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Casa Boschi Di Stefano: da Skira la guida ragionata

Curata da Maria Fratelli la riedizione di questa guida alla più emblematica collezione e sintesi del gusto, vezzi e status della borghesia milanese del secolo scorso

di Stefano Biolchini

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Curata da Maria Fratelli la riedizione di questa guida alla più emblematica collezione e sintesi del gusto, vezzi e status della borghesia milanese del secolo scorso


2' di lettura

“Fra i collezionisti milanesi del xx secolo i coniugi Boschi Di Stefano occupano una posizione particolare. Il loro carattere principale dalla coerenza del disegno complessivo. Per oltre 50 anni Antonio e Marieda Boschi hanno raccolto con puntiglio le diverse espressioni dell’arte italiana a loro contemporanea e quasi solo di questa così che l’insieme delle opere costituisce una testimonianza vasta e organica dell’evoluzione delle arti figurative nel nostro paese nei decenni cruciali del secolo scorso”. Ezio Antonini, presidente della Fondazione Boschi Di Stefano, introduce così alla collezione nel catalogo dedicato a questa abitazione emblematica del gusto, dei vezzi e e degli status della borghesia milanese di un tempo che ormai fu. Perché questa residenza “appena dietro una delle più note vie milanesi, corso Buenos Aires”, oltre che strumento imprescindibile per addentrarsi nella vasta quadreria, è una sintesi perfetta dell’abitare di un’epoca prima che sede di una collezione imperdibile.

Guida Skira

La guida Skira “Casa Boschi Di Stefano” a cura di Maria Fratelli si mostra come strumento imperdibile per avvicinarsi alle scelte di questi due collezionisti militanti, vero emblema del processo di definizione dei valori del Novecento . “”Non hanno figli, convivono con i loro gatti...e con el loro opere d’arte...La ricchezza di Antonio Boschi nasce dal suo lavoro come ingegnere meccanico alla Pirelli e da una serie di importanti brevetti tra cui il giunto di trasmissione che porta il suo nome,. alla sua passione per la musica si somma quella di Marieda per la pittura”, spiega Fratelli, analizzando come anche l’amicizia su tutti con Sironi e Lucio Fontana faranno la differenza per molte delle loro scelte.

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E ancora “ Al secondo piano della palazzina progettata da Piero Portaluppi, arredato e presentato al pubblico quale esemplificazione del gusto dell'abitare della borghesia milanese del Novecento, sono esposte circa trecento delle oltre duemila opere da loro raccolte tra gli anni venti e gli anni settanta del secolo scorso.Una selezione di poche centinaia di pezzi tra dipinti, sculture e disegni,arricchita inoltre dalle altre passioni collezionistiche dei coniugi Boschi Di Stefano: quelle per tappeti, violini e oggetti di culture extraeuropee.

Da tre anni è stata inoltre riaperta al piano terra del palazzo l'ex scuola di ceramica di Marieda Di Stefano, con le stesse funzioni di allora: spazio creativo e spazio espositivo dove proporre approfondimenti su artisti e situazioni presenti nella collezione.

La riedizione di questa guida si compone di due parti: la prima presenta l'attualità della Casa Museo e la straordinarietà della sua collezione; la seconda la Casa Museo quale centro promotore di artisti e di opere com'era già allora.

Casa Boschi Di stefano, a cura di Maria Fratelli, Skira, pagg. 175, euro 15

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