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Casa, per i giovani si allontana l’acquisto

Secondo Ener2Crowd.com con uno stipendio di 1.600 euro al mese ci vogliono 41 anni per acquistare la propria abitazione. Ma per Tecnocasa negli ultimi dieci anni servono 2,7 annualità in meno

di Davide Madeddu

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(Onoky / AGF)

Secondo Ener2Crowd.com con uno stipendio di 1.600 euro al mese ci vogliono 41 anni per acquistare la propria abitazione. Ma per Tecnocasa negli ultimi dieci anni servono 2,7 annualità in meno


3' di lettura

Comprare una casa? Per i giovani è sempre più difficile. A creare una condizione di svantaggio sono le incertezze del mercato del lavoro e le retribuzioni. Con il risultato che un giovane con uno stipendio da 1.600 euro ci impiega 41 anni. E' quanto emerge da un'indagine di Ener2Crowd.com, piattaforma di investimenti che ha promosso il GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa. Secondo lo studio i giovani sono “sempre più distanti dalla possibilità di acquistare un appartamento, per motivi legati al mercato del lavoro e alle basse e incostanti retribuzioni”.

I dati dell'analisi, come scrive il gruppo, vedono gli italiani “arrancare finanziariamente ed economicamente in un mercato, quello immobiliare, gonfiato da dinamiche emotive e pronto ad implodere dopo che la crisi sanitaria del Covid-19 ha prodotto un cambiamento sociale radicale la cui componente più importante è la fuga dalle città e dagli uffici”.

Non solo, lo scenario emerso preso in esame da Ener2Crowd.com, “vede i giovani italiani sempre più distanti dalla possibilità di acquistare un appartamento, per motivi legati al mercato del lavoro ed alle basse ed incostanti retribuzioni. E - quando ci riescono - sono costretti a indebitarsi per un'intera vita: circa il doppio del tempo che ci avrebbero impiegato le generazioni precedenti”. Lo studio ha recuperato serie storiche “che includono lo stipendio di un lavoratore italiano dal 1960 a oggi, il costo di beni di consumo di prima necessità quali pane e latte, e il costo degli appartamenti al metro quadrato in una grande città”. Risultato? “Nel 1962 un operaio della Fiat con uno stipendio di 50.000 lire al mese, poteva permettersi di acquistare un appartamento in un quartiere residenziale limitrofo al cento storico, impegnando solo il 50% della propria retribuzione, in 21 anni. Nel 1972 lo stesso operaio ne impiega 19 per acquistare un appartamento di analoghe dimensioni in una zona leggermente più periferica”. La situazione è mutata notevolmente negli ultimi 9 anni. “Nel 2011, giunti ormai ai massimi dei prezzi del mercato immobiliare in Italia —nonostante la crisi globale scatenata dai mutui sub-prime—, un Italiano lavoratore, a cui la statistica assegna euro 1.600 netti mensili su 12 mensilità, impiega 54 anni ad acquistare quello stesso appartamento. E nel 2020, ai giorni nostri, un giovane con la stessa retribuzione impiegherebbe 41 anni”.

Non è tutto. A tracciare un percorso in cui si indicano quante annualità servono per acquistare una casa è anche l'ufficio studi di Tecnocasa che ha stilato una graduatoria città per città. Lo studio che si basa sui dati (raccolti dalle agenzie affiliate delle Grandi Città e rilevati a dicembre 2019) relativi al prezzo al metro quadro di un immobile medio usato, e sulle retribuzioni contrattuali annue, ipotizza l'acquisto di un'abitazione di 85 metri quadri. A leggere i risultati si scopre che a Milano, dove il rialzo costante dei prezzi, con tassi di crescita superiori alla media la pone in cima alle città più costose d'Italia, per comprare un'abitazione servono circa 11,1 annualità. A Roma, scivolata, invece, al secondo posto, una casa si compra con 9,3 annualità. A Firenze, che nella graduatoria finisce al terzo posto di annualità ne servono 9. Poi ci sono Bologna (7,8), Napoli (7,6), Torino (4,8),Verona(4,8), Bari (3,8), Genova (3,7) e Palermo(3,4). E una media nazionale di 6,6 annualità. Confrontando i dati del 2019 con quelli del 2009 si scopre che nell'arco di dieci anni si è registrato un crollo nella media di circa 2,7 annualità. In questo lasso temporale per comprare casa a Roma occorrono 4,3 annualità in meno, a Milano 1,4 annualità in meno. Bologna (-1,1) è la città in cui, nell'orizzonte temporale considerato, il numero di annualità necessario è diminuito meno.

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