi chiave della White House. Ha negato le accuse come «assurde e false». La portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee, ha caratterizzato la decisione dell'ex staffer di senatori repubblicani come «personale».

Le due donne che lo accusano hanno parlato al Daily Mail. Jennifer Willoughby, la seconda moglie, ha denunciato quella che ha definito come la sua esplosiva rabbia e rivelato che aveva chiesto un ordine protettivo contro di lui nel 2010, quando si erano separati. La prima moglie, Colbie Holderness, ha dichiarato che Porter era «fisicamente, verbalmente e emotivamente» violento. Holderness ha anche fornito foto al sito The Intercept nelle quali ha il volto visibilmente gonfiato da botte e che sarebbero state scattate durante una vacanza della coppia in Italia.

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Porter è stato difeso, oltre che dalla Casa Bianca, dal chief of staff, l'ex generale Kelly, che si sta facendo fama di duro dopo iniziali ipotesi che fosse invece un moderato. Nei giorni scorsi è finito lui stesso nella bufera per i toni usati contro gli immigrati: ha definito i Dreamers, i clandestini arrivati da bambini, che non hanno finora presentato richiesta di legalizzazione per paura di espulsione, «pigri» e incapaci di «alzare il c… dalla poltrona».

Secondo indiscrezioni, Porter sarebbe ora in una relazione con il direttore della Comunicazione della Casa Bianca Hope Hicks, a sua volta diventato di recente personaggio controverso: ex modella e dipendente della società immobiliare di Trump, era stata definita dall'ex stratega Steve Bannon «ottusa come una pietra» per possibili ostruzioni della giustizia nello scandalo Russiagate. In particolare sue e-mail fsnno sospettare tentativi di insabbiare incontri del figlio di Trump, Donald Jr., con emissari di Mosca.

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