Diritto

Casa familiare revocata alla madre, se la figlia maggiorenne decide di convivere con il padre

di Silvia Marzialetti

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(Alamy Stock Photo)


2' di lettura

In caso di divorzio, è legittimo che la madre perda la casa familiare, nel caso in cui decida di trasferirsi e la figlia maggiorenne, non ancora economicamente sufficiente, maturi la decisione di andare a convivere con il padre.
Così ha deciso la Corte di Cassazione - ordinanza 22746 del 28 settembre - in merito a un caso di rapporto madre-figlia fortemente conflittuale.
La vicenda ha cominciato ad assumere contorni molto definiti sin dal primo grado di giudizio, quando il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso del padre che chiedeva la modifica delle condizioni di divorzio a suo favore: collocamento della figlia presso di sé, con conseguente assegnazione della casa familiare, più un mantenimento mensile di 150 euro versato dalla donna, a sostegno della figlia.

Corte di cassazione - Sentenza 22746/2017

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La Corte di Appello ha confermato il giudizio.
In Cassazione la madre ha imbastito la propria difesa sul presupposto che, pur avendo affermato «la fondatezza della censura secondo cui la maggiore età della figlia avrebbe dovuto precludere la pronuncia sul collocamento», la Corte territoriale abbia, tuttavia, ritenuto corretta la revoca dell'assegnazione della casa coniugale in favore della madre, senza però riversare tali conclusioni nel dispositivo che si limita a rigettare il reclamo».

Ma la Suprema Corte non ha dubbi: «alla cessazione della convivenza tra genitore e figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente, conseguentemente alla scelta del primo di cambiare residenza, consegue la revoca dell'assegnazione della casa coniugale per carenza dei relativi presupposti».

Una tesi rafforzata dalla constatazione che già dal 2007 la madre soggiornasse regolarmente presso il suo nuovo compagno, fuori città.
Nessuna contraddizione - dunque - fra dispositivo e motivazione, perché la Corte di appello ha ritenuto inesistente «la previsione di collocamento della figlia maggiorenne presso il padre, ma ha ritenuto invece rilevante la volontà di quest'ultima di continuare a vivere nella casa familiare insieme al padre. Di conseguenza, ha pertanto confermato la revoca dell'assegnazione alla madre della casa familiare e l'assegnazione della stessa al padre, sino al raggiungimento della indipendenza economica della figlia con lui convivente».

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