acquisto residenziale

Casa, ecco dove funzionano gli incentivi per spingere gli acquisti dall’estero

La misura ha avuto successo in Paesi come la Spagna e il Portogallo. In Grecia molti i cittadini cinesi in arrivo per acquistare immobili a partire da 250mila euro e avere la residenza. In Italia, invece, la Flat tax immobiliare ha avuto poco successo. E scarso effetto sui prezzi

di Paola Dezza


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(© McPHOTO)

4' di lettura

Appartamenti di lusso in Piazza di Spagna a Roma, case sul Lungarno a Firenze o ville sul lago (di Como preferibilmente) sono alcune soluzioni ricercate dagli acquirenti stranieri che hanno scelto di acquistare casa e spostare la residenza in Italia. In tutto però le cifre si fermano a qualche centinaia. È stata, infatti, una misura di successo contenuto quella adottata dall’Italia sulle tasse fisse (flat tax si è chiamata in una prima fase) legata alla residenza nel nostro Paese per gli stranieri.

La flat tax, introdotta con la legge di bilancio del 2017, altro non è che un’imposta fissa di 100mila euro l’anno, con qualsiasi reddito percepito, pagata da uno straniero che si trasferisce in Italia.
«Al momento sono circa 200 le persone fisiche che hanno usufruito di questa norma – dice Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari -. Con un numero così ristretto è difficile sapere che tipo di acquisti immobiliari abbiano fatto, tenendo presente che sono entrati in Italia da meno di un anno». Il numero è confermato anche da Filippo Raffaele, fondatore di Realtor Advisor, network internazionale di broker indipendenti. «La misura adottata è stata poco pubblicizzata. Basti pensare che in Australia nello stesso periodo sono arrivati 12mila nuovi residenti mossi dalla stessa ricerca» dice Raffaele.
Anche se i maggiori network immobiliari dicono che le domande perlomeno sono elevate.
Secondo Breglia, i numeri dovrebbero restare bassi anche in futuro. La flat tax secondo alcuni esperti è quindi una misura a metà. Inoltre non essendo legata all’acquisto dell’immobile, come avviene invece in altri Paesi europei che hanno scelto di usare questa strada per fare ripartire le compravendite immobiliari, ha dato poco sprint al mercato degli immobili residenziali. «Sicuramente la concorrenza degli altri Paesi a tassazione agevolata (come il Portogallo e Cipro) invertono i flussi di acquirenti verso l’Italia» conclude Breglia.

Molti acquirenti arrivano in Italia da Russia, Giappone e Cina. Secondo i dati di Scenari Immobiliari lo scorso anno, oltre al 45% degli acquisti che restano saldamente in mano ai tedeschi, ci sono stati acquisti di case in Italia per il 15% del totale da parte di compratori russi e per il 14% da parte di americani e canadesi. Secondo alcuni network specializzati sono in arrivo anche cittadini americani, che vogliono vivere in Italia apprezzandone luoghi e lifestyle, e residenti nel Regno Unito che dopo Brexit vogliono trasferirsi in un altro Paese.

Come si è mossa la concorrenza in Europa?
I due Paesi che hanno istituito tra i primi una serie di incentivi legati all’acquisto della casa da parte di stranieri sono stati Spagna e Portogallo. La strategia è chiara: incentivare le compravendite di case in due Paesi che in passato sono stati fortemente penalizzati dalla crisi del settore.
«Tra Madrid e Barcellona per ottenere la residenza è necessario fare un investimento immobiliare di almeno 500mila euro (oppure trasferire almeno un milione di euro nel sistema bancario spagnolo o in una compagnia del territorio, o ancora investire in titoli di stato di debito spagnoli almeno due milioni di euro)» dicono da Scenari Immobiliari. Anche in Portogallo è necessario il trasferimento di almeno un milione di euro di capitale, l’acquisto di una proprietà immobiliare del valore di 500mila euro, la creazione di dieci posti di lavoro, l’investimento di almeno 350mila euro in aree di riqualificazione inutilizzate da almeno 30 anni, ma anche investire almeno 350mila euro in ricerche scientifiche o 250mila euro in attività culturali e artistiche. È chiaro che l’investimento immobiliare è la strada più facile da percorrere.

La Grecia attira compratori cinesi
Anche la Grecia rientra nel gruppo di Paesi lungimiranti che utilizzano il rilascio di visti ai cittadini extra Ue che comprano casa come leva per lo sviluppo immobiliare. In Grecia per ottenere la residenza bisogna acquistare un immobile (residenziale o commerciale) del valore di almeno 250mila euro. Oggi, perlomeno sulle isole, i costruttori stanno scegliendo di realizzare abitazioni di questo valore proprio per attirare proprio acquirenti extra Ue, in primis i cittadini cinesi che stanno creando pressione al mercato. Qui i prezzi salgono, anche se siamo ancora lontani dai livello pre-crisi. A Santorini, le case che si affacciano sulla Caldera (la depressione causata dall’eruzione vulcanica oltre 10.000 anni fa) arrivano a costare oltre 20mila euro al metro. Una villa di 250 mq affacciata sulla Caldera, per esempio, costa 4,5 milioni di euro. Si tratta di residenze esclusive, ambite da compratori da tutto il mondo, se si pensa che Santorini è tra le mete internazionali più visitate. Ma anche in isole meno conosciute al grande pubblico gli sviluppi immobiliari si stanno orientando verso abitazioni adatte ai turisti. In grande fermento è il mercato immobiliare di isole come Parso, da sempre frequentata anche dagli italiani, ma anche Andros, che è rimasta meta degli ateniesi, sta attirando maggiore turismo.
Restando sempre nel Mediterraneo a Malta se si compra una casa da 350mila euro si ottiene il permesso di residenza per cinque anni.

Nel Nord Europa
Guardando più a nord, dove comunque l’acquisto di una seconda casa diventa meno interessante per via del clima, troviamo l’Irlanda (a Dublino piove circa 150 giorni l’anno, ed è la località dove piove meno nel Paese). Qui per avere la residenza bisogna effettuare una donazione del valore di almeno 500mila euro, un investimento di almeno un milione di euro in attività imprenditoriali oppure un investimento di almeno un milione di euro in fondi di investimento o ancora acquistare una proprietà immobiliare per almeno due milioni di euro.
Anche in Lettonia si ottiene la residenza con un investimento immobiliare (in unità residenziali o commerciali) del valore di almeno 250mila euro.


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